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INFORM - N. 222 - 21 novembre 2001

Ciampi: E' dovere di tutti rispettare il limite delle proprie competenze. L'autonomia e l'indipendenza della Magistratura costituiscono valori intangibili

NOVARA - "Cardine delle moderne democrazie è il principio della divisione dei poteri, accolto e formulato, in modo esemplare, nella nostra Costituzione repubblicana; è quindi, dovere di tutti rispettare il limite delle proprie competenze". Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, intervenendo nell'incontro istituzionale svoltosi alla Prefettura di Novara.

Il Presidente Ciampi ha così proseguito: "Titolare della funzione legislativa è il Parlamento; spetta ai Parlamentari, al Governo e al Popolo l'iniziativa delle leggi; compete al Parlamento la facoltà di discuterle e di approvarle. Spetta, in via esclusiva, al supremo organo di garanzia, e cioè alla Corte Costituzionale, il giudizio sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi, nonché la decisione dei conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato. Appartiene unicamente alla Magistratura la funzione giurisdizionale, che si esercita interpretando e applicando la legge.

L'autonomia e l'indipendenza della Magistratura costituiscono valori intangibili, consacrati come tali nella nostra Carta Costituzionale, che vuole i giudici soggetti soltanto alla legge. Le sentenze si pronunciano nelle sedi giudiziarie e si riformano, quando ne ricorrano i presupposti, nel giudizio di appello e in quello spettante alla Cassazione. Per ogni altro tipo di controversia il nostro ordinamento offre, con larghezza di rimedi, appropriate sedi istituzionali di intervento. La giustizia è il valore fondante di ogni società. E' dovere di tutti adoperarsi perché prevalga sempre lo spirito di collaborazione istituzionale, così da superare le difficoltà e risolvere i problemi.

"Questi sono i grandi principi - ha detto Ciampi avviandosi alla conclusione - che i Padri della Repubblica, animati da una sete di democrazia che i due decenni di dittatura avevano vieppiù rafforzato, ci hanno lasciato in eredità; avendo essi stessi ricevuto, dalle generazioni di statisti che fecero, col Risorgimento, l'Italia unita, una eguale fondamentale eredità, ancor oggi ben presente nel nostro spirito". (Inform)


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