* INFORM *

INFORM - N. 233 - 6 dicembre 2001

Verso la Conferenza Stato-Regioni Province autonome-CGIE

Franco Narducci (CGIE) e Aldo Aledda (Regione Sardegna) fanno il punto sulla riunione preparatoria del 4-5 dicembre

ROMA - Una riunione che ha visto la partecipazione del comitato di presidenza e della VI Commissione del CGIE nonché dei presidenti dei cinque tavoli tematici - Lingua e cultura; Lavoro, Formazione ed economia; Assisitenza, previdenza e solidarietà; Associazionismo, diritti di cittadinanza, partecipazione e rappresentanza; Informazione e comunicazione - ha concluso i lavori, che si sono svolti alla Farnesina il 4 e 5 dicembre, in preparazione della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE.

Sono stati Franco Narducci, segretario generale del CGIE, e Aldo Aledda della Regione Sardegna, che ha collaborato intensamente alla preparazione del documento di base, a fare il punto della situazione a poco più di tre mesi dalla Conferenza prevista a Roma per il 18-20 marzo 2002.

Questi due giorni - ha detto Narducci - si sono aperti con la riunione plenaria, un momento significativo per gli interventi dei rappresentanti del Governo, delle Regioni e del CGIE che ha delineato con chiarezza le aspettative del Consiglio Generale in quanto organo di rappresentanza delle comunità italiane. Credo che il metodo di lavoro che abbiamo impostato e che è confluito nel documento di base con il quale stiamo lavorando - frutto della riflessione comune delle Regioni e Province autonome, del CGIE e da ultimo anche dello Stato - si stia rivelando il metodo giusto per mettere a confronto gli impegni dello Stato e delle Regioni in un quadro nuovo che è quello della devoluzione, del trasferimento di competenze su una vasta gamma di materie dallo Stato alle Regioni.

In questo quadro che è fondamentalmente cambiato, non solo come scenario politico internazionale ma all'interno delle nostre comunità - ha proseguito il segretario generale del CGIE -, noi ci auguriamo che si riesca ad innescare sinergie preziose sul fronte dell'intervento degli attori istituzionali - Stato, Regioni e Province autonome - per risolvere problemi antichi e nuovi e soprattutto per guardare al futuro e mettere in campo nuove iniziative.

Ma qual è l'obiettivo della Conferenza? L'obiettivo che ci poniamo - ha spiegato Narducci - è quello fissato dalla legge, delineare cioè le linee programmatiche per le politiche del Governo, delle Regioni e Province autonome, ovviamente del Parlamento, nei confronti degli italiani all'estero. Un obiettivo importante perché determina poi, per un triennio, la linea di azione politico-amministrativa del CGIE. E tutto ciò avviene in un quadro estremamente innovativo: quello del riordinamento dell'assetto dello Stato italiano e delle modifiche costituzionali che rappresentano il punto fondamentale all'interno di questo impegno.

Un percorso "ambizioso", ha definito Aldo Anedda quello intrapreso in vista della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE, volto a modificare la politica complessiva delle istituzioni nei confronti delle comunità italiane all'estero. Vogliamo individuare - ha aggiunto - gli strumenti per rendere concreta e fattibile questa politica, in modo che diventi veramente una politica caratterizzante dello Stato italiano, tenendo conto di importanti modifiche costituzionali, per cui le Regioni avranno una loro potestà legislativa in materia di rapporti internazionali concorrente con quella dello Stato, il quale dovrà fissare i principi entro cui si dovranno muovere le Regioni.

A fronte di questo quadro che apparentemente farebbe pensare ad uno spezzettamento, si sta creando invece la tendenza ad un maggior coordinamento. E' sorta l'esigenza che quei "pezzi di Stato" si coordinino ed armonizzino i loro interventi per realizzare politiche comuni all'estero, con interlocutori finalmente all'altezza del loro compito: uno Stato dignitoso, delle Regioni mature, una comunità italiana di alto livello. Ci accingiamo a compiere l'ultimo passo di questo percorso - ha concluso Anedda - e siamo sicuri che otterremo risultati veramente notevoli che si aggiungono a quelli già conseguiti come il voto degli italiani all'estero. (Inform)


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