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INFORM - N. 218 - 15 novembre 2001

La mancata partecipazione di molti Comites alla Conferenza di Berlino non è stata un'azione di protesta per il ritardo dei contributi

Lo affermano in un documento comune i presidenti dei Comites di Amburgo, Dortmund, Francoforte, Friburgo, Hannover, Norimberga, Saarbrücken e Wolfsburg

BERLINO - Nei giorni 9 e 10 novembre si è tenuta a Berlino, ideata ed organizzata dall’Ambasciata d’Italia, la Conferenza " Regioni e Comunità italiane in Germania. Nuove sinergie e prospettive per l’Europa dei cittadini". L’iniziativa ha registrato l’adesione di 15 Assessorati regionali, di rappresentanti della comunità italiana in Germania e delle istituzioni tedesche a livello federali e di Laender, di esponenti del mondo accademico.

Non mancano tuttavia delle critiche, non tanto all'iniziativa in sé ma alla sua organizzazione, che i presidenti dei Comites di Amburgo, Dortmund, Francoforte, Friburgo, Hannover, Norimberga, Saarbrücken e Wolfsburg - assenti alla Conferenza - rivolgono in particolare a Fabrizio Romano, consigliere dell'Ambasciata d'Italia a Berlino in un documento di cui pubblichiamo la parte sostanziale.

Il tentativo del consigliere Romano di far passare la mancata partecipazione di molti Comites alla Conferenza di Berlino come azione di protesta per il ritardo dei contributi ministeriali, non corrisponde a verità. Trattasi, invece, di un complesso di motivi, anche se è vero che sulla lungaggine degli accrediti si protesta da anni, risentendo tutta l'azione dei Comites le conseguenze dl tale irregolarità, ormai cronica.

Pur se i presidenti di vari Comites hanno giustificato i perché della loro assenza alla Conferenza, tra i quali l’alto costo, non compatibile con le attuali disponibilità di cassa, trattasi, tuttavia, solo e sempre di una delle ragioni, non di una programmata forma di protesta per il mancato arrivo dei fondi.

Va subito, a questo proposito, dichiarato in piena coscienza che nessuna consultazione è stata mai avviata tra i presidenti dei vari Comites, operanti nelle circoscrizioni consolari di Germania, al fine di una diserzione di massa della Conferenza di Berlino, ma si è trattato dl forme spontanee di protesta generale, sia per l'andamento della gestione politica riguardante i Comitati, sia per il modo in cui è stata condotta l'organizzazione di detto Convegno.

L'insoddisfazione dei Presidenti Comites si manifesta, infatti, non per quanto riguarda l'opportunità di indire tale Conferenza. svolgerla, portarla utilmente a termine, con il pieno coinvolgimento delle parti interessate, ma per ciò che concerne l’organizzazione e la preparazione di essa; anzi, si è particolarmente grati all’Ambasciata di averla concepita e messa i n opera.

Contestiamo, invece, la fase preparatoria, non essendosi realizzati i previsti convegni preliminari alla Conferenza tra Consoli, membri del CGIE e dei Comites e rappresentanti delle realtà organizzate di ogni circoscrizione, per l’opportuna rispondenza di base all’importante manifestazione.

Dissentiamo per l’assenza dl indirizzo e di direttive formali per l’organizzazione di fondo e per il coinvolgimento delle realtà costituite in ciascuna delle circoscrizioni consolari.

Esprimiamo perplessità sulla richiesta dl partecipazione alle spese avanzata dall’Amministrazione, in quanto non riteniamo sia accettabile indire una Conferenza e distribuire sui partecipanti (Regioni, Comites, CGIE, ecc.) 1’onere finanziario, senza che questi abbiano contribuito alle fasi preparatorie ed alla redazione del relativo programma.

Ci distanziamo da una organizzazione della Conferenza "a costo zero", in quanto si pongono i Comites in condizione di declinare l’invito, dovendo impegnare una somma eccedente le risorse e le voci di bilancio. (Inform)


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