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INFORM - N. 220 - 19 novembre 2001

Nuovo disegno di legge sull'immigrazione: sei associazioni cattoliche promuovono un appello

ROMA - A seguito dell’approvazione del di legge in materia di immigrazione e diritto di asilo approvato dal Consiglio dei Ministri il 14 settembre scorso, Acli, Agesci, Focsiv, Masci, Missionari Scalabriniani e "Nessun luogo è lontano", in occasione della Giornata Nazionale dell’emigrazione, che la Chiesa italiana ha celebrato domenica 18 novembre, lanciano un appello affinché nella fase di discussione e adozione si proceda ad una sostanziale revisione delle norme ed articoli contenuti nel provvedimento.

Le sei associazioni promotrici dell’appello, da anni impegnate nel lavoro con gli immigrati e sulle tematiche legate alle situazioni migratorie a livello internazionale, esprimono grande preoccupazione per questo provvedimento e ribadiscono la dignità e la centralità della persona umana nelle sue varie dimensioni, in ogni processo culturale, sociale ed economico quale dimensione irrinunciabile per un futuro di convivenza pacifica e civile.

All’appello - di cui facciamo seguire il testo integrale - sono invitate ad aderire tutte le associazioni interessate.

Il documento delle Associazioni

Le scriventi Associazioni - Acli, Agesci, Focsiv, Masci, Missionari Scalabriniani e "Nessun luogo è lontano" - intendono adoperarsi affinché, nel corso del prossimo dibattito parlamentare sul disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 14 settembre scorso in materia di immigrazione, vengano recuperati dispositivi e norme che diano concretezza ad una visione dell’uomo, dei diritti inalienabili della persona e della democrazia, coerente e conseguente con i valori che quotidianamente ispirano e alimentano il nostro agire.

Il panorama ideale entro il quale si muove la nostra azione è infatti la irrinunciabilità a considerare le donne e gli uomini quali cardini di qualunque azione culturale e politica e la centralità della persona umana come pietra angolare del diritto e dei diritti.

Questo assunto comporta non soltanto l’adozione di un codice etico o filosofico, ma vincola chiunque vi si riconosca a compiere scelte che, a partire da quelle legislative, vedano nella persona umana, soggetto di diritto e non portatore di bisogni.

Condividiamo la necessità per il nostro Paese e per l’intera comunità internazionale di individuare forma e strumenti per contrastare i fenomeni devianti dell’immigrazione, in particolare i traffici illeciti delle persone, ma ribadiamo che ciò avvenga nel pieno rispetto delle garanzie. La Carta dei Diritti dell’uomo e la nostra Costituzione ci impegnano a considerare tutti gli uomini con pari dignità e dunque pari diritti e reciprocità.

Considerare il cittadino immigrato solo alla stregua di soggetto di forza lavoro, magari a costi inferiori a quelli di un cittadino italiano, non può essere la cultura di riferimento degli strumenti legislativi di cui si dota un Paese avanzato come l’Italia. L’apertura al confronto con le altre culture, la globalizzazione dei diritti e della solidarietà e l’affermazione di una maggiore giustizia sociale nel contesto mondiale sono i criteri che devono ispirare le decisioni politiche, gli itinerari formativi e il lavoro quotidiano di ogni cittadino, associazione, livello istituzionale.

Sul disegno di legge presentato dal Consiglio dei Ministri il 14 settembre, confermiamo dunque la nostra critica che riguarda sia il metodo seguito sia il merito delle scelte adottate.

IL METODO

NEL MERITO DEL D.D.L.

Confermiamo le critiche, ma anche le proposte già espresse da ciascuna delle nostre associazioni prima della realizzazione di questo coordinamento e formulate in queste settimane anche da altre realtà cattoliche e laiche.

In particolare sono questi i punti del DDL approvato che consideriamo problematici e non condivisibili:

Si segnala inoltre la grave sottovalutazione del diritto di asilo, problema drammatico dove il nostro Paese si distingue per l’assenza di una legislazione specifica e che non può certo essere risolto come fattispecie della legge sulla immigrazione.

Per questo ci rivolgiamo alle forze politiche e alle istituzioni nazionali affinché, nella fase di discussione e adozione di uno strumento legislativo così importante per il futuro del nostro Paese, procedano ad una sostanziale revisione delle norme e degli articoli contenuti nel DDL approvato dal Consiglio dei Ministri che neghino per il nostro Paese un futuro fondato sulla convivenza, sulla multiculturalità, sul diritto inalienabile di ogni persona a sentirsi e ad essere effettivamente "cittadino del mondo".

Per tutti questi motivi abbiamo costruito un gruppo di lavoro composto da esperti che elabori i contenuti dei contributi da fornire ai gruppi parlamentari, che raccoglierà e valuterà ogni proposta già elaborata o nuova che ci perverrà.

Intendiamo con questo promuovere una iniziativa che miri a riconciliare una larga parte di pubblica opinione con la necessità di spendersi attivamente per i diritti umani e civili. Nello stesso tempo intendiamo spiegare alle istituzioni che ci riteniamo impegnati con pari intensità sui diritti e la dignità dei singoli, come sui temi della sicurezza e della pacifica convivenza e che proprio per questo riteniamo sia nostro dovere segnalare quelle scelte affrettate e non partecipate che rischiano di non risolvere i problemi, ma anzi, di renderli più gravi.

Per assolvere al compito che ci siamo dati, non c’è aiuto che sia superfluo né impegno che sia di troppo.

Chiediamo a tutti, singoli cittadini, associazioni, istituzioni locali, espressioni del mondo intellettuale e culturale, parlamentari, di rendersi disponibili a condividere e seguire una iniziativa che certamente nasce per tutelare i diritti degli immigrati ma che altrettanto è pensata nell’interesse di tutti i cittadini e del Paese.

Nello stesso tempo, ribadiamo alle stesse forze politiche e alle istituzioni la nostra disponibilità a interagire con loro, mettendo a disposizione la capacità propositiva che ci proviene da anni di esperienza e di lavoro con i cittadini stranieri presenti nel nostro Paese. (Inform)


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