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INFORM - N. 231 - 4 dicembre 2001

Rifondazione Comunista e la Filef di Londra

LONDRA - Ernesto Granese, direttore de "Il Nuovo Punto", bimestrale della Filef di Londra, ci scrive per

Controbattere quanto affermato, in occasione della recente visita di Bertinotti a Londra, dal segretario del circolo di Rifondazione Comunista Enrico Mandelstam, a proposito della Filef di Londra: "i luoghi storici della prima emigrazione sono oggi parecchio in crisi, come ad esempio il Circolo Filef di Londra, che è frequentato da sempre meno persone: noi pensiamo che sia importante raggiungere con la nostra proposta politica soprattutto i cittadini italiani di nuova emigrazione, che tendono a frequentare sempre meno i club esclusivamente italiani".

"Credo di interpretare - scrive Granese - il pensiero di Roberto Maddalena, attuale presidente della Filef di Londra - oggi sotto accusa per non essere (sufficientemente?) di sinistra - e del Direttivo della Filef se informo gli amici di Rifondazione Comunista che la sede della Filef è sempre aperta per loro.

E’ passato molto tempo da quando la Filef aveva per Presidente un esponente di quel partito. Durante quella gestione alla Filef successe un po’ di tutto, compresi una serie di furti ad opera di persone alle quali, forse un po’ ingenuamente, era stata accordata troppa fiducia. E’ anche per questo che la Filef ha attraversato in questi ultimi anni una crisi profonda dalla quale sta lentamente cercando di risollevarsi. Dunque, non ce ne vogliano quelli di Rifondazione. Soprattutto, non dimentichino che tra gli iscritti alla Filef ci sono anche dei comunisti. Che siano filo-Bertinotti, filo-cossuttiani o nostalgici del vecchio PCI poco importa. Prima di abbandonare questi vostri vecchi compagni alla deriva per rincorrere un movimento - il no global - dai tratti un po’ contraddittori (vecchi laburisti, ambientalisti a fianco di trotzkisti, anarchici e, temiamo, qualche testa-calda) Rifondazione Comunista farebbe bene a riflettere.

Questo giovanilismo movimentista non ha mai portato molta fortuna ai lavoratori italiani e alla sinistra.

Tuttavia, noi della Filef - conclude Granese - siamo sensibili a tutte le istanze giovanili di rinnovamento e siamo consapevoli che la vecchia emigrazione ha bisogno dei giovani. Anche noi abbiamo qualcosa da imparare da questi giovani… purché non si dimentichi la memoria storica dell’emigrazione italiana in questo paese". (Inform)


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