* INFORM *

INFORM - N. 222 - 21 novembre 2001

Voto all'estero - Tremaglia: "Esigenza assoluta, in linea di diritto e in linea politica, avere come candidati gli italiani residenti all'estero"

ROMA - Riportiamo integralmente la "dichiarazione di voto" scritta che il Ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, ha consegnato per la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta della Camera del 20 novembre nella quale è stata approvata la "legge ordinaria" per l'esercizio del voto all'estero".

"Invio innanzitutto un sentito ringraziamento a quanti hanno collaborato alla presentazione e all'iter di questa legge che è, come si sa, la legge ordinaria di attuazione delle norme costituzionali degli articoli 48, 56 e 57. Ricordo le firme: Tremaglia, Vito di Forza Italia, C'è (Lega), Volontè (CCD.CDU), Castagnetti, (Margherita), Stucchi (Lega), Giovanni Bianchi (Margherita), Soda (DS). Quest'ultimo relatore di alta capacità e sensibilità. La questione della legittimità del requisito di residenza per gli italiani all'estero, ai fini delle candidature per le elezioni del Parlamento italiano, in relazione all'istituzione della circoscrizione Estero, ha costituito il punto di dissenso e altresì la questione centrale perché la bocciatura dell'articolo 8, così come richiesto con il voto segreto, avrebbe stravolto completamente la legge. Veniva a mancare la rappresentanza politica per "l'altra Italia". Decine di anni di battaglie sarebbero state completamente vanificate.

Quando noi diciamo che i candidati nella circoscrizione Estero debbono essere cittadini italiani residenti all'estero facciamo una riserva di carattere costituzionale che abbiamo ottenuto proprio dall'approvazione dei nuovi articoli 48, 56 e 57 della nostra Carta costituzionale; per dare la possibilità ai nostri connazionali di eleggere direttamente i propri rappresentanti nel Parlamento italiano. Per questo e solo per questo è nata la circoscrizione Estero. Da qui nasce l'esigenza assoluta, in linea di diritto e in linea politica, di avere come candidati gli italiani residenti all'estero. Solo così viene garantita la rappresentanza politica degli italiani nel mondo. Non dimentichiamoci che abbiamo scritto nella Costituzione che i 12 deputati e i 6 senatori sono assegnati alla circoscrizione Estero e non dobbiamo scordare che questa legge ordinaria, che stiamo discutendo, é di attuazione delle norme costituzionali.

Questa legittimità assoluta, che noi abbiamo proclamato in tutti questi anni non trovando opposizioni se non in quella dell'attuale presidente del gruppo misto o ad opera di Rifondazione Comunista, è stata confermata nella sua totalità dalla ribellione indignata del CGIE e dall'azione di informazione dal CGIE compiuta convocando a Montecitorio i vari gruppi parlamentari. Altresì illuminati i pareri di insigni costituzionalisti, Professor Baldassarre Presidente emerito dello Corte Costituzionale, Professor Morbidelli, Professor Lombardi, Professor Fusaro, Professor Fusini, che con i loro pareri hanno dichiarato la legittimità costituzionale dell'articolo 8 della legge.

Se non ci fosse stato l'articolo 8 saremmo arrivati a un'autentica beffa nei confronti di milioni di cittadini italiani residenti all'estero che dopo decenni di attesa e dopo i riconoscimenti costituzionali, non avendo a loro riservato il diritto alle candidature, sarebbero stati fagocitati da altri e diversi interessi politici di parte. Se non si fosse trattato di avere garantita in termini assoluti la rappresentanza politica nelle liste di candidati, e quindi nel Parlamento, per i nostri connazionali, non avremmo dovuto certamente scomodare la Costituzione, ma semplicemente avremmo introdotto il voto per corrispondenza che assicurava l'elettorato attivo. E proprio per giungere alle nostre conclusioni, di avere finalmente deputati italiani residenti all'estero, c'è stata con la costituzione della circoscrizione Estero. Ecco il miracolo ottenuto il 29 settembre del 1999 e il 18 di ottobre del 2000 quando si indicarono in numero di 12 deputati e 6 senatori gli "eletti dai nostri connazionali".

Esprimo la mia grande soddisfazione per l'esito della votazione a scrutinio segreto e ringrazio il Parlamento. Possiamo dire che è una bella giornata del Parlamento italiano. Ma, poiché vi sono notizie improprie è opportuno chiarire che nessun deputato degli italiani all'estero potrà incidere sui collegi uninominali sul piano nazionale. Nessun collegio verrà toccato nel modo più assoluto mentre ci si limiterà ad incidere, in tutto solo i 12 posti per la Camera, sulla parte proporzionale. Di fronte alle proclamate richieste di diminuzione dei parlamentari, fatte costantemente sia nella bicamerale che altrove, pare a noi una diminuzione di lievissima entità che peraltro serve a risolvere un grande problema, quello della partecipazione e della presenza in Parlamento dei deputati e dei senatori degli italiani all'estero che entrano nel sistema Italia e che costituiscono una grande ricchezza e una risorsa politica, culturale ed economica sul piano dei rapporti internazionali. Voglio precisare che quanto al punto 4 dell'articolo 8 si dichiara che gli elettori residenti all'estero non possono essere candidati nelle circoscrizioni del territorio nazionale, nella parola circoscrizioni come interpretazione autentica, essendo io il presentatore della legge, si deve intendere che nell'ambito delle circoscrizioni del territorio nazionale non si può essere candidati sia nel proporzionale sia nei collegi uninominali che alle circoscrizioni si riferiscono.

Per questo alla fine dell'esame di questa legge chiedo, dopo tanto tempo, ai colleghi di esprimere voto favorevole per un traguardo che è quello della mia vita e perché votando questa legge dopo decenni si possa cancellare ogni discriminazione: è un atto di vera democrazia e di giustizia. E' un atto d'amore e di riconoscenza a tutti gli italiani nel mondo che nasce dal profondo del cuore. Dedico questo grande successo a ognuno di voi e a chi mi guida dal Cielo". (Inform)


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