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INFORM - N. 211 - 6 novembre 2001

Una dichiarazione del Presidente nazionale delle ACLI Luigi Bobba

Sospendere i bombardamenti e impiegare l’esercito per realizzare corridoi per gli aiuti umanitari

ROMA - "La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi". Ora che il Parlamento è chiamato a decidere l’impiego delle Forze Armate italiane in Afghanistan, le parole del barone Von Clausewitz obbligano a domandarsi quale sia l’obiettivo dell’intervento anglo-americano e come l’ltalia possa contribuire a conseguirlo.

Lo ha affermato il Presidente nazionale della ACLI Luigi Bobba, secondo il quale se l’obiettivo è la cattura di Bin Laden e della rotte terroristica di cui è a capo, la scelta del mezzi finora impiegati sembra inappropriata, sproporzionata ed inefficace.

Se invece si vuole rovesciare il regime dei Taliban, bisognerebbe capire con quale altro governo sostituirlo. E oggi l’impasse dell’azione militare deriva proprio dall’assenza di chiarezza sulla prospettiva.

Le ACLI, dopo l’11 settembre, hanno detto con chiarezza che la lotta al terrorismo non poteva escludere anche l’uso della forza, purché avvenisse sotto l’egida dell’ONU e in modo circoscritto e proporzionato cosi da non provocare morte e terrore fra tanti civili inermi.

C’è perlomeno da dubit are - prosegue il Presidente delle ACLI - che questo mese di interventi, benché autorizzati dal Consiglio di sicurezza dell’ONU, possa essere ricompreso sotto questa tipologia di uso della forza. Per di più, se c’è una carenza dell’azione intrapresa, non è di quantità di potenziale bellico disponibile, ma d’intelligenza e chiarezza politica. Forse a questo dovrebbero prestare particolare attenzione i parlamentari!

E, se il Paese vuole fare giustamente la sua parte con gli alleati nella lotta al terrorismo, perché l’Italia non sostiene la richiesta del Segretario Generale dell’Onu, di sospendere i bombardamenti mettendo allo stesso tempo a disposizione il nostro esercito per realizzare corridoi per gli aiuti umanitari da far giungere alle centinaia di migliaia di civili afgani costretti ad abbandonare tutto in un’improbabile salvezza?

Ne guadagnerebbe sicuramente il prestigio dell’Italia. E soprattutto - con clude Bobba - faremmo la nostra parte per salvare migliaia di vite umane evitando che il prezzo della lotte al terrorismo sia una vera o propria catastrofe umanitaria. (Inform)


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