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INFORM - N. 223 - 22 novembre 2001

Voto all'estero - Ripandelli (UIM Toronto): Cominciare a lavorare per l'accordo bilaterale con il Canada

TORONTO - Con l'approvazione della legge sul voto degli Italiani all'estero da parte della Camera dei Deputati, un altro passo avanti è stato fatto per arrivare alla fine del tunnel ( del quale si comincia ad intravvedere la luce di uscita) che pareva senza fine.

Convinti che però che non si deve vendere la pelle dell'orso prima di averlo preso, ci auguriamo che il prossimo passaggio della legge al Senato sia privo di sorprese, anche se tutti noi, Italiani residenti all'estero, siamo stati abituati ad averne tante.

E' molto importante che si arrivi quanto prima all'approvazione definitiva anche da parte del secondo ramo del Parlamento per dare modo di utilizzare il tempo, tra l'approvazione definitiva e l'esercizio effettivo del voto, per completare tutti gli altri adempimenti necessari. Mi riferisco in particolare agli accordi bilaterali da fare con i governi che ospitano le comunità degli italiani.

Come italiani residenti in Canada, sappiamo che in passato il governo canadese ha fatto delle obiezioni per cui, nel caso vengano nuovamente riproposte, si potrebbe configurare l'assurda situazione di diventare l'unica comunità di italiani residenti all'estero a non poter esercitare il nostro diritto di voto qui dove abbiamo la residenza.

E' evidente che non possiamo accettare una ipotesi del genere e per questo chiediamo, a chi di dovere, di non perdere tempo e cominciare a lavorare in questa direzione sicuri che, per tutelare i diritti degli italiani, sarà messo in opera il massimo impegno. (Luigi Ripandelli, Presidente UIM Toronto)


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