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INFORM - N. 215 - 12 novembre 2001

Finanziaria: il parere del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero

Il Segretario Generale del CGIE Franco Narducci scrive a Berlusconi, Pera e Casini

ROMA - "Ancora una volta dobbiamo lamentare il mancato coinvolgimento del CGIE durante il processo di formazione delle proposte confluite nella Legge Finanziaria"

L’articolo 3 della legge istitutiva del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero stabilisce che il CGIE è chiamato ad esprimere pareri obbligatori sulle proposte del Governo che abbiano interesse per le comunità italiane all’estero. Eppure "ancora una volta – ha rilevato il Segretario Generale del CGIE, Franco Narducci, in una lettera inviata al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Camera e Senato – dobbiamo lamentare il mancato coinvolgimento del CGIE durante il processo di formazione delle proposte confluite nella Legge Finanziaria. Riteniamo, infatti, che l’acquisizione del nostro parere durante la predetta fase contribuirebbe notevolmente a collocare nella giusta dimensione le richieste di natura Finanziaria provenienti dalle comunità italiane all’estero e, conseguentemente, a valutarle disponendo di elementi che richiamano, per esempio, l’enorme apporto economico conferito alla bilancia commerciale italiana dei connazionali all’estero". Un apporto che, sottolinea Narducci, dovrebbe incoraggiare il Governo ad una più puntuale attenzione in sede di Legge di Bilancio per valorizzare maggiormente l’influenza economica e culturale dell’Altra Italia.

Narducci è poi entrato nel merito di ogni singolo capitolo di interesse delle nostre comunità, a cominciare dal Capitolo 3081 riguardante le spese per le elezioni dei Comites pari a 10 miliardi. Cifra che, secondo il parere del CGIE, risulterebbe inadeguata qualora il Parlamento non accogliesse la richiesta di rinviare le elezioni al 2003.

Parere favorevole allo stanziamento di 6,5 miliardi da destinare al "controllo e gestione dei dati per l’attuazione del censimento e dell’anagrafe dei residenti all’estero" (cap. 3092).

Considerato il ruolo strategico della diffusione e della lingua italiana nel mondo, il CGIE - ha sottolineato Narducci nella lettera - ha già evidenziato le difficoltà create dalla soppressione del cofinanziamento del Fondo Sociale Europeo venuto a mancare nel 1999. Da allora, nonostante le pressioni del CGIE per riportare la cifra stanziata nel capitolo 3153 a 57 miliardi, sia la Finanziaria dello scorso anno (44 miliardi), sia l’attuale (45 miliardi), non hanno adeguato la cifra.

"Supponiamo – ha scritto Narducci – che il Governo intenda far fronte alla documentata insufficienza del finanziamento previsto, intervenendo ancora una volta in sede di assestamento del bilancio". Una prassi, però, che il CGIE disapprova in quanto dilata a dismisura le lungaggini che contraddistinguono l’accredito delle risorse finanziare agli Enti gestori e provoca interessi bancari passivi indecorosi. "Le ripercussioni negative per gli interventi scolastici – sottolinea il CGIE - contrastano con le affermazioni sul valore prioritario della difesa della Lingua e della Cultura italiana fatte dai rappresentanti delle forze politiche in ogni sede, non da ultimo nella Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo". Parere negativo, quindi, su tale proposta. Il CGIE "chiede che lo stanziamento sia portato a 56 miliardi, come richiesto dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie".

Insufficienti anche le risorse destinate al capitolo 3122 sempre riguardanti gli interventi culturali-informativi. Il CGIE, oltre ad esprimere un parere negativo, ripropone quindi la richiesta di portare a 5,450 miliardi la dotazione di tale capitolo.

"Soddisfazione", invece, per lo stanziamento previsto per il capitolo 3121 relativo alle spese per la tutela e l’assistenza dei connazionali all’estero. La cifra destinata a tali interventi è pari a 26 miliardi, cifra che non ha subito riduzioni rispetto allo scorso anno anche in considerazione del peggioramento delle condizioni economiche che ha investito i Paesi dell’America del Sud.

In riferimento al contributo al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (cap. 3131), "si prende atto – ha aggiunto Narducci – dell’accoglimento della richiesta fatta dal CGIE che, dovendo farsi carico con il proprio bilancio dell’organizzazione della Conferenza Stato, Regioni, Province autonome, CGIE, aveva chiesto di aumentare a 4,9 miliardi lo stanziamento su questo capitolo". Parere favorevole anche sul contributo previsto dalla Finanziaria per il capitolo 3103 destinato agli enti ed associazioni per l’assistenza delle collettività italiane all’estero.

In riferimento ai capitoli sullo stanziamento dei Comites, il CGIE esprime per tutte le aree parere negativo. "Prima di entrare nel merito delle singole proposte – ha concluso Narducci – desideriamo denunciare ancora una volta l’assoluta insufficienza delle risorse destinate a questi importanti organismi di rappresentanza democratica. L’inadeguatezza delle risorse finanziarie, i ritardi spaventosi e inaccettabili con cui i competenti Ministeri procedono all’espletamento dei passaggi amministrativi richiesti e all’accreditamento dei contributi, hanno creato un profondo scoramento nei concittadini che a livello di volontariato e con grande passione avevano messo a disposizione le proprie energie e risorse intellettuali. In una fase di forte transizione culturale e generazionale, vi è un assoluto bisogno di tenere alto il senso di comunità, di aggregazione, di appartenenza, di progettualità. Valori che i Comites, insieme a quella ricchezza inestimabile costituita dalla rete associazionistica italiana nel mondo, sono chiamati a difendere e propagare, disponendo però di strumenti adeguati". (Inform)


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