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INFORM - N. 236 - 11 dicembre 2001

Ricerca Cnel-Eurisko sull'impatto della moneta unica nella vita quotidiana

Euro: italiani più informati, ma pochi sanno fare i calcoli

ROMA - Solo un terzo degli italiani conosce esattamente il valore di conversione dell'euro, mentre il 70% indica un rapporto di cambio approssimativo. Se poi si tratta di fare i conti, quasi nessuno (4%) è in grado di operare un calcolo preciso e solo il 30% riesce a fornire stime oscillanti. Ma le conoscenze sulla nuova moneta, rispetto a sei mesi fa, sono mediamente migliorate: aumenta non solo la cognizione del valore, ma soprattutto la consapevolezza che l'euro entrerà in vigore nel gennaio 2002 (si passa dal 57% al 79%).

Tuttavia, se appare diffusa (82%) la conoscenza della doppia circolazione delle due valute, ancora pochi (37%) sanno che durerà solo un bimestre. Tra i meno informati figurano in generale gli anziani, le donne, le persone con istruzione elementare, i residenti nel Mezzogiorno e in particolare i giovani: ad ignorare la data di ingresso dell'euro è il 30% tra i 18 e i 24 anni. I più preparati, invece, sono mediamente uomini, lavoratori autonomi, abitano nel Centro-Nord, hanno un titolo di studio medio-alto e un'età compresa tra i 25 e i 45 anni.

E' quanto emerge dalla ricerca, realizzata dal Cnel in collaborazione con l'Eurisko, dedicata all'impatto dell'introduzione dell'euro nella vita quotidiana degli italiani. L'indagine è stata appena condotta su un campione rappresentativo di tremila persone e segue la precedente rilevazione presentata dal Cnel a luglio, sulla base della quale l'Assemblea del Consiglio ha approvato uno specifico testo di osservazioni e proposte per accompagnare il passaggio alla moneta unica e sta eseguendo un monitoraggio periodico sulle attività produttive e le famiglie.

I dati evidenziano infatti, a fronte di conoscenze più diffuse, la scarsa familiarizzazione che gli italiani mostrano nei confronti della nuova divisa: almeno un quarto non sa che il pezzo da un euro è una moneta metallica, meno della metà dice di averla già vista, appena il 14% ne ha un'immagine e comunque il 28% continua a richiedere informazioni. Ma, a prescindere dalle proprie competenze, due intervistati su tre si dichiarano tranquilli e il 58% è convinto che riuscirà a gestire la novità. Più in difficoltà si trovano le fasce deboli della popolazione e in particolare gli anziani (47%), le casalinghe (55%), le persone con istruzione elementare (49%).

E' ancora forte, tuttavia, la propensione a rimandare il problema al momento dell'effettiva entrata in vigore (32%), nonostante siano più numerosi coloro che già si stanno occupando dell'euro (36%) o che gradirebbero cominciare ad usarlo (34%). Diffusa anche la convinzione che la moneta unica non avrà un impatto significativo sull'economia delle famiglie: il 52% ritiene che vantaggi e svantaggi saranno equivalenti. Inoltre, quanto ai comportamenti di acquisto, diminuiscono coloro che limiteranno le spese (17%), mentre il 75% dichiara che non cambierà le proprie abitudini, pur prevedendo un maggiore ricorso alla grande distribuzione (63%).

A destare sempre più preoccupazione sembra essere, piuttosto, l'eventuale aumento dei prezzi, temuto dal 41% degli italiani (la percentuale arriva al 50% per dirigenti, imprenditori, liberi professionisti). Si cercherà quindi di controllare i prezzi con maggiore attenzione, soprattutto per gli acquisti più importanti: il 63% afferma che baderà al centesimo. Infine, il 69% continuerà a pagare in contanti, ma crescono del 10% le preferenze per altre forme di pagamento (27%). (Inform)


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