* INFORM *

INFORM - N. 227 - 28 novembre 2001

Da "Nuovo Oltreconfine", Stoccarda

La comunità italiana vive in uno stato di disagio e di preoccupazione

Bruno Zoratto intervista il nuovo Console Generale d’Italia a Stoccarda Mario Musella

Essere Console in una Circoscrizione come quella di Stoccarda non è cosa facile, anche perché qui sembrano essere concentrati i problemi negativi della collettività italiana più numerosa d’Europa. Con quale intendimento è giunto nel Capoluogo Svevo?

Essere Console Generale nella Circoscrizione di Stoccarda rappresenta per me uno stimolo nel cercare di poter contribuire a risolvere, almeno in parte, alcuni dei problemi che colpiscono la nostra Collettività. Alcuni di questi mi sono già noti e vi sono stato confrontato nella passata carriera; infatti, ho rivestito anche la carica di Console a Friburgo e quindi conosco il Baden-Württemberg. Sono, comunque, convinto che solo mettendo in atto le sinergie esistenti tra i vari soggetti, si possa ottenere risultati soddisfacenti; bisogna, a mio avviso, fare un "lavoro di squadra" tra Amministrazione, Rappresentanti della Collettività e Forze sociali nell’interesse primario di aiutare e sostenere i nostri connazionali, non solo quando incontrano qualche difficoltà, ma creare le premesse per raggiungere una vera integrazione.

I soggiorni negati, le espulsioni facili, la mancata integrazione di buona parte dei bambini italiani, sono questioni ancora aperte nel Baden Württemberg, che confermano come la vita degli italiani sia difficile e complicata in questo paese, nonostante l’Euro sia ormai alle porte. Non è una semplice constatazione, ma è un fatto Inconfutabile: basti guardare l’alta percentuale dei bambini italiani nelle Sonderschulen, l’alto numero di espulsioni in atto e l’alto numero dl soggiorni negati agli italiani meno abbienti. Dobbiamo continuare a rimanere immobili davanti ai gravi problemi, oppure è giunto il momento di agire?

Come accennavo poc’anzi, nostro compito fondamentale è tutelare gli interessi dei connazionali e mi riferivo, in particolare, alla fascia più debole che incontra difficoltà nel rilascio o nel rinnovo dei permessi di soggiorno, a quei connazionali che vengono colpiti da provvedimenti di espulsione. Proprio in questo ambito intendo impegnarmi al massimo per continuare il dialogo che si è instaurato con le locali Autorità, in particolare con il Ministero degli Interni competente al riguardo; cercherò di dare il massimo supporto al gruppo Misto di Lavoro che si è costituito in proposito e che vede coinvolto lo stesso Ministero degli Interni, l’Ambasciata d’Italia in Berlino e questo Consolato Generale. Anche a livello di "canale diretto" tra questo Ufficio e il predetto Ministero, mi attiverò per continuare a segnalare quei casi per i quali si ravvisa un atteggiamento troppo rigido nell’interpretazione di quelle normative europee che si basano sulla libera circolazione dei cittadini degli Stati Membri e sul diritto di soggiorno.

E’ pur vero che in questo momento per alcuni decreti di espulsione vengono addotti motivi di ordine pubblico, ma è anche altrettanto vero che la parte italiana continua e continuerà a richiamare l’attenzione sui fatto che nella maggior parte dei casi si tratta di connazionali che sono nati e cresciuti in questo Land. L’altro aspetto da Lei citato è quello che riguarda i nostri bambini, i nostri futuri cittadini di quella Europa alla quale crediamo fermamente e per la quale noi tutti ci adoperiamo. Nostro compito e dovere è facilitare la loro integrazione nel Paese di accoglimento garantendo loro il mantenimento di quei valori etnici e culturali del nostro Paese, Una vera integrazione, infatti, non è assimilazione. A questa tematica è legata anche la problematica dell’alta presenza nelle Sonderschulen dei nostri ragazzi. Il recente studio effettuato dal Kultusministerium ha messo in evidenza alcune delle cause, per cui dobbiamo lavorare e sostenerli non solo linguisticamente, ma nel loro processo complessivo di integrazione nella società. Si suole dire che "prevenire è meglio che curare": ebbene, dobbiamo intervenire in questo senso sin dalle scuole materne e non intraprendere il sostegno a percorso scolastico inoltrato.

