* INFORM *

INFORM - N. 225 - 26 novembre 2001

Da "Oltreconfine", Stoccarda

Zoratto: Approvata la legge che permetterà l’esercizio del diritto di voto all’estero. Giustizia è fatta!

STOCCARDA - "Il Parlamento ha scritto una delle pagine più belle". così ha commentato ii ministro per gli italiani net mondo la travolgente vittoria parlamentare che ha visto approvare dalla Camera del Deputati, con ben 41 2 voti favorevoli (20 astenuti e 35 contrari; Verdi, Comunisti italiani, Rifondazione comunista e Socialisti-democratici italiani), Il disegno di legge "Tremaglia ed altri" che permetterà definitivamente, una volta approvato dal Senato, l’esercizio del diritto di voto all’estero.

Si tratta di una bella pagina di storia parlamentare, perché pone fine ad una discriminazione assurda e vergognosa, perpetrata per anni a danno di milioni di italiani residenti all’estero. Un voto, quello di martedì 20 novembre, che ha cancellato una ingiustizia ed una sequela infinita di menzogne e di inghippi che hanno mantenuto fuori dal "Sistema Italia" una potenzialità ed un patrimonio inestimabile rappresentato da milioni di italiani residenti all’estero e di oriundi che determinano un indotto per l’Italia valutato a oltre 191 mila miliardi all’anno.

I 412 voti della Camera del Deputati rappresentano una "forza d’urto" eccezionale, che nessuno potrà ormai fermare. Una forza trainante per sollecitare Governo, Parlamento e Regioni a cambiare corso nei confronti delle collettività dei nostri connazionali all’estero, da sempre considerati fratelli poveri dell’Italia contemporanea. Una forza stimolante anche per il CGIE, che dovrà forse ridisegnare il suo percorso rivalutando il ruolo dei Comites, indispensabili antenne sul territorio in cui vive ed opera la nostra emigrazione.

La gioia che ha attraversato le nostre comunità in cinque continenti ed il grande risalto riservato dai media nazionali significa che qualche cosa di colpo è cambiato e sta cambiando. Qualche cosa si sta modificando in positivo, grazie all’impegno unitario profuso in questa ultradecennale "battaglia di civiltà e di democrazia", come era abituato a ricordare l’On. Giorgio Almirante, amico della nostra gente all’estero, battaglia iniziata con una semplice proposta legislativa del senatori missini nel lontano ottobre del 1955.

I 412 voti hanno un significato incancellabile, perché pongono fine ad una sane infinita di incomprensioni, di lungaggini e di trabocchetti inscenati ad arte dai "Solazzo di turno" che, sull’onda lunga di questa grande vittoria dell’emigrazione italiana, tentano di trarne qualche "profitto" politico o personale con i "se" e con i "ma", nonostante la loro opposizione sia stata chiaramente argomentata alla Camera del Deputati con interventi stonati e fuori posto come quelli pronunciati da Intini, Boato, ecc. Martedì 20 novembre la Camera dei Deputati, approvando a larghissima maggioranza la proposta di legge sull’esercizio del voto all’estero in attuazione delle norme costituzionali, senza modificare di una virgola l‘articolo 8 che indica come eleggibili solo i candidati residenti all’estero, ha anche dimostrato che i problemi, quando sono in ballo gli interessi generali della gente, vanno affrontati unitariamente nel rispetto assoluto delle diverse posizioni.

Fronte unitario quindi, che deve rimanere - come hanno più volte dichiarato l’On. Tremaglia ed altri autorevoli rappresentanti di forze parlamentari - per superare insieme le difficoltà e trovare la forza per risolvere i tanti, i troppi problemi che attanagliano la nostra emigrazione, che sollecita e rivendica con urgenza una rete consolare più funzionante, una informazione adeguata e moderna, un intervento scolastico rispondente alle reali esigenze; che esige degli Istituti di Cultura non solo per pochi notabili, con Camere di Commercio rispondenti al mondo globalizzato, all’informazione di ritorno, solo per elencarne alcuni. Una linea unitaria inevitabile, se si vuole veramente affrontare in modo serio la "questione nazionale" degli italiani nel mondo, che ben tre grandi ed importanti "conferenze nazionali dell’emigrazione" hanno posto all’attenzione della pubblica opinione italiana, i quali, con la elezione di 12 deputati e 6 senatori, vengono reinseriti nel "Sistema Italia" diventando così fattore essenziale di politica estera e di nuove relazioni internazionali. La gioia che traspare in tutte le collettività non deve fare abbassare il livello di guardia, perché la strada è ancora irta a lunga, e gli italiani all’estero non possono permettersi il lusso di ulteriori rinvii. La festa la dobbiamo fare dopo che il Senato avrà approvato in via definitiva il disegno di legge "Tremaglia ed altri"; per intanto possiamo gridare: giustizia è stata fatta!

Va ricordato il ruolo svolto dal GGIE e dal suo Segretario generale, lodevole e meritorio, il quale ha dimostrato di saper far lobby al momento giusto, anche quando difficile sembrava farsi ascoltare. Tremaglia, giustamente, ha dichiarato che la legge non è sua, ma è di tutti, ed ha voluto ringraziare in particolare il bravo relatore On. Soda, dei DS, e tutti coloro che hanno contribuito a questo significativo traguardo che contribuirà sicuramente ad iniziare una nuova fase per tutta la nostra emigrazione.

Dichiarare quindi che "giustizia è fatta!" non è fuori posto, ma una giustificata reazione per aver definitivamente spazzato via quei rigurgiti della partitocrazia che da oltre quarant’anni remavano contro la concessione di un sacrosanto diritto politico negato dall’ItaIia e rivendicato ad ogni livello, a gran voce dalla Destra italiana ed in particolare da quel "politico con il cuore" che si è meritato l'unanime riconoscimento del mondo politico di casa nostra e di tutta l’emigrazione italiana. (Bruno Zoratto-Nuovo Oltreconfine/Inform)


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