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INFORM - N. 230 - 3 dicembre 2001

Emigrazione di ritorno - Zanon: Sono già 1500 le richieste di lavorare nel Veneto ricevute in appena una settimana dall’apertura dello "sportello" di Cordoba in Argentina

PADOVA - Millecinquecento domande (800 giunte con e-mail, 700 con lettera) per venire a lavorare e a vivere nella loro terra d’origine: il Veneto. Questa è la quantità di richieste dalle quali è stato subissato, in appena una settimana di funzionamento, lo sportello informativo per il rientro degli emigrati nel Veneto aperto dalla Regione Veneto e dalla Provincia di Padova a Cordoba, seconda città dell’Argentina, per verificare l’effettiva disponibilità di manodopera per il Veneto in terra argentina.

Manodopera con tanto di passaporto italiano e quindi fuori "quote". Lo ha annunciato il 3 dicembre a Padova, presso la sede della Provincia a Palazzo Santo Stefano, l’Assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon nel corso di una conferenza stampa durante la quale, assieme a Vera Slepoj, assessora provinciale alla cultura, ha illustrato le tappe e i risultati della sua recente missione istituzionale che dall’11 al 24 novembre lo ha portato in Argentina e Cile per visitarvi le comunità venete emigrate nei due paesi latino-americani.

La Regione Veneto, d’intesa con il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali e con il gruppo Electrolux, sta definendo un progetto di rientro e di occupazione nel Veneto per circa 200 oriundi veneto-argentini di prima e seconda generazione da impiegare negli stabilimenti di Belluno, Rovigo e Treviso. "Chi pensava che queste ipotesi fossero fantasie si trova clamorosamente smentito" - questo il primo commento di Zanon che ha aggiunto anche la sua preoccupazione per la crisi senza precedenti che investe l’Argentina "paese - ha affermato - che deve poter contare sull’aiuto degli imprenditori italiani e veneti e sull’aiuto della politica e delle autonomie locali, considerando anche il debito storico che gli italiani e i veneti hanno contratto nei confronti di questo paese che, prima a fine Ottocento, e poi a metà del secolo scorso accolse centinaia di migliaia di emigrati italiani in cerca di lavoro e casa".

L’Assessore veneto ha parlato anche delle situazioni sociali di estrema difficoltà vissute da molti emigrati italiani. "Le ho potute constatare di persona - ha detto - visitando il patronato italiano di Buenos Aires dove ha incontrato decine e decine di persone che andavano a ritirare i pacchi di sussistenza contenenti viveri di prima necessità e medicine che mensilmente serviva loro per mangiare e curarsi". (segue)

Zanon ha annunciato che la Giunta veneta realizzerà un progetto di aiuto specifico rivolto a queste persone d’origine veneta e che coinvolgerà nella sua attuazione i comuni di nascita degli emigrati. Inoltre l’Assessore regionale ha anticipato che Roma, durante i lavori del CGIE, chiederà che siano forniti forti segnali di attenzione e di intervento sulla situazione argentina, segnali che solleciterà anche dal Ministro per gli Italiani all’estero Mirko Tremaglia con il quale si incontrerà.

L’Assessora provinciale Slepoj, per parte sua, ripercorrendo le tappe del viaggio, ha rilevato, tra l’altro, l’esigenza di rinnovare il ruolo e le funzioni degli istituti di cultura italiani, per renderli capaci di trasmettere un’immagine della cultura italiana che sia più rispondente all’Italia e al Veneto di oggi e non agli stereotipi del passato. Della missione veneta, Zanon ha ricordato gli incontri con i responsabili consolari e dell’Ambasciata italiana a Buenos Aires, con i rappresentanti della Camera di Commercio, con l’istituto di credito Banco della Provincia di Buenos Aires, con il Patronato Italiano e con l’Ospedale italiano (ente privato) nella capitale argentina; con il ministro della produzione di Corboda e con i responsabili della locale Università.

Per quanto riguarda il Cile, Zanon ha ricordato che è stato firmato un importante accordo tra il Cepri (Centro di produttività integrale) associazione che riunisce più di 1000 imprese cilene e l’associazione degli imprenditori di origine veneta in Cile, rappresentata dal Presidente Italo Cantele. A Santiago, la delegazione veneta, capeggiata da Zanon, si è incontrata con il Sindaco della città Joaquin Lavin al quale è stato presentato lo sportello informativo per il rientro lavorativo degli emigrati di origine veneta. Lo sportello ha ricevuto circa 30 domande nella prima settimana di avvio. (Inform)


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