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INFORM - N. 223 - 22 novembre 2001

Giornata Nazionale delle Migrazioni: la celebrazione conclusiva

TRIESTE - Nel programma domenicale "A sua immagine" di RaiUno, dedicato in gran parte al servizio della Chiesa tra i migranti, è stata inserita la S. Messa conclusiva della Giornata delle Migrazioni, teletrasmessa dalla Cattedrale di Trieste. Il Vescovo diocesano, mons. E. Ravignani, presiedeva la celebrazione ed aveva al suo fianco mons. Luigi Petris, direttore generale della Migrantes, don Elia Ferro, direttore della pastorale per gli Italiani all'estero e don Valentino Tonin, direttore regionale della Migrantes nel Triveneto.

Dell’omelia meritano di essere riportati almeno due spunti. Uno iniziale, dove mons. Ravignani spiega perché "la scelta di Trieste si rivela particolarmente significativa". Dice il Vescovo: "La storia di questa nostra città, posta al crocevia di popoli, insegna che nel fecondo incontro tra genti di lingua, di cultura e di religione diversa, nel dialogo e nel rispetto reciproco si possono costruire prosperità e concordia. Ma ricorda pure che in tempi aspri e non lontani, qui hanno trovato accoglienza tanti profughi che iniquità di uomini aveva allontanati dalla loro terra e, in altri tempi non meno difficili, da qui non pochi sono emigrati verso terre lontane. Ancor oggi questa città, per la sua posizione geografica e la sua esperienza storica, è chiamata ad essere porta aperta ad Oriente, non già soltanto per favorire fecondi scambi culturali o per aprire nuove prospettive commerciali, ma anche per accogliere coloro, e sono sempre più numerosi, che abbandonano i loro paesi devastati da guerre e qui vengono a cercare casa, lavoro e pace".

Ma un giorno verrà anche il Cristo giudice, dal quale attendiamo di essere accolti. Però "non dimentichiamo mai – dice il celebrante a conclusione della sua omelia – che quando verrà il giorno del Signore, noi saremo giudicati sull’amore. Chiederà a me e a voi: "dov’è tuo fratello? Come mai sei solo?" Vorrei potessimo tutti rispondere: "è qui, Signore; è con me. L’ho riconosciuto con gioia e l’ho accolto con affetto… Sì, mio fratello è qui, accanto a me" Insieme potremo allora entrare nella gioia del Regno di Dio". (Migranti press/Inform)


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