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INFORM - N. 217 - 14 novembre 2001

Presentata la Giornata Nazionale delle Migrazioni 2001

Domenica 18 novembre: "Dov'è tuo fratello?"

ROMA - Da oltre 85 anni la Chiesa italiana celebra la Giornata Nazionale delle Migrazioni per sensibilizzare le comunità cristiane e la società civile ai cinque settori della mobilità umana: gli emigrati italiani dapprima, e poi anche gli immigrati, i Rom e i Sinti, i fieranti e i circensi, i marittimi e gli aeroportuali. Il tema della Giornata 2001 - "Dov'è tuo fratello?" - si richiama, ma con maggiore drammaticità, a quello di qualche anno fa: "Ogni uomo è mio fratello". E alla domanda biblica si è riferito mons. Luigi Petris, direttore generale della Migrantes, nel corso della conferenza stampa per la presentazione della Giornata: "Erano solo in quattro sulla terra e il Signore ha posto questa domanda. Anche noi, come uomini e come cristiani, dobbiamo porci questa domanda, non solo per tendere una mano, per dare un aiuto. Dovremmo pensare alla parola fratello e vedere chi è vicino a noi, diverso da noi, ma ha la stessa origine, lo stesso valore ed al quale dobbiamo lo stesso rispetto che abbiamo per i nostri fratelli di sangue".

La Giornata si celebra in tutte le Chiese locali e parrocchie d'Italia. Le manifestazioni centrali, promosse dalla Migrantes, si tengono ogni volta in una regione diversa, quest'anno nel Triveneto. La messa di domenica 18, trasmessa in Tv, viene concelebrata nella Cattedrale di San Giusto a Trieste, preceduta sabato da una tavola rotonda in Palazzo Labia, a Venezia, sui problemi degli emigrati e degli immigrati.

L'Italia ha un particolare motivo per avere un atteggiamento positivo verso le migrazioni, tenendo conto che nel mondo vivono e lavorano 4 milioni di cittadini italiani e 60 milioni di origine italiana. Lo ha ricordato mons. Giuseppe Materrese, vescovo di Frascati e membro della Commissione episcopale per le migrazioni (CEMI), nella quale s'interessa soprattutto degli italiani che vivono all'estero. "Nei nostri incontri in Europa e oltreoceano - ha detto - sento che hanno ancora bisogno di avere vicino un prete che parli la loro lingua". Una richiesta che, in futuro, sarà sempre più difficile accogliere, considerata l'attuale scarsità delle vocazioni. Infatti è stato lo stesso mons. Matarrese a dire che "dobbiamo ringraziare i tanti sacerdoti che vengono da noi in Italia a svolgere il loro ministero: ci danno una mano e abbiamo bisogno di loro; anche questa è immigrazione". Ed ha concluso invitando tutti, in occasione della Giornata, ad un gesto di amicizia e di riconciliazione: "Anche se abbiamo paura degli esteri in Italia, ciascuno di noi s'impegni ad accoglierli, offrendo l'amiciza ed anche un aiuto economico".

I tre principali obiettivi perseguiti attualmente dalla Commissione Cattolica Internazionale per le Migrazioni sono stati indicati dal prof. Stefano Zamagni, che presiede la ICMC dal 1999. Il primo è la ratifica della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie, approvata da tutti i paesi membri nel 1990 ma non ancora applicata perché è stata ratificata finora soltanto da 16 paesi (tra i quali non figura l'Italia): essa potrà produrre i suoi effetti quando sarà stata ratificata da almeno venti paesi. Il secondo obiettivo è far comprendere che la globalizzazione riguarda non solo il mercato dei capitali ma anche il mercato del lavoro; quindi le questioni migratorie vanno affrontate in modo diverso, non più secondo la chiave interpretativa dell'emergenza. Il terzo fronte di questioni su cui sta lavorando la ICMC riguarda la dimensione culturale e religiosa degli immigrati. "Una volta integrati nel mercato del lavoro del paese ospitante, una volta superata la fase emergenziale, queste persone reclamano una loro identità, sia l'identità culturale sia l'identità religiosa". E' questa, secondo Zamagni, la questione più difficile, perché rispetto ad essa ci troviamo tutti impreparati: "Nonostante quello che si legge o si dice, non esiste al momento una proposta d'integrazione culturale".

Padre Graziano Tassello, direttore del Centro Studi Emigrazione di Basilea (CSERPE), ha presentato "l'Enchiridion della Chiesa per le migrazioni". Si tratta in sostanza di un manuale che raccoglie tutti i documenti concernenti il fenomeno della mobilità che, dal 1887 ad oggi, sono stati pubblicati dalla Santa Sede, dai Vescovi europei e dalla Chiesa italiana. Per la prima volta la Migrantes tenta di metterli tutti assieme mostrando qual è la dottrina sociale della Chiesa sulle migrazioni e la sua evoluzione nel tempo. "La Santa Sede - ha detto Tassello - sulla sfida delle migrazioni non ha mai fatto silenzio, è sempre intervenuta puntualmente sollecitando le Chiese locali a prendersi cura dei migranti".

Va rilevato, infine, che per la prima volta un ministro è venuto alla conferenza stampa per la presentazione della Giornata Nazionale delle Migrazioni. Mirko Tremaglia, ministro per gli Italiani nel mondo, ha preso la parola per rispondere alla domanda di un giornalista che chiamava in causa il governo a proposito del disegno di legge sull'immigrazione, ricordando l'azione da lui svolta perché nel provvedimento non figurasse il reato di immigrazione clandestina. Tremaglia ha anche sottolineato la grande ricchezza che rappresentano per il nostro paese gli italiani nel mondo ed ha concluso preannunciando le sue dimissioni qualora la Camera, nell'approvare la "legge ordinaria" sul voto all'estero, apporti modifiche all'articolo 8 negando, di fatto, la rappresentanza parlamentare diretta degli italiani all’estero basata sul requisito della residenza. (Inform)


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