* INFORM *

INFORM - N. 225 - 26 novembre 2001

Blocco del trasferimento dei contributi AVS all’Inps. Incontro al Ministero del Lavoro

ZURIGO - Il 15 novembre scorso ha avuto luogo a Roma al Ministero del Lavoro un incontro tra il capo della segreteria particolare del Ministro Maroni, onorevole Marco Sartori, e la delegazione delle Organizzazioni aderenti alla petizione contro il blocco del trasferimento dei contributi Avs all’Inps. All’incontro, oltre ai componenti la delegazione, hanno partecipato anche l’onorevole Marco Zacchera di Alleanza nazionale, l’onorevole Carnovale della Lega Nord e la dott.ssa Alessandra Pranzone dell’Ufficio legislativo del Ministero del Lavoro.

La delegazione ha consegnato all’onorevole Sartori un documento simile a quello che fu consegnato all’allora Ministro Salvi nel febbraio del 2000.

Ma niente fu fatto dal governo di centrosinistra, malgrado fosse stato lo stesso governo a firmare gli accordi CH-UE e quindi a provocare tanti disagi - che ormai tutti conoscono - a migliaia di italiani che lavorano o hanno lavorato in Svizzera, e malgrado le assicurazioni di interessamento che ci diede allora il senatore Salvi.

L’onorevole Sartori, che ha accolto la delegazione con grande cordialità, ha detto che il Ministero si sta seriamente interessando del problema, anche perché negli ultimi tempi le pressioni per una soluzione positiva si sono intensificate.

I vari aspetti della questione descritti nel documento consegnato all’onorevole Sartori, sono stati messi in rilievo anche dagli interventi dei vari componenti la delegazione. Dal canto suo l’onorevole Zacchera pur compenetrandosi nelle preoccupazioni e sentimenti dei nostri connazionali in Svizzera vittime dell’accordo, ha detto che è giusto non nascondere le difficoltà che si frappongono alla soluzione del problema e di cui – aggiungiamo noi – si sarebbe dovuto tener conto prima della firma degli accordi. Questo non fu fatto. Purtroppo.

Sartori ha fatto capire che la via più facile da seguire è quella governativa e non quella parlamentare, come si era pensato prima, poiché sarebbe troppo complicata; che si esaminerà l’aspetto economico-finanziario del problema; che, nei limiti delle possibilità consetitegli, informerà la delegazione dello sviluppo della situazione.

Ovviamente non si possono mai chiudere le porte alla speranza, ma nemmeno fare concrete promesse prima di avere esaminato – e ciò si dovrà fare nel più breve tempo possibile – la complessità che tale problema ha creato e che questo governo di centrodestra ha ereditato.

Non staremo qui a spiegare quali e quanti cavilli tecnici, burocratici, politici, finanziari ha creato questa disattenzione sul punto dell’accordo CH-UE che riguarda la previdenza, ma una cosa è certa: questo governo farà del suo meglio per arrivare a una soluzione positiva del problema.

A nostro giudizio questo incontro al Ministero del Lavoro è stato molto fruttuoso, soprattutto per la sincera disponibilità del rappresentante del governo a interessarsi seriamente della questione.

Teniamo comunque a sottolineare che l’incontro è stato ottenuto grazie all’incessante interessamento del senatore Moro della Lega, dell’onorevole Taborelli di Forza Italia e dell’onorevole Marco Zacchera di Alleanza Nazionale. A loro e ai rappresentanti del Ministero del Lavoro va il nostro ringraziamento e quello – forse, chissà! - di qualche migliaio di nostri connazionali in Svizzera.

(Per la delegazione delle organizzazioni aderenti alla Petizione contro il blocco del trasferimento dei contributi AVS all`INPS: Paolo Rizza)

(Inform)

La lettera al Ministro Maroni

Roma, 15 novembre 2001

Signor Ministro,

la delegazione che Le consegna questo "documento", La ringrazia sentitamente per averle dato la possibilità di esporLe ulteriormente un problema che riguarda migliaia di famiglie italiane in Svizzera.