Le questioni delle espulsioni e dei soggiorni negati, e non solo, le ha ricordate giustamente anche nel Suo messaggio di saluto alle Comunità. Il Ministro degli Italiani nel Mondo sembra abbia "convocato" l’Ambasciatore tedesco a Roma per trattare alcuni dl questi spinosi problemi. Ma il Consolato a Stoccarda e l’Ambasciata d’Italia a Berlino, come intendono concretamente agire per risolvere e superare positivamente queste spinose questioni?

Come Le accennavo prima, e che ho tenuto a sottolineare nel mio messaggio di saluto alla Collettività, i problemi si debbono affrontare "insieme". Per insieme intendo l’Amministrazione nella sua interezza, i Connazionali, i Rappresentanti dei Connazionali, ed ora anche il nuovo Ministero per gli Italiani nel Mondo nonché le nostre Rappresentanze a livello Europeo, ognuno per la parte di propria competenza. E~ giusto quindi e meritevole che Il Ministro per gli Italiani nel Mondo non solo dimostri sensibilità ai problemi dei connazionali all’estero, ma si adoperi nei segnalarli per una ricerca comune di soluzione.

I diritti fondamentali, in una Europa libera e democratica, non possono essere negati a nessuno, tantomeno a chi qui ha lavorato, a chi qui è nato ed ha una nazionalità diversa, ma è pur sempre cittadino della Unione Europea" Secondo Lei come si giustifica questo strano comportamento da parte tedesca, allergico nel far rispettare le direttive comunitarie nei confronti dei nostri connazionali?

L’Unione Europea si fonda sui principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, e dello stato di diritto, principi che sono comuni agli Stati Membri. E proprio il Governo italiano si sta adoperando con tutto l’impegno possibile per far valere i predetti principi che sono alla base della costituzione dell’Unione Europea e del concetto di "cittadino dell’Unione". Nella direzione auspicata va un progetto di direttiva sui "diritto dei cittadini comunitari e dei membri della famiglia di circolare e soggiornare liberamente sul territorio degli Stati Membri, recentemente definito dalla Commissione Europea e destinato al vaglio tecnico-politico delle istanze comunitarie. L’obiettivo del progetto di direttiva è di sostituire i diversi strumenti legislativi esistenti in materia e di modificare parzialmente il contenuto. L’iter, come accennavo prima, è purtroppo lungo e le nostre Autorità stanno vigilando a che la proposta di direttiva non venga sostanzialmente modificata in quanto in questa prima versione si troverebbero risolti gran parte dei problemi legati a interpretazioni restrittive come avviene in alcuni Lander della Germania.

Sull’argomento, a Stoccarda esiste anche una "Commissione paritetica" riunitasi già quattro volte, che sembra gestisca solo i casi singoli per non affrontare li problema politicamente nella sua complessa realtà, nonostante le istituzioni europee si siano più volte pronunciate a favore della interpretazione italiana della normativa. Anche recentemente la Commissione Europea ha deciso di adire la Corte di Giustizia la Germania, in relazione alle espulsioni degli italiani, ritenendo nulle le argomentazioni dl giustificazione addotte dal tedeschi in oltre 80 casi di espulsi italiani provenienti nella gran parte dai Baden Württemberg. Che fare, quindi, Signor Console?

