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INFORM - N. 229 - 30 novembre 2001

Dedicato al voto all'estero l'editoriale di "Corrispondenza Italia"

La sfida della sintesi per i futuri parlamentari dell’Altra Italia

ROMA - Il sì della Camera dei deputati alla legge attuativa per il voto degli italiani all’estero ha concluso felicemente un’altra tappa – augurabilmente la penultima per il provvedimento ora passato al Senato – di un cammino che definire tormentato è un eufemismo.

Si è trattato - rileva l'editorialista di "Corrispondenza Italia" - di una votazione ampia (412 sì, 35 no, 20 astenuti) che, anche per la sua consistenza oltre che per la validità delle tesi a favore, ha superato ogni scrupolo più o meno fondato di costituzionalità. E dunque, per le prossime elezioni politiche, 18 parlamentari eletti tra i connazionali all’estero dovrebbero finalmente rappresentare e interpretare la qualità nuova, le aspettative e l’energia positiva dell’Altra Italia oltre confini.

Sarebbe bene che ogni obiezione venisse meno, a questo punto, di fronte alla volontà del Legislatore. Di fatto, la prospettiva dell’entrata nel circuito politico nazionale degli italiani all’estero ha già prodotto una crescente attenzione dei grandi media e dell’opinione pubblica che, ancora qualche anno fa, era insperabile. Ma questo di per sé non basta. Ora bisogna lavorare per prevenire ogni effetto delusivo dopo l’euforia.

Sulla strada della concretezza e della quotidianità - prosegue il notiziario per l'estero dell'Inas-Cisl -, i connazionali in emigrazione sanno da sempre dove trovare l’indirizzo del nostro patronato e del sindacato. Ma i canali della comunicazione e della rappresentatività devono moltiplicarsi e affinare i loro specifici ruoli. Perché la rappresentatività, se si riduce al solo livello politico, diventa facilmente "cattiva politica". Egualmente il canale degli affari e del Business, con tutta la sua concretezza e con tutti i suoi risvolti positivi in termini di creazione di ricchezza e di opportunità, finisce presto con l’inaridirsi se rimane chiuso nelle stretta logica dell’economicismo e delle lobby.

Anche attorno alla cultura di matrice italiana, alla sua lingua e alla sua civiltà, c’è in tutto il mondo un promettente clima di simpatia, alimentato dalle tante suggestioni racchiuse nel messaggio-Italia. E in questo senso le terze e quarte generazioni di "oriundi" costituiscono un tramite formidabile che ha innescato curiosità e interessi che sottolineano la cifra di valore dell’italianità nel mondo. Ma anche questa favorevole tendenza va alimentata sui binari della concretezza dei servizi che il sistema Paese è in grado di offrire.

Come sindacato e come patronato non ci sentiamo certo i soli e unici titolari della fattività positiva. E abbiamo citato anche il risvolto-cultura (che, come è noto, non è la missione prioritaria della nostra azione) per sottolineare la necessità di un intreccio sinergico tra tutte le potenzialità di cui i 18 futuri parlamentari della prossima legislatura dovranno essere i registi capaci di sintesi e non certo gli amministratori di interessi, per forza di cose, parziali.

Non sarà un compito facile. Non fosse altro che per la oggettiva ragione della diversità delle situazioni che caratterizzano la nostra emigrazione: multiforme nelle realtà continentali, nella stratificazione temporale degli insediamenti, nei bisogni legati alle generazioni, al grado di inserimento nelle società di accoglienza, ai capricci delle varie fortune personali e familiari, alle fasi economiche che i vari paesi si trovano ad attraversare, alla maggiore o minore lunghezza dei soggiorni all’estero, e a mille altri aspetti.

I 18 che "andranno a Roma" – prevedibilmente nel 2005 – hanno bisogno dunque di una "scorta di auguri" che, per quanto riguarda l’Inas - conclude "Corrispondenza Italia" -, cominciamo fin da ora ad accumulare, assieme ad un bagaglio di certezza: in ogni nostra sede e ufficio all’estero i deputati dell’Altra Italia troveranno lo stesso, collaudato veicolo operativo su cui già transitano generazioni di connazionali. (Inform)


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