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INFORM - N. 219 - 17 novembre 2001

Unione Europea - La Toscana ospiterà nel 2002 la Conferenza delle Regioni con poteri legislativi

LIEGI - Sarà la Toscana ad ospitare, nel 2002, la terza Conferenza delle Regioni con poteri legislativi – l’assise che riunisce i lander tedeschi, tutte le regioni italiane, spagnole, austriache e belghe, oltre alla Scozia e ad alcune regioni autonome portoghesi e finlandesi. La candidatura, avanzata dal presidente della Regione Claudio Martini, è stata accolta nella risoluzione finale approvata al termine dei lavori della seconda Conferenza, tenutasi a Liegi per iniziativa della regione Vallonia. "Ospitando la Conferenza dell’anno prossimo – ha detto Martini – la Toscana intende svolgere un ruolo di primo piano in una fase cruciale in cui saranno disegnati i nuovi assetti dell’Unione Europea: le regioni dotate di poteri legislativi lavoreranno per assicurare a tutte le regioni europee e al Comitato delle Regioni un ruolo importante nel processo di riforma che sarà avviato il prossimo dicembre a Laeken e si concluderà con la Conferenza intergovernativa del 2004".

"Più regioni vuol dire più Europa" – ha affermato Martini, intervenendo nel corso dei lavori e rispondendo così direttamente al Commissario alle politiche regionali Michel Barnier che aveva detto: "No all’Europa delle regioni" . Mi sorprenderebbe – ha aggiunto Martini - se Barnier sostenesse con quello slogan che regionalizzare vuol dire indebolire l’Europa. Le regioni hanno bisogno dell’Europa, ma anche l’Europa ha bisogno delle regioni. Se l’Europa vuole essere più vicina ai cittadini, non può fare a meno delle regioni. E solo le regioni possono colmare il pericoloso varco che si è aperto e si va allargando tra gli ideali europei e il consenso dei cittadini".

Le regioni che si sono riunite a Liegi, ha sottolineato Martini, hanno poteri che entrano nella vita quotidiana dei cittadini. Ma valorizzare il ruolo delle regioni con poteri legislativi, ha aggiunto non significa contrapporsi alle altre regioni europee o proporsi all’Europa come una sorta di corpo separato. "Anzi, il nostro obiettivo è di costituire la punta avanzata, la locomotiva per diffondere in tutta Europa il federalismo e il decentramento. E per respingere ogni tentazione di tornare indietro sulla strada dell’accentramento dei poteri ai livelli nazionali".

Delimitare le competenze, per Martini, diventa cruciale. Non per separare, ma per favorire l’integrazione tra i poteri: "Al centro dell’Europa – ha concluso – dovrà essere il cittadino, non questa o quella istituzione". (Inform)


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