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INFORM - N. 223 - 22 novembre 2001

Al via il progetto di un'anagrafe dell'emigrazione trevigiana: costituito il comitato scientifico

TREVISO - Per agevolare la ricerca delle proprie origini da parte degli emigranti la Provincia di Treviso interviene con un progetto organico. Con questa iniziativa - spiega il presidente Luca Zaia - l'Amministrazione provinciale si propone di far prendere corpo ad una banca onomastica denominata "Libro dei nomi degli emigrati trevigiani" che dovrebbe collegarsi alla nascita di uno sportello unico per la ricerca e il reperimento di tutta la documentazione dello stato civile per conto dei nostri connazionali all’estero.

Siamo orgogliosi - prosegue il presidente della Provincia di Treviso - di poterci dotare di uno strumento operativo telematico che non trova uguali in Italia. Ne sanno qualcosa la Trevisani nel Mondo, l’Archivio di Stato e quelli diocesani, le parrocchie e gli uffici anagrafici comunali che sono quotidianamente pressati da queste richieste di accesso alla documentazione. Si tratta di una grossa realizzazione, la cui valenza servirà a mettere finalmente ordine in un settore finora affidato alla disponibilità di singoli ed enti pubblici e privati.

I primi ad avere bisogno di un documento che attesti l’italianità di ascendenza - rileva Giuseppe Zanini presidente dell’Associazione Trevisani nel Mondo - sono i discendenti dei nostri connazionali costretti ad una corsa assillante al certificato, spesso inficiata da indicazioni vaghe che risalgono a più di cento anni fa, ma che costituisce l’unico filo di speranza per il conseguimento di quella agognata cittadinanza che è indispensabile per spianare tante strade. Certamente si tratta della messa in funzione di un modello impegnativo e inedito, di un valore aggiunto clamoroso nel campo della ricerca anagrafica specifica, frutto anche di una collaborazione sensibile e fondamentale come quella instaurata con l’Ente Provincia.

Per l’avvio del progetto sono stati stanziati 300 milioni, indispensabili per mettere in funzione un modello, in attesa di finanziamenti ministeriali che hanno riconosciuto alla Provincia meriti e competenze straordinari.

A tale scopo è stato costituito presso l’Amministrazione Provinciale un Comitato scientifico per studiare i percorsi mirati alla realizzazione di una fonte informatica di inserimento e rilevamento, in modo da agevolare la ricerca sin dall’inizio. E ciò soprattutto per i latino-americani, allo scopo di conseguire la doppia cittadinanza. Sono stati chiamati a far parte come gruppo operativo la Trevisani nel Mondo, l’Istresco, gli archivi diocesani di Treviso e Vittorio Veneto nonché il Ministero per i Beni e le Attività culturali. La direzione del progetto è stata affidata alla dottoressa Romanelli, già direttrice dell’Archivio di Stato di Treviso.

La Trevisani nel Mondo, nel frattempo, aveva cercato di supplire, proprio in virtù della sua pluridecennale esperienza, con un archivio di cognomi storici: un cospicuo dossier. Ora, questo è stato girato alla Provincia e rappresenta il primo mattone della banca dati. Un inizio promettente che ora vede il primo nucleo di persone impegnate a studiare l’architettura dell’archiviazione e che non si prevede di concludere prima di due anni. (Inform)


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