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INFORM - N. 216 - 13 novembre 2001

Tremaglia: "Se si cambia l'articolo 8 della legge sul voto all'estero mi dimetto da ministro"

ROMA - "Voi capite che cosa vuol dire per me la battaglia sul voto degli italiani all'estero, che avrà un suo finale nella giornata di domani. Attraverso la politica dell'intesa siamo riusciti a fare due riforme costituzionali: istituire la Circoscrizione Estero e stabilire il numero dei deputati e senatori in rappresentanza delle comunità italiane nel mondo. Qualcuno vuol fare qualche scherzo all'ultimo minuto. Io mi batterò come vuole il Consiglio generale degli italiani all'estero. Spero che la giornata di domani sia una giornata favorevole, se non lo fosse ho finito la mia carriera di ministro. Perché sono una persona seria e per i principi e per i valori io mi batto fino in fondo".

Sono - testuali - le parole con cui il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, ha concluso il suo intervento alla conferenza stampa indetta dalla Migrantes per la presentazione della Giornata Nazionale delle Migrazioni.

Il riferimento di Tremaglia è all'articolo 8 della proposta di "legge ordinaria" nel quale si stabilisce - secondo il testo approvato dalla Commissione Affari Costituzionali - che i candidati in ciascuna delle ripartizioni in cui è suddivisa la Circoscrizione Estero debbano essere residenti ed elettori nell'area geografica corrispondente alla ripartizione. Una limitazione che un movimento trasversale agli schieramenti di maggioranza e di opposizione vorrebbe eliminare, avanzando dubbi di legittimità costituzionale per dare la possibilità a tutti i cittadini, in sostanza ai residenti in Italia, di essere candidati nella Circoscrizione Estero (Inform)


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