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INFORM - N. 219 - 17 novembre 2001

Orlando in Svizzera: i terroristi di Al Qaeda sono nemici del mondo arabo e dell’Islam quanto i mafiosi lo sono per i siciliani

LUGANO - L’esperienza siciliana negli ultimi anni del secondo millennio, protagonista della trasmissione Crocevia condotta da Edoardo Gatti, sulla televisione svizzera di lingua italiana. Sabato 17 il settimanale "Crocevia" è stato aperto da un ospite illustre, Leoluca Orlando, simbolo della Rinascita siciliana e della stagione più significativa della lotta alla mafia. I temi della identità e dell’orgoglio rinato dei siciliani sono stati al centro di una lunga intervista realizzata negli studi della TSI a Lugano.

Il "modello" palermitano di lotta alla mafia e di conquista dell’identità siciliana è stato ribadito da Orlando:" siamo riusciti a contrastare un fenomeno violento e sanguinario, senza diventare noi stessi violenti o sanguinari". Orlando per descrivere l’azione di questi anni ha parlato di "un modello simile ad un carro a due ruote: la ruota della attività di giudici e forze dell’ordine – repressione, e quella della promozione culturale – prevenzione; se una delle due ruote è ferma, il carro gira su se stesso e non cammina. Così i siciliani hanno ridato dignità e orgoglio ai siciliani; troppo spesso nel passato essere siciliani voleva significare nell’immaginario collettivo essere mafiosi. Oggi, non è più così. Lo testimonia la grande attenzione alla nostra terra di turisti provenienti da tutto il mondo. Siamo diventati un modello per quei tanti paesi nei quali l’illegalità si fonda sull’uso distorto delle identità culturali, etniche e religiose. Oggi, in questi paesi dei diversi continenti ci chiamano per parlare di questo modello, di questa Rinascita, ormai divenuta una vera e propria teoria sociale." Orlando aggiunge che il binomio "siciliani uguale mafia", ha rappresentato la vera mortificazione della identità e delle potenzialità dei siciliani, così come oggi per il mondo arabo e l’islam, il binomio "islam uguale terrorismo" mortifica la popolazione araba: " capisco il dramma dei miei amici arabi e mussulmani che oggi con questa semplificazione creatasi nell’opinione pubblica, soffrono il carico di un pregiudizio assolutamente infondato. I terroristi di Al Qaeda sono nemici del mondo arabo e dell’islam, quanto i mafiosi lo sono per i siciliani."

L’attività internazionale della fondazione presieduta da Orlando sulla Rinascita della Sicilia, sono stati al centro dell’intervista che si è conclusa con un "arrivederci a Palermo", con il quale Orlando ha l’abitudine di concludere autodefinendosi "una cartolina spedita da milioni di siciliani che amano la propria terra e contribuiscono nel mondo a renderla seducente poiché trasformata oggi in laboratorio di speranza, di democrazia, di cultura" ha poi aggiunto " quello che ormai è consegnato alla storia e all’esperienza delle altre realtà come modello, non può farci dimenticare che le insidie delle mafie e del malaffare sono dietro l’angolo della Sicilia e di ogni altra realtà del mondo". (Massimo Pillera-Inform)


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