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INFORM - N. 226 - 27 novembre 2001

 

Immigrazione nel Veneto - L'assessore Zanon al tavolo regionale di coordinamento: "Dalla programmazione degli interventi su casa e formazione alla realizzazione da parte delle province"

VENEZIA – Per l'immigrazione nel Veneto si passa alla fase due. Dalla programmazione regionale degli interventi e dall’individuazione delle risorse nazionali e regionali a loro sostegno la parola spetta ora, per la realizzazione concreta degli interventi, al sistema delle autonomie locali (in particolare alle Province). Lo ha deciso il Tavolo unico regionale di coordinamento sull’Immigrazione, convocato il 27 novembre a Palazzo Balbi, sede della Giunta veneta, dall’Assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon, che ha esaminato, tra l’altro, i punti dell’accordo di programma tra Regione e Province del Veneto nel settore dell’immigrazione, documento che sarà sottoscritto ufficialmente entro dicembre.

"Vogliamo proseguire a tappe forzate nel percorso iniziato l’anno scorso quando abbiamo insediato il Tavolo – ha rilevato l’Assessore Zanon. Puntiamo alle cose concrete, pragmatiche, trasferiremo entro il mese i finanziamenti sul territorio per attivare nel Veneto una politica efficace, attenta, che produca risultati di inserimento sociale e lavorativo positivo degli immigrati regolari e anche, come appunto prevede il Piano triennale 2001-2003 dell’immigrazione, di quegli emigrati di ritorno, d’origine veneta e con passaporto italiano, che provengono dai paesi storici dell’emigrazione veneta, in particolare dal Sud America che, attualmente, sta passando un periodo di grave difficoltà economica".

Con la realizzazione dell’Accordo di programma tra Regione Veneto e Province, il cui testo è stato esaminato durante l’incontro, si stabilisce che la Regione sostiene l’esecuzione di progetti di intervento per complessivi 5,5 miliardi: 1,5 miliardi nell’area della formazione (che comprende progetti per l’apprendimento della lingua italiana, usi e costumi locali, organizzazione del lavoro, formazione e aggiornamento di operatori e di mediatori linguistico-culturali), e 4 miliardi nell’area dell’alloggio (costituzione di fondi di garanzia e di rotazione destinati all’inserimento abitativo).

La suddivisione del finanziamento regionale è in quote proporzionali (a seconda della presenza di immigrati nel territorio) tra le sette Province del Veneto è la seguente: Provincia di Vicenza (cittadini stranieri residenti al 31 dicembre 2000: 34703): 338 milioni per l’area formazione, 910 milioni per l’area alloggio; Provincia di Verona (stranieri residenti al dicembre 2000: 33033): 322 milioni per la formazione, 867 milioni per l’alloggio; Provincia di Treviso (stranieri al 31 dicembre 2000: 30644): 299 milioni per la formazione, 804 milioni per l’alloggio; Provincia di Padova (stranieri al 31 dicembre 2000: 21161); 206 milioni per la formazione, 555 milioni per l’alloggio; Provincia di Venezia (stranieri al dicembre 2000: 13888): 135 milioni per la formazione, 364 milioni per l’alloggio; Provincia di Belluno (stranieri al dicembre 2000:4262): 100 milioni per la formazione, 250 milioni per l’alloggio; Provincia di Rovigo (stranieri al dicembre 2000: 3469): 100 milioni per la formazione, 250 milioni per l’alloggio.

Le Province, secondo l’accordo di programma, dovranno assicurare una quota di finanziamento non inferiore al 30% della quota regionale. I finanziamenti regionali sono subordinati alla sottoscrizione formale dell’accordo tra Regione e Provincie entro il 31 dicembre p.v. nonché all’avvio dei progetti entro 60 giorni dalla firma. "L’accordo di programma – precisa Zanon – verrà stilato alla luce del principio di sussidiarietà e avvalendosi dello strumento della concertazione. La Regione Veneto – aggiunge - di concerto con il Tavolo unico regionale per l’immigrazione, provvederà al monitoraggio delle iniziative e al controllo dei risultati". (Inform)


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