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INFORM - N. 218 - 15 novembre 2001

Dedicato alla questione femminile il 7 Incontro cristiano-musulmano organizzato a Modena dalle ACLI

ROMA - L'Islam oggi fa notizia, coi suoi diversi volti: da quello truce e invasato dei talebani a quello spaesato e spesso impaurito degli immigrati musulmani giunti dai loro paesi nel vecchio continente. Mai come in queste settimane si sono venduti copie del Corano e saggi sul rapporto fra Islam e modernità; mai come oggi i mass media sono pieni di materiali che cercano di spiegare i meccanismi interni del più recente fra i grandi monoteismi.

Eppure, l'Islam resta il "grande sconosciuto" in occidente, oppure il "grande frainteso", interpretato più sulla base di antichi pregiudizi che sulla realtà dei fatti: che sono anche quelli di un'Europa, e un'Italia, sempre più multireligiose e multiculturali, e di un Islam che cerca, sia pur faticosamente, di strutturarsi in maniera nuova, accettando di essere un attore fra gli altri di un gioco comune fatto di pluralismo, laicità e convivenza civile.

Di questo Islam - 800.000 persone più o meno n Italia, oltre 200 luoghi di culto, un numero crescente di connazionali affascinati dalla Mezzaluna e una visibilità (oltre ad un allarme) sociale in netto aumento - sono da ormai 7 anni interlocutori autorevoli gli "Incontri cristiano-musulmani" organizzati dalle ACLI nazionali, dell'Emilia Romagna e di Modena, città scelta non a caso, crocevia di un'immigrazione sostanzialmente bene integrata e prima località in cui l'allora Vescovo, Santo Quadri, aprì le porte di una parrocchia alle necessità di preghiera di un gruppo di fedeli islamici provenienti dal Maghreb.

Iniziati quando ancora l'Islam non era "di moda", di anno in anno gli Incontri modenesi hanno affrontato, grazie al lavoro di un gruppo di coordinamento paritariamente costituito di cristiani di diverse confessioni e di musulmani, tematiche decisive per il presente e il futuro di questo paese: dai luoghi di socializzazione alla scuola in cui la presenza degli alunni di fede "diversa" appare in costante aumento, dai bambini alle trasformazioni urbane fino alla lettura dei media (argomento dello scorso anno, di cui verranno presentati in questa occasione in anteprima gli Atti, "I media e l'Islam", ed. EMI).

Temi, dunque, di carattere nettamente sociale: perché questo è il terreno primario di incontro e di scontro, qui si manifestano le necessità maggiori (casa, lavoro, qualità della vita), molto più che su presunte "difficoltà" di carattere teologico. La teologia, e il dialogo interreligioso, verranno in seguito: per ora, occorre conoscersi, prendersi le misure, imparare ad ascoltarsi, acquisire un linguaggio che reciprocamente non faccia male.

Ecco allora la bruciante attualità del tema prescelto quest'anno, la questione femminile nell'Islam e nel cristianesimo. Mai in Italia, prima di questo settimo Incontro, è stata data la parole alle donne e alle ragazze musulmane del nostro paese, con l'obiettivo di fornire uno sguardo "dal di dentro", al di là degli stereotipi e delle banalizzazioni. Donne con la gonna, o con la "burka"? Ragazze col "velo", o senza? Saranno loro a dirlo, direttamente, senza alcuna mediazione maschile.

Dopo l'11 settembre, ma anche dopo il 7 ottobre, gli interrogativi appaiono ancor più pressanti: non è più possibile far finta di niente. Non è più possibile girare la testa dall'altra parte.

Il settimo Incontro cristiano-musulmano di Modena (16-17 novembre) metterà a fuoco, oltre alla condizione femminile nell'Islam, la condizione femminile nell'Italia multireligiosa di oggi, dando voce a rappresentanti autorevoli dell'ebraismo, del cattolicesimo, del protestantesimo e del buddismo, raccontando dal vivo il "mosaico della fede" al femminile. Perché anche in Italia, a dispetto delle apparenze, il sacro è (soprattutto) donna. (Inform)


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