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INFORM - N. 229 - 30 novembre 2001

Una nota del Comitato per l'Ulivo di Bruxelles -

La maggioranza di centro-destra del Parlamento europeo abbandona Berlusconi

BRUXELLES - Il Governo italiano ma in particolare il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi hanno ricevuto oggi una dura lezione dal Parlamento europeo, più dura di quello che mai si sarebbero immaginati. Il Parlamento europeo ha infatti smascherato l’europeismo di facciata del governo Berlusconi e dei suoi Ministri più fedeli. I due voti sui rapporti Watson e Bösch hanno chiaramente mostrato come il governo Berlusconi sia isolato anche all’interno di quel Partito Popolare Europeo (PPE) del quale egli si fa scudo. Con questi due voti, e con l’ampia maggioranza che li hanno sostenuti, il Parlamento europeo ha espresso il proprio dissenso verso il governo di uno Stato membro, l’Italia, interamente proiettato verso la difesa degli interessi di una persona, Berlusconi, a discapito dei valori democratici dell'Unione europea sanciti dai Trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali.

Con il voto sul Rapporto Watson (Lotta contro il terrorismo e Mandato di arresto europeo) il Parlamento europeo ha oggi inflitto una bruciante lezione politica alla maggioranza che sostiene il governo del presidente Berlusconi. Dopo aver constatato che "nella lotta alla criminalità organizzata è in gioco anche la credibilità degli Stati membri", il PE ha quindi invitato, nel caso dovesse perdurare il veto ostruzionistico dell’Italia, gli altri Stati membri dell'Unione a varare il "mandato di cattura europeo" utilizzando lo strumento della cooperazione rafforzata. Il governo italiano, infatti, si è sinora rifiutato d'includere nella lista dei reati coperti dal mandato di cattura quelli di natura finanziaria, come la corruzione, la frode e il riciclaggio.

In relazione al Rapporto Bosh (Protezione degli interessi finanziari delle Comunità e lotta contro le frodi) il Parlamento europeo ha bocciato inequivocabilmente ed a larghissima maggioranza la legge sulle rogatorie voluta dal governo Berlusconi rogatorie affermando che le nuove regole varate in Italia "rendono difficili se non addirittura impossibili le rogatorie con la Svizzera per reati quali il riciclaggio e il contrabbando d'armi, stupefacenti e sigarette" ed ha inoltre condannato il governo italiano a causa dell'inopinato blocco delle nomine di tre magistrati del nostro Paese all'Ufficio anti-frode dell'Unione europea (OLAF).

Non ci resta che constatare amaramente che mentre il ministro degli Esteri, ha assunto davanti al parlamento italiano solenni impegni a sostegno dell'integrazione europea, il Governo del Presidente si comporta in maniera inversa smentendo nei fatti l’impegno assunto dal ministro degli esteri e fortissimamente voluto dal Capo dello Stato. Queste vicende mostrano chiaramente la gravissima contraddizione in cui si dibatte il nostro Primo ministro che è arrivato addirittura al punto di imporre ai deputati europei di Forza Italia, per tentare di difendere l'indifendibile legge sulle rogatorie, di votare contro il Rapporto annuale che si occupa della protezione degli interessi finanziari dell'Unione e della lotta contro le frodi. (Per il Comitato per l’Ulivo di Bruxelles, Il Coordinatore Riccardo Casale)

(Inform)


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