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INFORM - N. 234 - 8 dicembre 2001

Veneti emigrati in Argentina - Incontro a Padova per mettere a punto iniziative comuni per il rientro di emigrati

PADOVA - Millecinquecento richieste nominative di informazioni (con allegato curriculum) per verificare le concrete possibilità di un "rientro" nel Veneto per lavorarci e viverci. Questo è il rilevante numero di domande ricevute dal 20 al 27 novembre, nel giro di una sola settimana di apertura a Cordoba, seconda città dell’Argentina, dello sportello di informazioni voluto dalla Regione Veneto e dalla Provincia di Padova e inaugurato in occasione della visita dell’Assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon alle comunità venete emigrate nel paese latinoamericano. Il fascicolo con i 1500 nomi di veneto-argentini e italo-argentini (dotati di passaporto italiano e quindi fuori dai contingenti delle quote per l’immigrazione stabilite dal Governo) sono stati presentati il 6 dicembre a Padova, presso la sede di Unindustria, da Raffaele Zanon e da Riccardo Merlo, Presidente del CAVA (Confederazione Associazioni Venete in Argentina), a un numeroso gruppo di rappresentanti di associazioni di categoria (industriali, artigiani), di organizzazioni sindacali, di enti locali, di associazioni che riuniscono gli emigrati veneti all’estero.

Merlo ha parlato della difficilissima situazione argentina: 20 % di disoccupazione (che colpisce soprattutto i giovani), una tremenda crisi finanziaria, l’impossibilità da parte del governo di pagare il debito estero, il congelamento bancario dei conti correnti. Il Presidente del CAVA ha ricordato, ancora, che in Argentina vive la più importante comunità italiana al mondo dopo la Germania: 600 mila italiani con passaporto italiano (a Cordoba sono 40 mila, a Buenos Aires sono ben 300 mila), senza tener conto degli oriundi che superano il milione. A proposito delle 1500 richieste di informazioni per l’eventuale "rientro" lavorativo nel Veneto, Merlo ha sottolineato che si è trattato di ben 150/160 contatti giornalieri per lo Sportello di Cordoba, durante i primi sette giorni di attività. "Non vorremmo certo ‘esportare’ i nostri giovani - ha spiegato Merlo - ma non possiamo non vedere la realtà e cioè che i giovani se ne vanno dall’Argentina perché non c’è alternativa alla crisi attuale. Lo sportello, per noi italo-argentini, rappresenta la possibilità di offrire una via d’uscita ai giovani e di fare da collegamento serio e attendibile tra offerta di lavoro nel Veneto e domanda di lavoro in Argentina.

Aldo Rozzi Marin, coordinatore dello "sportello rientro emigrati" aperto presso la Provincia di Padova, ha informato inoltre che, alle 1500 segnalazioni ricevute vanno aggiunte altre 170 richieste di informazioni nominative depositate presso il Consolato di Buenos Aires. Lo "sportello" padovano ha attualmente in carico 57 nominativi di emigrati che intendono venire a lavorare nel Veneto: sono 27 argentini, 22 cileni e i rimanenti di altra nazionalità. A 8 di loro è già stato trovato un lavoro e una casa. Il rappresentante della Provincia di Padova ha fatto presente che, nei prossimi giorni, si terrà una riunione di tutte le amministrazioni provinciali del Veneto per attivare in ogni sede provinciale (ora lo sportello è presente oltre che a Padova solo a Vicenza) uno "sportello per il rientro degli emigrati". Ha inoltre ricordato che, entro il 31 dicembre, sarà sottoscritto un accordo di programma tra Regione e Province per assegnare i finanziamenti regionali e l’attuazione dei progetti nel settore della formazione e della casa. Il rappresentante degli industriali padovani ha sottolineato che il fabbisogno di manodopera da parte delle imprese venete sussiste tuttora anche se con una lieve flessione rispetto al recente passato ma ha precisato che si tratta di manodopera con qualifiche di basso livello; al proposito ha quindi avanzato un interrogativo "i giovani veneto-argentini, che hanno una forte scolarizzazione, accetteranno questo tipo di offerta lavorativa?".

L’Assessore Zanon ha precisato che l’attività di informazione svolta dallo sportello di Cordoba prevede proprio la puntuale descrizione del tipo di mansioni richieste dal mercato del lavoro veneto. Il rappresentante di Unindustria ha annunciato inoltre che è in dirittura d’arrivo a Padova un progetto per l’autoimprenditorialità nel settore turistico riservato a trenta giovani disoccupati fra il 19 e i 35 anni, figli di emigrati veneti a Lanus in Argentina. (Inform)


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