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INFORM - N. 218 - 15 novembre 2001

Giornata Nazionale delle Migrazioni: "quel poster così vuoto e grigio"

ROMA - La Migrantes ha già prodotto e largamente diffuso materiale illustrativo sul tema della Giornata Nazionale delle Migrazioni: "Dov’è tuo fratello?". Parole dure, provocatorie e quasi urtanti, quasi fossero un atto di accusa.

Non è il caso che qui si torni a illustrarle, per evidenziarne tutta la bellezza esaltante e la forza liberatrice, proprie di ogni annuncio evangelico. Parole appunto che ci rimandano direttamente al cuore del Vangelo, e solo per via indiretta al quarto capitolo della Genesi. Ma sarebbe insano rimuoverle se vi riscontrassimo anche qualcosa di inquietante; e sembra proprio inquietare il poster illustrativo, di un vuoto e di un grigiore così squallido.

Si sente dire che esteticamente quel poster proprio non va. Possiamo essere d’accordo che al gusto estetico dice ben poco quel vuoto riempito di grigio. Eppure quel vuoto induce a una seria riflessione, appunto perché lascia spazio per la biblica domanda sul fratello, evidenzia il punto interrogativo e sopra l’interrogativo lascia intravedere una figura, quasi un’ombra in movimento. Quell’ombra col passo che si muove verso di te non ha volto di fratello, anzi non ha nessun volto, è un anonimo; ma proprio per questo rimanda decisamente all’interrogativo che sta sotto, con la forza che è propria della Parola di Dio sempre "viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio… e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore" (Eb 4, 12).

"Dov’è tuo fratello?" rinvia dunque a sentimenti e pensieri annidati nel cuore di ciascuno di noi e nella comunità cristiana, e forse vi desta una sana inquietudine perché, se non ci troviamo proprio con le mani sporche di sangue come Caino, prendiamo coscienza che verso questo fratello migrante abbiamo anche noi peccato "in pensieri, parole, opere e omissioni", senza troppo avvertire che anche questo peccato "grida" (Gen. 4,10) va contro Dio Creatore e Padre.

Domenica 18 novembre sarà dunque anche una giornata di purificazione, diciamo pure di conversione personale e comunitaria. Non mancherà nella nostra assemblea liturgica qualche gesto che significhi purificazione e conversione, ma soprattutto la bellezza evangelica di un abbraccio a questi fratelli non con la formalità di un gesto cerimoniale, ma con il calore di una fraternità riscoperta che va oltre una giornata, per diventare stile di vita. (Migranti press/Inform)


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