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INFORM - N. 212 - 7 novembre 2001

Celebrato l’anniversario dell’AIE

Ribaditi gli obiettivi futuri: rinnovato impegno verso i giovani e un maggiore coinvolgimento delle delegazioni estere

FIRENZE - L’AIE, Associazione Italiani all’Estero, ha celebrato lo scorso 4 novembre, con qualche giorno di anticipo, la ricorrenza della sua costituzione. L’Associazione è infatti nata a Firenze il 9 novembre del 1988 quale naturale evoluzione dell’AILE (Associazione Italiana Lavoratori all’Estero, costituita nel 1979 su iniziativa di Franco Santellocco, che attualmente rappresenta nel CGIE le comunità italiane residenti nell'Africa del Nord.

Nello scenario del Castello della Rocca di Vernio si sono riuniti il direttivo e i soci onorari dell’associazione. Nei vari interventi i dirigenti dell’AIE hanno ripercorso i passi più significativi delle attività dell’associazione e soprattutto focalizzato gli obiettivi futuri. Tra questi, un coinvolgimento maggiore e diretto delle delegazioni estere e una più ampia autonomia in conformità con i dettami dello Statuto. Il tutto con l’obiettivo prioritario di portare avanti azioni sempre più significative e in sintonia con l’evoluzione e le esigenze delle nostre comunità all’estero.

Ad esempio, accanto ad una più adeguata attenzione alla cosiddetta nuova emigrazione e all’emigrazione cantieristica, l’AIE si è sempre contraddistinta per le attività indirizzate alle fasce più deboli della comunità italiana, mentre per le nuove generazioni ha concretizzato interventi mirati nel campo della formazione professionale.

Un’associazione proiettata quindi al futuro ma senza dimenticare quelle che sono le necessità ancora insolute, all’insegna della solidarietà che soprattutto all’estero è ancora forte.

Santellocco, presidente esecutivo dell'AIE (è anche presidente della V Commissione del CGIE e del Comites di Algeri), ha rinnovato ai membri del comitato direttivo ed ai soci i ringraziamenti per quanto, grazie al loro impegno, l'AIE è riuscita a realizzare in questi anni.

L’AIE ha rivolto le sue azioni non solo alla presenza italiana, ma anche alla comunità locale : molte infatti le iniziative portate avanti con successo dall’associazione, in collaborazione con prestigiosi organismi internazionali, che hanno contribuito a salvare preziose vite di adolescenti, in questo caso dell’Africa del Nord e non solo, affetti da gravi malformazioni cardiache.

"Dona la gioia di vivere ad un bimbo" era infatti chiamato il programma grazie al quale decine di bambini hanno potuto ricevere le migliori cure presso l’Ospedale "Pasquinucci" di Massa, e tornare ad una vita, ad un futuro normale.

Così come quello, appena entrato nella fase esecutiva, che vede protagonisti 66 giovani studenti sempre dell’area nordafricana e dell’Eritrea, impegnati nella scuola multietnica del "Progetto Mediterraneo" (Istituto Tecnico Agrario di Alanno-Cepagatti, e annesso Convitto). Borse di studio per 3 o 5 anni, secondo il percorso. Per questi studenti non c’è spazio per la tristezza; lezioni al mattino e un’infinità di occasioni per conoscersi e divertirsi nel tempo libero. Ognuno con i propri interessi e la propria fede religiosa : musulmani e cattolici. Dentro e fuori la scuola.

Fatti concreti, dunque, che pongono l’AIE in una posizione certamente all’avanguardia nel mondo dell’associazionismo italiano all’estero. Non è un caso, ad esempio, che per celebrare i primi dieci anni di attività, il Comune di Reggio Emilia, grazie alla sensibilità e lungimiranza del Sindaco Antonella Spaggiari, abbia messo eccezionalmente a disposizione la prestigiosa Sala del Tricolore: la stessa Sala che il 7 gennaio 1797 vide nascere il vessillo della nostra Patria.

La "sponda sud" del Mediterraneo ospiterà, nel secondo semestre del prossimo anno, un Convegno dell’AIE centrato su temi della "solidarietà" e "costruttiva collaborazione" nella diversità. (Inform)


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