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INFORM - N. 211 - 6 novembre 2001

23° Convegno-Incontro delle Associazioni Venete in Svizzera con i rappresentanti politici della Regione Veneto: il comunicato del CAVES

EMMENBRÜCKE - Il Comitato delle Associazioni Venete in Svizzera riunitosi il 27-28 ottobre a Basilea, alla presenza di un centinaio di delegati delle 63 Associazioni di veneti operanti in Svizzera, ha celebrato il 23° Convegno-Incontro con i rappresentanti socio-politici della Regione d'origine.

Presenti l’Assessore regionale ai flussi migratori, dott. Raffaele Zanon, il Console generale d’Italia a Basilea, dott. Antonio Mescolini, i rappresentanti delle Associazioni per i veneti all’estero operanti in Regione e segnatamente il prof. Gioacchino Bratti per i Bellunesi, Loris Andrioli per 1’Ulev e il cav. Luigi Frigo per i Vicentini nel Mondo. Hanno inviato messaggi di partecipazione e solidarietà i sodalizi dei Padovani, Trevisani e il Gruppo consiliare regionale "Insieme per il Veneto". Assenti i rappresentati delle altre associazioni di categoria come pure le Amministrazioni Provinciali e gli altri Gruppi consiliari.

I lavori

La sera del 27 un folto pubblico ha seguito con profondo interesse una tavola rotonda, moderata da padre Giovanni Graziano Tassello del CSERPE di Basilea, che ha visto noti studiosi e rappresentanti del mondo migratorio riflettere e prendere posizione sui temi concernenti "L’emigrazione e immigrazione nella realtà del Nordest d’Italia".

Ospite di spicco il prof. Ulderico Bernardi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e noto pubblicista, assieme a Franco Narducci segretario generale del CGIE, Loris Andrioli dell’ULEV.

L’asserzione dell’Assessore regionale dott. Zanon che ha definito l’incontro del CAVES come una "vera e propria pro conferenza continentale in preparazione dell’Assise europea della Regione del Veneto, prevista per i primi del 2002 a Berlino", ha reso giustizia all’impegno sostenuto dal CAVES nella preparazione a questo importante incontro del sodalizio, che raggruppa 63 associazioni venete in Svizzera, con i rappresentanti della Regione.

Le tendenze razziste in patria e in terra di emigrazione, la memoria storica del veneti nel mondo, i diritti-doveri dove il cittadino italiano - e veneto - opera e vive, l’attenzione e la cura che le Istituzioni sono chiamate a rivolgere verse le proprie comunità sparse nel mondo come pure verso gli immigrati in Italia, la lingua e la cultura a due uscite; sane queste solo una parte degli importanti temi toccati durante i lavori.

Le richieste del CAVES alla Regione del Veneto

Sono state formulate o ribadite alcune precise richieste nei confronti della Regione: la stesura del nuovo statuto regionale, la revisione della Legge Regionale n. 25 del 1995 e l’importanza della Conferenza Stato - Regioni - Provincie autonome - Cgie prevista per il mese di marzo 2002. La discrepanza alla quale è ancor sempre sottoposto l’italiano all’estero a seconda della regione di provenienza, detta l’importanza della parità di trattamento, di diritti e di doveri verso le Istituzioni regionali ivi compreso il diritto di voto regionale. L’impegno finanziario del Veneto verso i propri cittadini sparsi nel mondo dovrebbe essere almeno paragonabile a quello di regioni meno ricche e con un minor numero di propri corregionali nel mondo.

Il contesto verso lo Stato

Di riflesso i delegati del CAVES hanno preso atto della politica attualmente praticata nei loro confronti da parte della Stato italiano, politica seminata di luci ed ombre. La dirittura d’arrivo della Legislazione sul voto all’estero, la convocazione della Conferenza Stato – Regioni - Provincie autonome - Cgie per il marzo venturo; sono queste le luci più significative. Esse si confondono con "ombre" preoccupanti quali: la ristrutturazione della rete consolare, il trasferimento dei contributi pensionistici all’INPS, la diffusione e l’insegnamento della cultura e lingua italiana - specialmente verso le ultime generazioni – ed i necessari urgenti emendamenti della finanziaria 2002; per citarne le più importanti.

Motivo di moderato ottimismo e speranza - a detta del presidente Luciano Lodi - è posto nella persona di Mirko Tremaglia e del suo ripristinato dicastero per gli Italiani nel mondo, al quale va il nostro sincero plauso e augurio.

Attività associazionistiche nel Veneto

Nel campo delle attività in Regione e con la corresponsabilità del Dipartimento per i flussi migratori, i delegati del CAVES hanno inoltre manifestato le loro dissenso nei confronti della proliferazione ad hoc di strutture del tutto prive - o perlomeno carenti - di una base di affiliati che vivono all’estero. L’esempio profuso dal CAVES - ha aggiunto l’Assessore Zanon - è da emulare ed esso rappresenta una delle poche realtà in tutto il mondo, di coesione pratica e di unitarietà rispettosa delle singole autonomie e identità.

La Tavola Rotonda del sabato sera aveva fornito spunti assai interessanti di approfondimento su temi quali il razzismo, 1’intercultura, le sfide della Terza Età, suggerendo nuove piste di coinvolgimento per gli affiliati alle associazioni aderenti al CAVES. Esse saranno certamente oggetto di divulgazione a approfondimento in separata sede.

La replica dell’Assessore dott. Raffaele Zanon.

Dopo aver ricordato quanto la Regione ha fatto e quanto personalmente ha "ereditato" dalla passata legislatura, l’Assessore ha risposto toccando per sommi capi quanto emerso durante i lavori. Egli ha sottolineato l’ottimo rapporto esistente con l’on. Tremaglia e l’identità con le sue vedute. Ha inoltre ricordato - tra l’altro - il Piano triennale ragionale in materia che prevede un investimento pari a quindici miliardi di lire. Sull’integrazione egli assicura che la Giunta vede il fenomeno imparando dalla storia e con la stessa dignità. Il dott. Zanon ha annunciato altresì un nuovo disegno di Legge della Giunta entro il 2002, ritenendo l’attuale Legge (n. 25) superata e la proposta "Trento" riduttiva. (Inform)


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