* INFORM *

INFORM - N. 219 - 17 novembre 2001

L'Eco d'Italia, Buenos Aires

Cario intervista l’Assessore veneto Raffaele Zanon: "Diamo il nostro contributo a migliorare la situazione con i fatti e non con la retorica"

BUENOS AIRES - Meglio tardi che mai. Quando, circa una ventina d’anni fa, ebbe inizio, in maniera massiccia, il fenomeno immigratorio in Italia, noi, come editori di periodici per le comunità di emigrati italiani nell’America del Sud, denunciammo l’oblio, da parte dei governi che allora amministravano il nostro Paese e quelli successivi, dei connazionali che vivono in questa parte del continente americano e che stanno affrontando una grave crisi economica con forte deriva di disoccupazione. Perché non offrire a questa forza lavoro italiana all’estero, di grande professionalità e, soprattutto, con un bagaglio culturale uguale a quello degli italiani in Patria? Perché, ci chiedevamo, non preferirla a quella di gente che nulla ha a che vedere con la storia, le tradizioni, la cultura, gli usi, i costumi della popolazione italiana?

A questa anomalia, per fortuna, qualcuno pensa di porre rimedio. La Regione Veneto e quella del Friuli-Venezia Giulia hanno avviato una politica di rientro per i loro emigrati in Sud America che desiderano trovare una sistemazione nel Paese di origine. Siamo sicuri che anche le altre Regioni che non trovano in loco lavoratori disposti a occupare vacanti nelle strutture industriali e sanitarie le imitino. Meglio tardi che mai, quindi e un elogio alle autorità del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, non per caso appartenenti alla Casa delle Libertà, che, nel quadro della nuova politica migratoria del governo di centrodestra che privilegia i rapporti con le comunità all’estero, hanno dato vita a progetti di rientro.

In questi giorni si trova in Argentina una delegazione della Regione Veneto e della Provincia di Padova, capeggiata dall’Assessore regionale all’Emigrazione Raffaele Zanon per aprire uno sportello al quale possono rivolgersi tutti gli oriundi del Veneto e anche originari di altre regioni che desiderano trovare un’occupazione in Regione. Egli ci ha illustrato l’iniziativa. Ecco quanto ci ha spiegato.

Quale il fine della sua presenza in Argentina?

Questa mia prima visita in Argentina è fatta per aprire degli sportelli per il progetto di rientro di emigrati in questo Paese e in Cile che noi ideammo un anno fa e che trova la sua applicazione in questi giorni. Progetto di rientro destinato a oriundi veneti e italiani che siano interessati alle opportunità nel mondo del lavoro e, in particolare, alla realtà del Nordest che abbisogna di forze lavorative. E’ un progetto ambizioso che la Regione Veneto ha voluto mettere in atto con la Provincia di Padova e siamo qui per creare in Argentina una rete, assieme all’Ambasciata italiana e alla Camera Italiana di Commercio di Buenos Aires, per dare garanzie ai giovani oriundi di un percorso il più tutelato possibile dal punto di vista dell’alloggio e di quello dell’assunzione immediata e della formazione.

La corsia privilegiata per i discendenti degli emigrati italiani ci pare una cosa ottima perché é un’aspirazione che nutriamo da molti anni. Peccato sia stata istituita così tardi. Se fosse stata messa in atto vent’anni fa, quando ebbe inizio il flusso immigratorio in Italia, si sarebbero evitati i guai prodotti dall’irrazionale politica del centrosinistra.

Io credo che questo progetto della Regione Veneto ha fatto scaturire l’interesse dell’attuale governo. E’ una maniera per l’Italia di testimoniare la sua vicinanza all’Argentina che sta affrontando un’acuta crisi economica. La Regione Veneto, con questo progetto e altre iniziative, è attenta ai problemi delle nostre comunità in questo Paese soprattutto a quelli dei giovani creando occasioni di sviluppo. Noi non vogliamo fomentare nuove emigrazioni e nuove lacerazioni, ma aiutare chi ha prospettive assai magre del proprio futuro. La cosa nuova che noi vogliamo conosciate è che un grosso gruppo industriale del Nordest come la Zanussi-Electolux ha messo a disposizione duecento posti di lavoro per oriundi residenti in Argentina e sta elaborando un progetto, congiuntamente con la Regione Veneto e il Ministero del Lavoro per la formazione di giovani selezionati in Argentina per assumerli, poi, a tempo indeterminato nelle Province di Belluno, Treviso e Rovigo. Non sono più sogni, ma fatti concreti.

A questo proposito, qual è il suo giudizio sulla nuova legge per l’immigrazione che il Governo si appresta a inviare al Parlamento?

Credo che la riforma della legge Turco-Napolitano che metterà in atto il Governo riempie le lacune della precedente normativa. E’ una legge che metterà più rigore nel flussi immigratori. L’Italia non ha posto attenzione, in passato, a chi entrava nel nostro territorio. Non ha posto barriere e regolamentazioni e così ci troviamo di fronte a un fenomeno in larga parte non governato che provoca dei problemi legati alla clandestinità che, spesso, è manovrata da organizzazioni malavitose il cui campo d’azione è il traffico di stupefacenti e la prostituzione.

Fra qualche mese si svolgerà la Conferenza Stato-Regioni-Province, quale sarà la posizione della Regione Veneto nei riguardi delle politiche verso le comunità italiane nel mondo?

Noi chiederemo, anzitutto, allo Stato di concertare in maniera più significativa con le regioni un diverso rapporto con le comunità all’estero. Attraversiamo una fase importante. Stiamo passando dalle proposte di rito agli impegni concreti i quali, tra l’altro, sono documentati dagli interventi che il ministro Tremaglia ha fatto inserire nella Finanziaria 2002 per valorizzare il contributo dato dagli emigranti alla crescita economica dell’Italia. Interventi per il potenziamento della rete consolare, per l’aggiornamento e completamento delle anagrafi consolari e dell’AIRE. Altro capitolo sarà il cofinanziamento delle regioni che lavorano per il mondo dell’emigrazione, il rafforzamento degli strumenti per mantenere i legami con l’Italia tra i quali la Tv di ritorno per far conoscere agli italiani in patria la realtà delle nostre comunità all’estero.

Quali sono le piú importanti iniziative della sua regione a favore dei veneti nella diaspora?

Noi abbiamo un programma di iniziative molto ampio che potenzieremo attraverso la Finanziaria regionale. Pensiamo in progetti innovativi come questo del rientro e quello della formazione per i giovani oriundi affinché conoscano la realtà economica, imprenditoriale, turistica, culturale della nostra Regione. A fine d’anno realizzeremo una mostra multimediale sull’emigrazione veneta nel mondo che ne documenti la storia e il presente. Una mostra che faremo girare in Italia e all’estero con il corollario di manifestazioni culturali. Durante la nostra visita in Argentina visiteremo istituzioni culturali, assistenziali, ospedaliere perché siamo interessati a conoscere la realtà in cui vivono le comunità venete in questo Paese.

Voi avete già aperto uno sportello in Brasile. Con quali risultati?

Abbiamo creato una banca dati e abbiamo già promosso un’emigrazione di ritorno che è di carattere familiare. Noi siamo consapevoli che quanto facciamo non risolverà gli acuti problemi che affliggono l’America del Sud, ma diamo il nostro contributo a migliorare la situazione con i fatti e non con la retorica. (Gaetano Cario-L'Eco d'Italia/Inform)


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