Questa delegazione è ben conscia degli impegni che Ella ha e del tempo limitato che può concederle, quindi si limiterà a sottoporLe il problema in modo sintetico.

Come Ella certamente sa nell`accordo bilaterale Svizzera-Unione Europea, che andrà in vigore presubilmente l`1 Gennaio 2002, c`è un punto che riguarda la previdenza e che ha messo in apprensione migliaia di cittadini italiani che lavorano o hanno lavorato in Svizzera. Italiani che, a causa anche di indiscriminati licenziamenti, sono rientrati in Italia prima del previsto. Questo punto prevede che a partire dall`entrata in vigore dell`accordo, non sarà più possibile trasferire all`INPS i contributi AVS che i nostri connazionali hanno versato in Svizzera per integrarli a quelli eventualmente versati in Italia, onde usufruire del diritto alla pensione italiana.

Signor Ministro, come Ella può immaginare, l`insicurezza ha avuto il sopravvento su quei connazionali ultracinquantenni che non hanno più un posto di lavoro; insicurezza dovuta soprattutto alla certezza matematica di non trovare più una collocazione nel mercato del lavoro.

L`unica àncora di salvezza è costituita dalla speranza di rientrare in Italia e con il trasferimento reale dei contributi, avere un margine di sicurezza nella riscossione di una pensione che consentirebbe loro di vivere una dignitosa vecchiaia.

Questa speranza sarà vanificata qualora non ci dovesse essere una proroga di almeno cinque anni dall`entrata in vigore dell`accordo CH-EU in materia di previdenza (problema che riguarda solo i due paesi interessati: Svizzera e Italia).

Altre proposte, come ad esempio il trasferimento virtuale dei contributi AVS (già presentato senza successo anche nella passata Legislatura dall`INPS e dal Ministero del Lavoro) non sono compatibili con i dettami normativi previsti dall`attuale legislazione italiana e comunitaria.

Il trasferimento virtuale dei contributi AVS all`INPS non tiene conto che, una volta disattivata la Convenzione bilaterale di sicurezza sociale Italia-Svizzera per l`entrata in vigore degli Accordi bilaterali CH-EU, nessuna garanzia legale ed amministrativa sul piano comunitario verrebbe riconosciuta alla pensione di anzianità da attribuire.

Questa delegazione ritiene ingiusto che la parte amministrativa e governativa riporti l`argomento della controversia sul piano di motivi economicistici, tenuto conto che il discorso sulla valenza economica dovrà senza dubbio comprendere anche considerazioni sulla validità e sul potenziale economico dell`emigrazione italiana in Svizzera in favore del bilancio dello Stato italiano.

Anche per questo la delegazione, facendosi interprete della disperazione e anche della rabbia di migliaia di connazionali che vivono e lavorano in Svizzera, Le chiede e La prega, Signor Ministro, di adoperarsi per far sì che il Parlamento italiano legiferi, il più presto possibile, affinché agli Italiani che lavorano (o che hanno lavorato) in Svizzera sia garantito, per un periodo transitorio di almeno cinque anni dall`entrata in vigore dell`accordo bilaterale CH-EU, l`accesso alla pensione di anzianità al lavoro nel diritto e nella misura stabiliti con gli stessi requisiti in vigore per i lavoratori italiani nel sistema previdenziale nazionale.

Questa delegazione è certa che gli Italiani in Svizzera sapranno rendere merito o demerito a tutti coloro che si impegneranno per la soluzione di questo problema.

Signor Ministro, le circa dodicimila firme a sostegno della nostra "Petizione" già consegnate nel febbraio del 2000 al Ministro Salvi, erano e sono firme di rabbia, ma anche di speranza.

La delegazione delle organizzazioni aderenti alla Petizione contro il blocco del trasferimento dei contributi AVS all`INPS.

Erismannstrasse 6 - 8004 Zurigo (Svizzera)

(Inform)


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