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INFORM - N. 239 - 17 dicembre 2001

Una nota della Federazione ACLI Internazionali (FAI)

Anche i cittadini al vertice di Laeken

ROMA - Come sempre, fanno più rumore pochi teppisti che i rappresentanti di oltre 300 organizzazioni europee della società civile, che nell’ultimo fine settimana hanno costituito l’Assemblea cittadina 2004, che intende accompagnare tutto il processo costituente aperto con la presidenza belga e che si chiuderà con le elezioni europee del 2004. S’incominciano a raccogliere i frutti, dunque, di un lavoro che parte da lontano, ma che soltanto in occasione della Conferenza intergovernativa di Nizza aveva ottenuto il riconoscimento delle istituzioni e che nel tempo trascorso fino al vertice UE di Laeken ha rafforzato il movimento della società civile per dare voce ai cittadini.

Le ACLI erano presenti con i propri dirigenti di tutti i Paesi europei – oltre 250 persone – per partecipare alla costruzione di un’Europa che è il nostro futuro, basato sul primato e sull’unione dei diritti, della cittadinanza, della sussidiarietà, della solidarietà.

Le ACLI europee, attraverso la FAI (Federazione ACLI Internazionali) hanno curato in particolare il work shop sulla Formazione permanente per tutta la vita, intesa come un nuovo diritto civico della persona che ne consenta la cittadinanza attiva e indichi la strada giusta per rendere sostenibile la domanda di flessibilità che proviene dal mondo del lavoro, come ha affermato il presidente Luigi Bobba, invitando a fare di questo diritto l’oggetto di una nuova mobilitazione sociale e politica, così come avvenne per la scolarizzazione di massa nel secolo scorso, soprattutto negli anni della ricostruzione postbellica.

Formazione permanente perché? La finalità non può essere solo quella di aumentare la duttilità del lavoratore e delle lavoratrici, la mobilità professionale, l’accessibilità e la capacità di integrazione, che sono le qualità più apprezzate dalle aziende. In questa ottica la Formazione permanente diventerebbe lo strumento per realizzare il modello di nuovo lavoratore "on-line 24 ore su 24" per il quale il guadagno, il successo, la crescita professionale e l’autorealizzazione, unicamente pensata nell’ambito lavorativo, sono gli obiettivi più perseguiti. E invece, la Formazione permanente, come afferma la recente comunicazione della Commissione delle Comunità Europee "Realizzare uno spazio europeo dell’apprendimento permanente" (Bruxelles, 21.11.2001), deve darsi obiettivi di rilevanza individuale e sociale per migliorare la qualità del vivere, come lo sviluppo della cittadinanza attiva e dell’autorealizzazione della persona, l’inclusione sociale e l’occupazione. Si tratta di compiere una scelta di campo: considerare la formazione permanente come uno dei luoghi privilegiati della società democratica, in cui si intreccia una doppia strategia, quella della formazione e quella dell’educazione.

Luca Jahier, vicepresidente della FAI, intervenuto in un’affollata e qualificata tavola rotonda per rappresentare il punto di vista delle ACLI, ha espresso grande apprezzamento per i contenuti della dichiarazione di Laeken. Finalmente lo spirito di Nizza è morto - ha sostenuto il rappresentante delle ACLI - e si apre ora una convenzione con un mandato largo e finalizzato ad una costituzione europea, con un coinvolgimento ampio e il progetto di un forum permanente della società civile, per allargare il dibattito. Ma per rendere fruttuoso il dibattito, le ACLI chiedono che venga strutturato in adeguate conferente nazionali con il pieno coinvolgimento della società civile. L’opinione di tutti i dirigenti aclisti presenti è che si apra oggi un grande cantiere europeo e che vi sia un lavoro poderoso da fare per tutte le organizzazioni della società civile. (Inform)


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