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INFORM - N. 216 - 13 novembre 2001

Conclusa a Berlino la Conferenza "Regioni e comunità italiana in Germania". Zoratto intervista il Consigliere Romano dell'Ambasciata d'Italia

BERLINO - Sabato 10 novembre si è conclusa a Berlino la Conferenza " Regioni e Comunità italiane in Germania. Nuove sinergie e prospettive per l’Europa dei cittadini". L’iniziativa – ideata ed organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Berlino - ha registrato l’adesione di 15 Assessorati regionali competenti per le tematiche oggetto dei lavori, Rappresentanti delle istituzioni tedesche – federali e dei Laender -, delle forze vive della comunità italiana in Germania e del mondo accademico, italiano e tedesco.

Bruno Zoratto - direttore di "Oltreconfine" ed esponente del CGIE - ha rivolto alcune domande al Consigliere dell’Ambasciata a Berlino, Fabrizio Romano.

D- Quali risultati ha permesso di conseguire la Conferenza di Berlino?

R. Credo che si debbano registrare due livelli di risultato. In primo luogo, sul piano concreto e operativo. E’ stata infatti prospettata l’ istituzione di un organo di coordinamento tra l’azione del Ministero degli Affari Esteri, di quello degli Italiani nel Mondo e degli Assessorati delle Regioni competenti per i rapporti con i corregionali nei Paesi dell’Unione Europea. L’articolazione delle funzioni di tale organo potrà essere discussa in occasione della Conferenza Stato, Regioni, Province Autonome e CGIE che si terrà a marzo, e di cui la nostra iniziativa mi auguro costituisca una utile premessa. Il Direttore Generale per gli Italiani all’estero, Ministro Marsili, ha assicurato la disponibilità a dare il necessario seguito operativo. E’ già stato poi prefigurato che tale organo potrà ispirare la propria azione ad una serie Piani di sviluppo regionali che i predetti Assessorati potranno impostare in relazione alle aspettative e le esigenze dei propri corregionali all’estero. Due novità, quindi. L’organo di coordinamento e i Piani di sviluppo regionali. Ma abbiamo anche considerato l’ opportunità di istituire osservatori tematici sulle tematiche più attuali, nonché di dar vita ad un Fondo Stato/Regioni per il perseguimento di politiche a favore delle comunità. Abbiamo poi discusso di revisione ed attualizzazione del sistema delle Consulte Regionali e posto le basi per nuove partnership tra Regioni e Laender per progetti finanziati con fondi comunitari. Si sono infine auspicati nuovi, più diretti contatti fra Regioni ed Uffici Consolari.

D- E sul secondo livello?

R- Sul secondo livello – siamo qui su un piano più propriamente politico – il risultato più notevole è che alla Conferenza abbiano aderito molte Regioni ed abbiano sottolineato chiaramente che di un simile incontro se ne sentiva il bisogno. Per coordinare meglio le loro iniziative verso i corregionali, anzi, verso i connazionali: più di una volta è stato sostenuto che le misure di intervento delle Regioni andrebbero, in prospettiva, finalizzate al beneficio, oltre che delle comunità originarie dalle Regioni stesse, anche di tutta la comunità italiana. Comunità di cittadini europei in un’Europa comune. Quello dell’Europa è stato, peraltro, il denominatore comune di tutti gli interventi e del dibattito.

D- Ci sono altre osservazioni sui contenuti dei lavori?

R- Al di là dei risultati che ho citato, a Berlino sono state evocate ed analizzate le principali problematiche della nostra comunità. Lo sforzo dell’Ambasciata – in coordinamento con la DGIT - è stato di presentare tali problematiche agli Assessorati da una serie di ottiche diverse, articolate e complementari fra loro. Intendo l’ottica delle Istituzioni tedesche, come il Ministero degli Esteri e quello federale del Lavoro, o dei Ministeri competenti di alcuni Laender. Quella della Commissione Europea. Quella degli operatori quali insegnanti, rappresentanti di Patronati, sindacati, enti di formazione. Quella dei rappresentanti istituzionali della comunità, Comites e CGIE. Quella dei Consoli d’Italia, che hanno riferito della loro esperienza quotidiana di collaborazione con le Regioni. Quella degli esperti. E, non ultima, quella del modo accademico. I lavori sono stati introdotti dal Professor Gian Enrico Rusconi, politologo di fama che non ha bisogno di presentazioni, e completati da interventi di esponenti delle Università Humboldt, Freie e Bocconi.

D- Lei è soddisfatto di come sia andata la Conferenza?

R- A parte il fatto che tutto è perfettibile e che ben verranno le critiche ed i suggerimenti ispirati alla costruttività, credo che se lo scopo dell’iniziativa – al di là dei risultati che ho citato, e che non erano per nulla scontati- era quello di discutere insieme tematiche di interesse della comunità e progettare sinergie , tale scopo è stato in buona parte raggiunto. Ritengo che questa esperienza, questo "braistorming" al quale abbiamo stimolato interlocutori molto eterogenei fra loro, possa essere di qualche utilità per futuri appuntamenti. Spero che abbia contribuito a rafforzare nei partecipanti la convinzione che le azioni a beneficio dei connazionali, per raggiungere nel modo migliore i propri obbiettivi, debbano contare su uno spirito di collaborazione e di sinergia. Fermo restando, naturalmente, il rispetto delle competenze e delle autonomie di ciascuno.

D- L’Ambasciata a Berlino ha in mente altre iniziative di questo genere?

R- Abbiamo un tavolo di lavoro allargato sulle espulsioni e sul diniego dei permessi si soggiorno previsto per l’inizio dell’anno. Poi vorremmo organizzare una seconda edizione della Conferenza degli italiani eletti negli organismi politici tedeschi, oltre che di quella appena conclusa. E’ in fase di studio, infine, il progetto di un convegno sulle prospettive delle attuali forme di rappresentanza dei connazionali in vista dell’approvazione del voto all’estero. (Inform)

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