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INFORM - N. 229 - 30 novembre 2001

Voto all'estero - La legge ordinaria all'esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato.

Tremaglia: punto sostanziale l'elettorato passivo riservato ai residenti all'estero

ROMA - E' approdata alla Commissione Affari Costituzionali del Senato la "legge ordinaria" sul voto all'estero, gà approvata dalla Camera a larga maggioranza. Las relazione è stata svolta dallo stesso presidente della Commissione, senatore Pastore, che ha ricordato l'impegno profuso dal ministro per gli Italiani nel mondo, on. Tremaglia - presente ai lavori in rappresentanza del governo - nella vicenda dell'esercizio effettivo dell'elettorato da parte dei cittadini italiani residenti all'estero. Ha poi illustrato le revisioni costituzionali intervenute durante la passata legislatura, che hanno modificato dapprima l'articolo 48, terzo comma, con l'istituzione della circoscrizione Estero, e successivamente gli articoli 56 e 57, con l'indicazione del numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero rispettivamente dodici per la Camera dei deputati e sei per il Senato della Repubblica.

Il disegno di legge n. 863, attuativo della normativa costituzionale, già approvato dalla Camera dei deputati, riprende il testo approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato nella passata legislatura, che non concluse il suo iter sia per ragioni di tempo sia perché emersero questioni applicative rispetto alle quali si rese necessario un ulteriore approfondimento.

Fra gli elementi fondamentali dell'intervento legislativo, il sen. Pastore ha ricordato anzitutto l'opzione per il voto per corrispondenza (articolo 1, comma 2), ferma rimanendo la facoltà del cittadino di esercitare il diritto di voto in Italia nella circoscrizione relativa alla sezione elettorale in cui è iscritto (articolo 1, comma 3).

L'articolo 5 dispone l'unificazione dei dati dell'anagrafe degli italiani residenti all'estero e degli schedari consolari al fine di aggiornare l'elenco dei cittadini italiani residenti all'estero. A tale riguardo, è pendente presso la Commissione Affari Esteri del Senato il disegno di legge n. 627, recante "Disposizioni per il completamento e l'aggiornamento dei dati per la rilevazione dei cittadini italiani residenti all'estero e modifiche alla legge 27 ottobre 1988, n. 470", sul quale la Commissione si riserva di svolgere un approfondito esame in sede consultiva.

Dopo aver ricordato l'articolazione della circoscrizione Estero in quattro ripartizioni, in ciascuna delle quali sono eletti un deputato e un senatore (gli altri seggi sono distribuiti in proporzione al numero dei cittadini italiani che vi risiedono), il relatore si è soffermato sull'argomento intorno al quale si è concentrata maggiormente la discussione delle forze politiche, cioè l'esercizio dell'elettorato passivo. La Commissione Affari Costituzionali del Senato, nella passata legislatura, e la Camera dei deputati si sono espresse a larga maggioranza in favore di una riserva di elettorato passivo per i cittadini residenti all'estero, confortate da una interpretazione evolutiva delle disposizioni costituzionali, secondo la quale si verrebbe a configurare un circuito rappresentativo estero distinto e autonomo rispetto a quello della rappresentanza nazionale.

Il sen. Pastore ha richiamato infine le disposizioni che disciplinano nel dettaglio le modalità dell'esercizio del diritto di voto.

Il senatore Mancino, della Margherita, in un suo breve intervento, ha evidenziato che il disegno di legge licenziato dalla Camera dei deputati consente di risolvere le difficoltà che nella passata legislatura ostacolarono la conclusione dell'iter del dise gno di legge. Ha dichiarato pertanto la disponibilità del proprio gruppo a una riflessione approfondita sul testo, affinché sia approvato dall'Assemblea al più presto, senza modifiche.

Il ministro Tremaglia, dopo aver espresso la soddisfazione e il ringraziamento alla Commissione per l'attenzione manifestata sul tema dell'esercizio del diritto di voto degli italiani residenti all'estero, ha fatto notare che il disegno di legge è sottoscritto dai rappresentanti di quasi tutte le parti politiche; si è dunque riproposta l'ampia convergenza che, nella scorsa legislatura, rese possibile la modifica degli articoli 48, 56 e 57 della Costituzione. La scelta di riservare il diritto di elettorato passivo ai cittadini residenti nelle rispettive ripartizioni della circoscrizione Estero, sancita dalla Commissione Affari Costituzionali della scorsa legislatura e confermata a larga maggioranza dal voto (a scrutinio segreto) della Camera dei deputati, rappresenta un punto sostanziale e garantisce una rappresentanza politica autonoma ai cittadini residenti all'estero. Sull'argomento si sofferma anche la relazione tecnica predisposta congiuntamente dai ministeri degli Affari Esteri, dell'Interno e per gli Italiani nel mondo. L'aggiornamento dell'elenco dei cittadini italiani residenti all'estero consentirà di eliminare qualsiasi dubbio in ordine all'attuazione delle disposizioni costituzionali e la loro rappresentanza nel Parlamento italiano contribuirà a rafforzare le relazioni internazionali con i Paesi in cui risiedono le comunità di origine italiana. (Inform)


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