Il Gruppo Misto ai quale Lei si riferisce e che si è riunito in quattro sessioni non affronta i singoli casi bensì cerca con la controparte tedesca di affrontare la problematica nella sua totalità e quindi di ricercare delle soluzioni politiche. In tale ambito si può anche dire che tali incontri hanno in parte sortito dei risultati che si possono considerare positivi. Il numero dei connazionali espulsi dal Baden-Württemberg è comunque diminuito nel primo semestre del 2001 rispetto allo stesso periodo dei 2000. La Commissione Europea ha deciso di adire la Corte di Giustizia e questo rafforza la posizione italiana che ha sempre auspicato una applicazione della normativa comunitaria più consona ai principi della libera circolazione e del diritto di stabilimento dei cittadini comunitari negli Stati Membri. Compito di noi tutti è quello di continuare a vigilare sulla corretta applicazione delle norme comunitarie segnalando alle competenti istanze ogni deviante interpretazione a discapito dei nostri connazionali.

Le Associazioni del nostri connazionali e le istituzioni rappresentative della collettività, con in prima linea il Comites ed il CGlE, hanno più volte sollecitato un intervento concreto nel confronti delle Autorità tedesche, affinché riconoscano e rispettino i diritti fondamentali, come quello dei diritto alla circolazione e alla residenza, sancito e contemplato nell’articolo 48 dei Trattato di Roma. Passi energici non si sono visti neanche quando a Genova i tedeschi (contraddicendosi con il loro comportamento) chiedevano all’Italia quello che essi qui ci negano. Le richieste della Comunità in tal senso, secondo Lei, sono pertinenti?

I Comites ed il CGIE sono gli organi rappresentativi della nostra Comunità e che, in quanto tali, hanno il dovere di segnalare i problemi che la concernono. Infatti, proprio a livello di Autorità locali da parte italiana si è provveduto più volte a sottolineare che proprio questi due Organi si erano fatti portavoce del problema e sollecitavano un intervento concreto. La Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, e quei diritti che scaturiscono dalle tradizioni costituzionali comuni degli Stati Membri, in quanto principi generali del diritto comunitario, devono venire riconosciuti ed applicati; in questa direzione vanno gli interventi delle Autorità italiane. Le richieste della nostra Comunità sono pertanto giustificate in quanto riflettono uno stato di disagio e di diffusa preoccupazione.

La bassa percentuale nel ginnasi e l’alta percentuale di bambini italiani nelle Sonderschulen da anni conferma una realtà drammatica ed antica, che non può più essere ignorata. Secondo Lei come si giustifica questo nostro primato negativo in campo scolastico In Germania, e quali sono gli interventi che Lei ritiene indispensabili per superare il problema?

Il percorso scolastico è uno dei problemi più gravi e annosi che affliggono la nostra Collettività. Una soluzione soddisfacente va ricercata unitamente alle autorità scolastiche locali, poiché il buon rendimento scolastico in questo settore riguarda l’intera società civile del Paese di accoglimento, ed in tal senso si sta lavorando. Non dimentichiamo, comunque, che in questo sforzo vanno coinvolti anche i genitori dei nostri ragazzi. A mio avviso si tratta, quindi, di potenziare il sostegno a favore dei bambini - come detto all’inizio - iniziando già nelle scuole materne per fornire loro il necessario strumento linguistico per inserirsi nelle scuole dell’obbligo, con una preparazione adeguata. Ma questo non basta, bisogna aiutare i ragazzi a conservare anche il patrimonio culturale e linguistico del loro Paese d’origine; infatti, in questo contesto la lingua madre consente di meglio apprendere la lingua straniera e costituisce la pietra miliare della propria identità etnica che a sua volta apre meglio le porte verso una migliore e più efficace integrazione nella società di accoglimento, la quale nell’ambito dell’Unione Europea sarà necessariamente multiculturale.

La mancanza dl un "progetto politico organico" purtroppo complica il nostro intervento. Nonostante tutto, iniziative valide come le "classi bilingue" sono in atto un po’ ovunque. Cosa intende fare lo Stato italiano per superare questo difficile momento?

Il nostro Paese vanta grande esperienza per quanto riguarda le minoranze etniche alle quali garantisce il proprio patrimonio culturale e linguistico. Basti pensare all’Alto Adige per citare un esempio che più si addice al nostro caso in quanto vi è presente una minoranza di lingua tedesca. "Le classi bilingui" rappresentano, quindi, uno dei modelli ai quali bisogna guardare, e quello in atto a Stoccarda-Weilimdorf sta dimostrando il suo grado di validità, non solo in termini linguistici, ma anche di immagine del nostro Paese che vanta una tradizione culturale di massimo rilievo.

