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INFORM - N. 231 - 4 dicembre 2001

L'intervento del Segretario Generale della Farnesina Giuseppe Baldocci

ROMA - Il Segretario Generale della Farnesina, Ambasciatore Giuseppe Baldocci, nell'intervenire ai lavori preparatori della Conferenza Stato - Regioni - Province Autonome - CGIE, ha rilevato che la Conferenza avrà il compito di indicare le linee programmatiche della politica del Governo, del Parlamento e delle Regioni per le comunità italiane all’estero in sinergia con il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.

La riunione odierna - ha prosdeguito - riveste una grande importanza per porre le basi per la definizione di una "cabina di regia politica" tra i soggetti istituzionali interessati; è infatti necessario tracciare un percorso di avvicinamento alla Conferenza attraverso l’armonizzazione degli sforzi e delle politiche perseguite dai diversi soggetti che, a vario titolo, concorrono alla tutela ed alla promozione delle nostre collettività all’estero.

Il Ministero degli Affari Esteri ha da tempo adeguato la propria strategia verso gli Italiani nel mondo alla nuova realtà che essi rappresentano sia per la madrepatria che per i Paesi di residenza. Essi sono ormai un riferimento centrale nella definizione della nostra politica estera ed uno strumento insostituibile della nostra proiezione esterna.

Se il nostro Paese, è riconosciuto come forte ed affidabile, lo si deve anche alla stima ed alla considerazione che generazioni di italiani si sono conquistati nei Paesi di residenza, dove hanno contribuito in maniera spesso determinante al loro progresso.

Per manifestare la gratitudine che l’intera nazione deve alle generazioni, passate e presenti, di Italiani nel mondo occorre mirare a due obiettivi fondamentali: la piena integrazione di ogni nostro connazionale nella società in cui risiede e, la valorizzazione dell’identità culturale e nazionale italiana di cui egli è portatore.

Il perseguimento di questi due obiettivi si iscrive in un’azione più generale intesa a fare acquisire all’Italia la collocazione internazionale che le spetta grazie alle sue risorse materiali ed umane, di cui gli Italiani nel mondo sono una componente preziosa. Sitratta in sostanza di mirare alla promozione del "Sistema Italia" "valorizzando" il ruolo delle nostre comunità all’estero.

È pertanto giusto definire la nostra politica estera alla luce non soltanto dei radicali mutamenti internazionali di questi ultimi anni, ma anche della riscoperta dei nostrivalori, delle nostre tradizioni nazionali e locali. Ritengo infatti che tale molteplicità arricchisca il quadro unitario anche, e soprattutto, attraverso il contributo insostituibile delle componenti regionali.

La valorizzazione del "Sistema Italia" attraverso la valorizzazione delle comunità italiane all’estero è resa più agevole dal fatto che gli Italiani nel mondo sono presenti in aree di grande interesse geopolitico. Ciò corrisponde alle correnti migratorie della nostra storia, a loro volta coincidenti con l’ascesa di grandi Paesi europei, delle democrazie industriali dell’America Settentrionale, delle maggiori nazioni del Continente latino-americano, dell’Australia, degli altri Stati in cui le nostre comunità si collocano e operano.

I nostri sforzi per mantenere legami organici con le comunità all’estero, nell’ambito della strategia generale che ho indicato, troveranno così nella Conferenza Stato- Regioni- Province Autonome - CGIE del 18-20 marzo p.v. un naturale coronamento.

I processi in atto coinvolgono ormai tutti i soggetti che a vario titolo partecipano alla crescita della società civile. Mi riferisco alle Università, alle imprese, alle associazioni di italiani nel mondo, agli organi di rappresentanza delle comunità italiane all’estero.

La Conferenza sarà la sede in cui i protagonisti saranno chiamati a coniugare la flessibile programmazione dei nostri interventi con le aspettative e le sensibilità dei nostri connazionali, che non costituiscono un blocco omogeneo date le diverse realtà in cui sono inseriti.

Si tratta di avviare un percorso "virtuoso", che impegnerà negli anni a venire non soltanto le istituzioni ma anche i rappresentati eletti delle nostre collettività all’estero.

Siamo di fronte ad un esercizio complesso, che potrà essere portato a compimento soltanto in stretto coordinamento con tutti i soggetti interessati, in primo luogo i nostri connazionali all’estero.

Lingua e cultura italiana, lavoro e formazione professionale, assistenza, previdenza e solidarietà, diritti di cittadinanza, partecipazione e rappresentanza, problematiche dell’informazione e comunicazione sono i grandi temi che la Conferenza dovrà approfondire.

Il Ministero degli Affari Esteri è pronto, in vista di tale Conferenza, ad offrire il proprio contributo come già ha fatto in occasione delle grandi iniziative che hanno in questi ultimi tempi preceduto la Conferenza Stato - Regioni - Province Autonome - CGIE e che a quest’ultima si raccordano logicamente. Mi riferisco alla Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo e alla Prima Conferenza dei Parlamentari di origine italiana, tenutesi nel dicembre 2000.

Energie, risorse ed opportunità - ha concluso l'Ambasciatore Baldocci - , vanno integrate attingendo al bagaglio di esperienze e di competenze professionali consolidate sul campo. In tale quadro la rete diplomatico-consolare continuerà a garantire il raccordo, all’estero, delle varie componenti adattando la loro azione alle realtà locali. (Inform)


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