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INFORM - N. 237 - 12 dicembre 2001

Rapanà (Comites Montreal): "Il voto all’estero e la grande sfida dell'informazione"

MONTREAL - Il 20 novembre la Camera dei Deputati ha approvato, a larghissima maggioranza, il disegno di legge che consente agli italiani all’estero di votare rimanendo nei paesi di accoglienza e di eleggere i propri rappresentanti al Parlamento. Quasi tutti gli schieramenti politici dell’arco costituzionale hanno votato uniti, con un unico scopo: dare voce politica agli italiani all’estero.

Bisogna dire, però, che questo importante traguardo, se da una parte permette all’Italia di compiere un passo importante verso la crescita civile e democratica, dall’altra parte apre numerosi interrogativi tra gli italiani all’estero.

A ben vedere tali interrogativi trovano il loro fondamento proprio nella scarsa informazione che gli italiani all’estero hanno della realtà italiana. In Canada poi, la situazione è tragica, infatti, solo i più fortunati, coloro che possono contare su un prestanome negli USA, a cui intestare l’abbonamento, e possono permettersi di pagare l’esoso costo del canone, possono accedere ai programmi di Rai International.

Quindi, in vista dell’esercizio del voto, il Governo si trova di fronte ad una grande sfida: raggiungere ed informare gli italiani all’estero, ovunque essi siano e consentire a tutti di accedere agevolmente all’informazione, a prendere coscienza della realtà effettuale dell’Italia, quella vera e non quella confezionata appositamente per gli italiani all’estero.

Con il traguardo raggiunto alla Camera dei Deputati il 20 novembre, i politici hanno dimostrato di comprendere, finalmente, che al di là del riconoscimento di un mero diritto, quello del voto, ci sono le potenziali risorse rappresentate dalle comunità italiane nel mondo.

Hanno compreso, soprattutto, che investendo solamente l’1.9% dei seggi in Parlamento, daranno all’Italia l’opportunità di intensificare i rapporti con il mondo intero, quindi, non solo, con gli oltre 3.000.000 di italiani sparsi sui vari continenti che potranno votare, ma, attraverso di loro, anche e soprattuto, con le diverse realtà economiche e sociali dei paesi di accoglienza.

Un Paese come l’Italia che fonda la propria economia nelle esportazioni in direzione anche dei circa sessanta milioni di oriundi nel mondo, non può non tener conto di queste inevitabili e positive conseguenze che il riconoscimento del diritto di voto agli italiani all’estero comporta.

Mancare questa occasione, vorrebbe dire mancare un’occasione unica per abbattere finalmente le frontiere tra gli italiani nel mondo e la nostra Patria e favorire l’internazionalizzazione il "Sistema Italia".

Ci auguriamo che il Senato della Repubblica italiana approvi al più presto la legge sul voto degli italiani all’estero, con la stessa coerenza e unità che si è verificata alla Camera dei Deputati. (Giovanni Rapanà*-Inform)

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* Presidente del Comites di Montreal


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