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INFORM - N. 217 - 14 novembre 2001

Fini: nei flussi di immigrazione priorità ai lavoratori di origine italiana

ROMA - Il vice presidente del Consiglio Gianfranco Fini, nel rispondere alla Camera ad una interrogazione a risposta immediata dell'on. Luca Volonté, concernente i criteri per la determinazione dei flussi di immigrazione, ha precisato che il disegno di legge di modifica al decreto legislativo n. 286 recante il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, ora all'esame del Senato, prevede in particolare che, nell'ambito delle quote di ingresso stabilite dal decreto che regola i flussi migratori verso l'Italia, siano assegnate, in via preferenziale, quote riservate ai lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori, fino al terzo grado in linea retta di ascendenza (cioè i bisnonni) residenti in paesi non comunitari.

Anche per altri aspetti - ha aggiunto Fini - il disegno di legge del Governo si muove nell'ottica di una valutazione attenta dei comportamenti che gli Stati da cui provengono gli immigrati adottano nei confronti dell'Italia.

È previsto, infatti, che il Governo tenga conto, nell'elaborazione dei programmi bilaterali di cooperazione e di aiuto per interventi non a scopo umanitario, della collaborazione prestata dai paesi interessati al contrasto delle organizzazioni criminali operanti nell'immigrazione clandestina.

Poiché già adesso l'articolo 21 del citato decreto legislativo n. 286 prevede che nei decreti relativi ai flussi siano assegnate in via preferenziale quote riservate agli Stati non appartenenti all'Unione europea con i quali il ministero degli Affari Esteri, di concerto con i ministeri dell'Interno e del Lavoro, abbia concluso accordi finalizzati alla regolamentazione dei flussi di ingresso e delle procedure di riammissione, il Governo - ha concluso il vice presidente del Consiglio - ritiene pienamente condivisibile l'indicazione dell'interrogante che particolare attenzione sia riservata a quei cittadini che provengono da paesi che hanno più forti legami con la cultura europea e che, quindi, possono, con maggiore facilità, integrarsi nella nostra società. (Inform)


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