* INFORM *

INFORM - N. 238 - 13 dicembre 2001

La "legge ordinaria" per il voto all'estero pronta per l'aula del Senato

La Commissione Affari Costituzionali non apporta alcuna modifica al testo già approvato dalla Camera dei deputati

ROMA - Nella seduta di giovedì 13 dicembre la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato, nel testo trasmesso dalla Camera, il disegno di legge Tremaglia concernente " Norme per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero".

Anche alla Commissione Affari Costituzionali del Senato il gruppo dei Verdi, attraverso l'intervento del senatore Turroni, ha manifestato una decisa contrarietà all'articolo 8 che prevede la riserva dell'elettorato passivo agli elettori residenti nelle stesse ripartizioni della circoscrizione Estero. Impedendo agli elettori residenti in Italia di esercitare il diritto di elettorato passivo, la norma - ha detto il senatore Turroni - contrasta con il chiaro dettato dell'articolo 56 della Costituzione che garantisce tale diritto a "tutti gli elettori ". Inoltre, la ratio della norma, tesa a riconoscere una rappresentanza autonoma alle comunità italiane all'estero, violerebbe il principio sancito dall'articolo 67 della Costituzione, secondo il quale "ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione senza vincolo di mandato".

Il presidente della Commissione senatore Pastore, parlando nella veste di relatore, ha espresso parere contrario su tutti gli emendamenti. In particolare, sull'articolo 8, pur riconoscendo che la corrispondente formulazione costituzionale presenta alcune imprecisioni, ricorda che la dottrina prevalente propende per un'interpretazione sistematica, nel senso proposto dal senatore Villone, che prospetta l'esistenza di un doppio circuito elettorale e quindi la piena compatibilità costituzionale della soluzione adottata. Inoltre, la limitazione dell'elettorato passivo, dal punto di vista politico risponde alla esigenza largamente sentita di assicurare una partecipazione non meramente formale, che sia portatrice degli interessi e delle esperienze vissute direttamente dalle comunità italiane all'estero; motivo per cui, fra l'altro, si è privilegiata la costituzione di una circoscrizione Estero anziché prevedere il voto per corrispondenza. Si tratta, in definitiva, di una impostazione equilibrata che non urta con il dettato costituzionale e che è degna di essere accolta anche dal Senato. Ha aggiunto di aver verificato, con l'ausilio del Servizio studi del Senato, l'adeguatezza del meccanismo elettorale, i cui tempi appaiono ben calibrati, specie in riferimento alle consultazioni politiche nazionali. La stampa delle schede elettorali all'estero e l'impiego di idonei collegamenti telematici fra centro e periferia consentiranno di snellire le operazioni elettorali.

Parlando a nome del Governo, il ministro per gli Italiani nel mondo on. Tremaglia, nel concordare con il parere contrario del relatore su tutti gli emendamenti, ha sottolineato che il lungo lavoro che si è reso necessario per la definizione del testo in esame dipende proprio dall'intento del legislatore di assicurare una rappresentanza autonoma delle comunità italiane residenti all'estero, un obiettivo ambizioso che si realizza con una larghissima intesa parlamentare. La relazione di carattere tecnico già messa a disposizione della Commissione illustra nel dettaglio il funzionamento del meccanismo elettorale che sarà reso più spedito dall'impiego di strumenti telematici. Ha auspicato, in conclusione, la pronta e definitiva approvazione del disegno di legge.

La Commissione, dopo aver respinto tutti gli emendamenti, ha approvato infine la proposta di conferire al presidente Pastore il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge (Inform)


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