* INFORM *

INFORM - N. 216 - 13 novembre 2001

Da "Pagine", Venezuela

Residenza elettorale, l'altro nodo da sciogliere!

Considerazioni di Vitaliano Vita sulla proposta di "legge ordinaria" sul voto all'estero in discussione alla Camera

CARACAS - Franco Piccone scrive : "Meglio sarebbe non rispondere a questa domanda, ma va comunque riconosciuto che chi era contrario al voto è riuscito a trasformare il problema della rappresentatività in una mera nozione di principio, riducendo ad un numero simbolico (18) i seggi spettanti (80 circa) ai 4 milioni di connazionali all'estero e poi assicurandosi buona parte dell' elettorato attraverso l'introduzione di un rimborso del 75% del costo dei trasporti agli elettori che si recano a votare in Italia."

Risposta: Le tue riflessioni mi hanno convinto che il problema è più grave di quel che appare, le tue osservazioni mi sembrano giuste e fondate, ma sono perplesso di fronte alle dichiarazioni di segno contrario rilasciate da alcuni nostri parlamentari esperti di diritto e di politica.... Perché, ritengo che su un argomento che ha indotto il legislatore a modificare 3 articoli della costituzione, non ci possano rimanere né dubbi ne perplessità, considerate, anche, le limitazioni extra costituzionali che si sono rese necessarie per "giustificare" la minore rappresentatività riconosciuta agli italiani all'estero.

Capisco il tuo rifiuto a rispondere alla domanda postati: "sei soddisfatto delle iniziative legislative assunte dal Parlamento per farci votare in loco?" . In effetti il testo della PdL contiene contraddizioni serie, che dovrebbero far riflettere i nostri legislatori... ma non per quel poco che è stato concesso e riconosciuto, ma per quel tanto che è stato negato, per la mancanza di conoscenza delle nostre realtà, per la pretesa di volerci rappresentare... dopo che per quarant'anni è stato fatto di tutto per non farci votare.

In questi giorni, come se non bastasse, per migliorare... la nostra legge ordinaria è stato proposto ed accettato, di elevare al 75% il rimborso per le spese di trasporto incontrate da chi si reca a votare in Italia (migliaia di miliardi...! Un problema serio se si pensa che in un raggio da 200 a 1000 km dai nostri confini, risiedono in Europa oltre due milioni di elettori italiani che possono optare per il voto in Italia) e che altri tanti sono oltreoceano ... per i quali un biglietto aereo costa dai 1000 ai 4.000 dollari. Mi sembra che non bisogna essere molto perspicaci per individuare le implicazioni che comportano sul piano pratico, la opzione ed il rimborso. Condivido perciò il tuo silenzio in merito, ma ritengo doveroso precisare che sono convinto che la legge ordinaria si sta allontanando dalla intenzioni del legislatore costituzionale e dalla attese degli elettori, perciò lasciami fare una considerazione pregiudiziale:

"la legge ordinaria non può disattendere la prescrizione costituzionale, deve consentire agli italiani all'estero (mediante regole uguali per tutti e di reciproca attuazione) di votare nella propria circoscrizione ed eleggere direttamente i propri rappresentanti, presupposti che vengono meno con l'introduzione della opzione (facoltà di scegliere se votare in Italia o nella circoscrizione estero e, di conseguenza, se essere candidato nell'una o nell'altra circoscrizione) mentre si vorrebbe abilitare l'accesso di candidati non residenti nelle liste all'estero ( Boato) con il risultato di dar vita ad un doppio privilegio per i candidati nazionali che possono presentarsi in tutte le circoscrizioni e ad una ingiustificata limitazione, per i candidati residenti all'estero, che devono invece scegliere l'una o l'altra.

Il voto per corrispondenza nasce dalla esigenza di evitare mobilitazioni planetarie, contenere la spesa elettorale, (per lo Stato e per il cittadino) di evitare turbative nei paesi di accoglienza, ossia proprio il contrario di quanto produrranno l'opzione" ed il biglietto premio! La circoscrizione estero è stata creata per superare le resistenze dei paesi ospitanti, per eliminare i collegi... per garantire una rappresentanza che conosca i problemi dell'elettorato. Principi questi raggiunti a colpi di limitazioni e di ridimensionamenti e, dopo aver costretto il "diritto" ad accettare nuove parità, nuove formule equitative... che oggi i "sapienti maestri" della politica, colpo su colpo, cercano di ridurre ancora... per convincerci che il nostro Paese è diviso in categorie diverse: l'Italiano d'Italia, l'Italiano d'Europa e quello d'oltremare.

Perciò non è peregrino affermare che la opzione riduce la forza dell' elettorato residente all'estero per incrementare quella delle circoscrizioni e dei collegi nazionali, divenendo cosi polivalente ossia capace di influire sul numero dei seggi della ripartizione di provenienza e al tempo stesso sul risultato elettorale del collegio nazionale scelto in barba alla circoscrizione estero ed alla parità....

Poi facendo i conti sulla punta delle dita, ho rilevato che la proposta di legge non tiene conto delle realtà di alcune nostre Comunità, che non considera le diversità territoriali, strutturali, dei paesi nei quali risiedono i connazionali interessati al voto, (l'ampiezza dei territori, funzionamento dei servizi postali, efficienza amministrativa: a S. Paolo il turno per il disbrigo delle pratiche al Consolato, dicono, che sia arrivato al 2005). Infatti in molti paesi di America Latina (Venezuela, Brasile, Cile, Perù) la distanza dal Consolato generale al luogo di residenza del connazionale è spesso di migliaia di chilometri, perciò i termini fissati per l'adempimento di certe operazioni sembrano fuori dalla realtà. Di fronte a tanti timori noi suggeriamo di effettuare in sede di discussione della legge le modifiche necessarie, di non attendere il regolamento che, comunque, non potrà distaccarsi dalla legge ordinaria. Per esempio l'art. 5 della Pdl stabilisce che almeno 30gg prima delle votazioni devono essere notificate ai Comuni le liste degli elettori che hanno optato di votare in Italia, dal che si deduce che la forza di quelli che voteranno effettivamente nelle singole ripartizioni estere (residenza elettorale) sarà nota soltanto 30. gg prima delle votazioni, quindi soltanto dopo tale data che si potrà conoscere il numero effettivo degli elettori che non hanno optato, che voteranno nella ripartizione: solo allora si potranno fissare i seggi ed i candidati da assegnare, a meno che, qualcuno non pensi che optanti oltre al rimborso spetti anche doppio diritto elettorale. Ci sarà il tempo necessario per queste operazioni? Chi conosce le realtà di altri paesi sa che esistono serie limitazioni nei servizi postali, nelle comunicazioni e che l'organico dei nostri consolati è molto ridotto.

Una disposizione, quella dell'art 5, in contrasto con il comma c) dell' art. 8 che stabilisce che le liste dei candidati devono essere presentate alla cancelleria della Corte di appello di Roma, entro il 34 e 35 esimo giorno antecedente le votazioni.

E dulcis in fundo l'art. 6 che stabilisce che i seggi vengono assegnati secondo il numero dei cittadini residenti iscritti all'anagrafe unica, indipendentemente da quanti di questi avranno optato di votare in una latro collegio o in un altra circoscrizione. (Vitaliano Vita-Pagine/Inform)


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