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INFORM - N. 221 - 20 novembre 2001

Voto all'estero - Fassino: " Hanno vinto il senso di responsabilità delle maggiori forze parlamentari e l’impegno ad onorare la parola data"

ROMA - "Ci sono almeno due buone ragioni per essere soddisfatti per l’approvazione del delicato articolo 8 e poi dell’intera legge ordinaria sul voto per corrispondenza dei cittadini italiani che risiedono all’estero". Lo ha dichiarato il neo segretario dei Ds Piero Fassino, che al suo primo incarico di governo, nella scorsa legislatura, ebbe alla Farnesina la delega per gli italiani nel mondo.

"In primo luogo – ha continuato Fassino - un altro importante passo avanti si è compiuto nel percorso che deve portare al completamento di questa articolata architettura normativa, un percorso tanto complesso sul piano giuridico quanto difficile su quello politico e dei rapporti tra le forze parlamentari, soprattutto in periodo di bipolarismo."

" Ancora una volta il senso di responsabilità delle maggiori forze parlamentari e l’impegno ad onorare la parola data hanno prodotto l’esito atteso. Senza la tenuta delle maggiori rappresentanze non ci sarebbe stata né la duplice riforma della Costituzione né questo ulteriore, necessario passaggio."

"Dopo tante delusioni, dunque, alla vasta platea degli italiani all’estero si può presentare questo risultato non solo come l’affermazione di un essenziale diritto di cittadinanza ma anche come il giusto riconoscimento del ruolo che essi hanno nei loro paesi e che possono avere per la vita democratica e per gli interessi dell’Italia."

"Il secondo motivo di soddisfazione dipende dal fatto che la legge è stata approvata nella versione presentata dal relatore on. Soda, che prevede la riserva dell’elettorato passivo per i residenti all’estero. Se il Senato, come ci auguriamo, vorrà approvare la legge in modo definitivo, la scelta, che tra i primi i Democratici di Sinistra hanno fatto, di favorire la presenza nel Parlamento italiano di una rappresentanza diretta ed autonoma delle comunità italiane presenti nel mondo potrà trovare una compiuta realizzazione. Una voce nuova e stimolante potrà manifestarsi, così, in uno dei alti livelli istituzionali dello Stato, e una prospettiva originale si potrà consolidare per il rinnovamento culturale della politica italiana e per l’internazionalizzazione del paese."

"La mia soddisfazione – ha concluso Fassino - è tanto più grande perché l’iter legislativo del voto per gli italiani all’estero iniziò quando, da sottosegretario agli Esteri, avevo la delega del governo per gli italiani nel mondo." (Inform)


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