* INFORM *

INFORM - N. 215 - 12 novembre 2001

Voto all'estero - In attesa del voto della Camera sull'articolo 8 da Ds e Ppi l'invito a non modificare il testo della Commissione

ROMA - Alle preoccupazioni del CGIE sull'andamento del dibattito alla Camera sulla legge ordinaria che dovrà rendere operative le modifiche costituzionali sull'esercizio all'estero del diritto di voto - espresse dal segretario generale Franco Narducci in una lettera al ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia - sono seguite altre prese di posizione a favore di una rappresentanza parlamentare diretta delle comunità italiane all'estero basata sul requisito della residenza.

Si chiede in sostanza ai parlamentari di lasciare immutato l'articolo 8 del provvedimento, nel testo approvato della Commissione Affari Costituzionali, stabilendo quindi che i candidati in ciascuna delle ripartizioni in cui è suddivisa la Circoscrizione Estero debbano essere residenti ed elettori nell'area geografica corrispondente alla ripartizione. Dubbi sulla legittimità di questa disposizione sono stati espressi, in particolare, dall'on. Boato e dall'on. Intini, che hanno presentato degli emendamenti, nonostante il parere favorevole al testo della Commissione di alcuni illustri costituzionalisti. Analoghi emendamenti sono stati presentati dal PRC.

In attesa del voto dell'Aula di Montecitorio sull'articolo 8, sollecitazioni a respingere gli emendamenti sono venute dai DS - in una dichiarazione firmata congiuntamente da Norberto Lombardi, responsabile per gli italiani all'estero della direzione del partito, e da Elio Carozza, segretario dell’Unione dei DS in Europa - e dal PPI, in una dichiarazione che il responsabile del dipartimento Esteri Aldo De Matteo ha fatto pervenire a ciascun parlamentare della Margherita, alla Camera e al Senato. (Inform)

Di seguito, l'articolo 8 e relativi emendamenti, la dichiarazioni di De Matteo e quella di Carozza e Lombardi


Vai a: