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INFORM - N. 235 - 10 dicembre 2001

Anche gli emigrati italiani in Svizzera confrontati con l’Europa

ZURIGO - Gli Accordi bilaterali tra la Svizzera e l’Unione Europea e le conseguenze che ne deriveranno, in particolare, nel settore della previdenza e sicurezza sociale per gli emigrati italiani in Svizzera, ed una informazione su come affrontare l’impatto con la nuova moneta europea, l’Euro, anche da parte della comunità italiana nella Confederazione Elvetica, sono stati gli argomenti trattati in una conferenza organizzata a Winterthur, nel cantone di Zurigo, dal locale Comitato cittadino italiano. Relatori due specialisti del ramo: il responsabile del patronato ITAL-UIL in Svizzera, nonché presidente della Commissione Sicurezza e Tutela sociale del CGIE, Dino Nardi, ed il dottor Pietro Simone, un esperto del mondo bancario elvetico.

Un’iniziativa molto apprezzata dalla comunità italiana di Winterthur che è accorsa numerosissima, tanto da trovare difficoltà a sistemarsi nel pur ampio locale che ha ospitato la conferenza. Gli intervenuti, dopo le relazioni introduttive dei due esperti, hanno poi avuto l’opportunità di interloquire con i due relatori per oltre due ore segno che esiste tuttora un forte bisogno di informazioni e chiarimenti.

A riguardo degli Accordi bilaterali Svizzera-Unione Europea, dal dibattito, moderato dal presidente del Comitato cittadino, Luigi Fucentese, è emerso l’apprezzamento per gli innumerevoli vantaggi che nel complesso scaturiranno dagli Accordi, specie per gli italiani residenti nella Confederazione che ne potranno godere doppiamente i benefici: cioè alla stessa stregua di tutti i cittadini comunitari residenti nell’Unione Europea e, contemporaneamente, anche allo stesso modo dei cittadini elvetici in quanto residenti pure in Svizzera.

Tuttavia anche in questa occasione è emersa la grande preoccupazione dei lavoratori italiani emigrati più anziani per le conseguenze che si avranno con il blocco dei trasferimenti contributivi dalla Svizzera all’INPS che interverrà con l’entrata in vigore dei Bilaterali qualora da parte del Governo italiano non si accolga la richiesta di un periodo di proroga di cinque anni da tempo richiesto e sollecitato dalla comunità italiana in Svizzera e dai suoi rappresentanti istituzionali con in primis la stessa delegazione svizzera nel CGIE.

Mentre, a riguardo dell’Euro, è stata valutata positivamente la comodità di poter disporre in futuro di una moneta che potrà essere usata non solo in Italia ma in tutti i Paesi confinanti con la Svizzera dove, spesso, gli emigrati italiani si spostano sia per scopi turistici che commerciali e che, oltretutto, già fin dalla sua entrata in vigore il prossimo primo gennaio, sarà accettata anche dalle più importanti catene commerciali elvetiche secondo quanto preannunciato dai mass media locali. (Inform)


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