L’importanza economica del Baden-Württemberg per l’Italia è in prima linea. Con quali strumenti e con quale visione politica si intende andare incontro allo sviluppo ed alle esigenze di questo importante e strategico settore dl cooperazione europea?

Con la creazione della moneta unica, il rafforzamento delle istituzioni europee e l’apertura dell’Unione ai Paesi dell’est, gli sforzi di internazionalizzazione delle imprese devono ricevere nuovi impulsi e supporti . Questo è uno degli obiettivi che il nostro Governo si prepone in un periodo come questo dove la globalizzazione costituisce una delle caratteristiche preminenti dell’economia. Uno dei mercati per noi più importanti sta proprio alle porte di casa: il Baden-Württemberg, uno dei polmoni industriali d’Europa con una struttura economico-produttiva caratterizzata da piccole e medie imprese analoga a quella italiana. La promozione a livello economico-commerciale, il favorire forme di collaborazione e know-how dei nostri imprenditori, incentivare i flussi degli investimenti diretti esteri in Italia e di quelli italiani all’estero, sono quindi interventi basilari per attuare la linea politica del Governo in questo importante e strategico settore. Il vantaggio che si trae da questa politica è molteplice: da un lato si favorisce e incentiva l’interscambio, dall’altro non solo si creano nuovi posti di lavoro bensì si consolidano quelli esistenti. Mi sembra che in sintonia con quanto detto sopra rientrino gli sforzi e le iniziative intraprese da questo Consolato Generale nel promuovere le realtà economiche delle nostre Regioni in questo Land.

L’opinione pubblica tedesca è molto avida dl cultura italiana: basti dare uno sguardo alle pagine culturali del giornali per rendercene effettivamente conto. A Stoccarda opera da decenni anche un Istituto Italiano di Cultura, ora diretto dalla dr.ssa Cuffaro, che nonostante la penuria dl mezzi, cerca di mantenere una buona posizione. Come intende agire in futuro per intraprendere un rilancio in questo importante settore, che negli ultimi tempi sembrava esser andato in letargo?

Stoccarda e tutto il Baden-Wü rttemberg guardano con estremo interesse all’Italia, sia per il numero dei

connazionali presenti - il più alto in Europa - sia per la frequenza dei contatti con il nostro Paese. La domanda di cultura italiana è molto rilevante ed in continuo aumento, con un bacino di utenza che comprende non solo connazionali ma anche tantissimi interlocutori tedeschi. La diffusione di una nuova e più veritiera immagine dell’Italia rientra tra le priorità del nostro istituto di Cultura alfine di utilizzare proprio la cultura come volano per coinvolgere l’interesse che questo Land nutre nei confronti della nostra Nazione. Bisogna, quindi, inevitabilmente promuovere non solo le realtà conosciute, ma anche quelle meno note e altrettanto degne di rilievo (come lo sviluppo tecnologico e la ricerca scientifica), che potrebbero contribuire a cancellare, almeno in parte, vecchi stereotipi, offrendo dell’Italia una immagine complessivamente rinnovata e più moderna, rispondente all’importanza effettiva tra i Paesi più industrializzati.

Vuole dire qualche cosa ai lettori di nuovo Oltreconfine?

Non esitate a contattare il Consolato Generale in caso di necessità, segnalatemi le vostre necessità. Da parte mia c’è il massimo impegno ad adoperarmi per cercare una soluzione nell’interesse primario di tutelare i vostri diritti e i vostri interessi. Insieme cercheremo, ognuno per la propria parte, di contribuire alla costruzione di una vita serena all’interno della società in questo Land, con quello spirito più qualificante e che più ci accomuna di cittadini dell’Unione Europea. (Bruno Zoratto-Oltreconfine/Inform)


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