* INFORM *

INFORM - N. 203 - 25 ottobre 2001

Esuli istriani - Lettera del ministro Tremaglia al direttore dell’Unità: I ministri di AN non hanno tradito. Continuiamo a chiedere giustizia

ROMA - Il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, ha inviato al direttore del quotidiano "L'Unità", Furio Colombo, la seguente lettera:

Caro Direttore,

chiedo ospitalità sulle pagine del più importante quotidiano politico d’opposizione, per correggere informazioni errate apparse sull’Unità di ieri che mi costringono a rivolgermi a Te per fornire ai Tuoi lettori la vera verità.

Mi riferisco al servizio da New York, firmato da Riccardo Chioni ed intitolato "Fini ha mollato gli istriani per un pugno di lire", nel quale si riportano le considerazioni dell’avvocato Giovanni De Pierro, presidente di Alleanza italiana Istria-Fiume-Dalmazia.

Si tratta di un grave atto d’accusa nei confronti del Governo italiano, ma in particolare contro il Vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, e contro il Ministro per gli italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, presunti colpevoli di avere rinunciato all’ormai pluridecennale battaglia per la restituzione dei beni abbandonati dagli esuli istriani, fiumani e dalmati nei tragici anni del dopoguerra, quando oltre trecentocinquantamila persone furono costrette a lasciare la loro terra occupata dalle bande di Tito.

Nulla di più falso, perché proprio Fini e Tremaglia si sono allertati e sono intervenuti in tutte le sedi istituzionali al sentire ipotesi di accordi che prevedessero soltanto gli indennizzi italiani a quegli esuli. E’ stato proprio Tremaglia a ricordare che la Slovenia non ha mai sottoscritto l’accordo sulla tutela delle minoranze neanche dopo che il Parlamento italiano a varato la legge di tutela della minoranza slovena.

Sono convinto che l’avvocato De Pierro sia mal informato e comprendo il suo stato d’animo amareggiato, solo che fosse vero che i Ministri di AN hanno tradito.

Ma non c’è stato tradimento alcuno e nessuno ha svenduto la battaglia per il riconoscimento del diritto degli esuli a riottenere i loro beni. In Slovenia la cosiddetta denazionalizzazione ha favorito soltanto i cittadini che all’epoca della nazionalizzazione avevano cittadinanza jugoslava. Anche questo abbiamo più volte denunciato e continueremo a chiedere equità e giustizia, come lo faremo con la Croazia ben consci come siamo che diritto alla restituzione è ben altra cosa che diritto all’indennizzo.

Sappiamo bene che il prezzo più duro per la guerra è stato pagato dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia ed è per tutti quegli italiani che abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere giustizia.

Dobbiamo però ricordare all’avvocato De Pierro che il discorso degli indennizzi è stato portato avanti per troppi anni proprio dai governi di centrosinistra che continuavano a ripeterci che politicamente non è possibile insistere sul riconoscimento del diritto alla restituzione. Noi quel discorso lo abbiamo sempre rifiutato e non siamo disponibili ad accettarlo ora.

Un tanto per amore della verità, caro Direttore, Te lo dovevo e Ti ringrazio in anticipo per la pubblicazione sulle pagine del Tuo giornale. Un cordiale saluto. (On. Mirko Tremaglia)

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Questo l'articolo apparso su "L'Unità" che ha determinato la lettera del ministro Tremaglia:

L’Unità, 24 ottobre 2001

Il Governo si accorda con la Croazia per un indennizzo sui beni degli esuli. I rappresentanti in Usa: "Per anni ci hanno preso in giro. Verremo a Roma a manifestare". Fini ha "mollato" gli istriani per un pugno di lire

New York – "Stiamo per essere venduti per una manciata di soldi, in barba alle solenni promesse" sbotta Giovanni De Pierro, presidente di Alleanza italiana Istria-Fiume-Dalmazia, l’organizzazione che esercita attività di lobbing a favore dei profughi, oggi sul piede di guerra. Le avvisaglie dell’inganno – aggiunge – erano già palpabili all’indomani della visita del ministro degli Esteri Renato Ruggiero a Lubiana lo scorso settembre.

Stando alle dichiarazioni di Ruggiero i "problemi aperti tra i due Paesi sono in via di risoluzione" e i profughi potranno se lo vorranno, ricomprarsi i propri beni, una volta che la Croazia avrà aperto il proprio mercato immobiliare, come ha assicurato di voler fare. Ma la proposta croata – tuttavia – rimane al momento solo un’ipotesi.

"Stiamo andando al contrario di quanto era stato promesso da esponenti della Casa delle Libertà, da Alleanza Nazionale in testa, per bocca di Gianfranco Fini e Mirko Tremaglia. Hanno sempre detto che non avrebbero mai rinunciato alla restituzione dei beni. Negli Usa, prima delle elezioni, Enrico La Loggia aveva mostrato una posizione chiarissima: il prossimo governo avrebbe ripreso il cammino intrapreso nel ’94, per quanto riguarda la restituzione dei beni. Berlusconi lo aveva ribadito, così come tanti altri esponenti di An e di Forza Italia, in particolare. Invece, adesso ci troviamo nella situazione contraria e cioè che questo governo punta all’indennizzo e questo chiaramente è un inganno ed è l’ultimo atto del tradimento contro gli esuli istriani dell’Istria, Fiume e Dalmazia. Ma ciò che stupisce di più i profughi è il fatto che sia il governo di centro-destra a comportarsi peggio di tutti i precedenti di centro-sinistra, dal ’92 in poi, da quando s’erano riaffacciate le speranze per gli esuli".

Per quanto riguarda l’argomento che sta più a cuore agli esuli, vale a dire i beni abbandonati, il capo della Farnesina ha parlato di una questione che "si risolve nei rapporti italo-italiani", un gioco di parole che per gli esuli significa delusione e oltraggio.

"Ora si capisce che An e Fi non hanno fatto altro se non promesse a fini elettorali. All’elettorato degli esuli che ha una forte presenza a Trieste, Gorizia, Monfalcone, Udine e in tutto il Veneto aveva promesso una risoluzione ragionata del contenzioso, invece adesso constatiamo che proprio questo governo si accinge a prelevare i soldi che nessun altro governo di centro-sinistra si è mai azzardato a toccare. Oggi, i cosiddetti difensori dei valori nazionali, stanno per chiudere una volta per tutte la questione, sbeffeggiando gli esuli, prelevando i soldi dei governi croato e sloveno, chiudendo per sempre qualsiasi possibilità di restituzione".

Zagabria ha dichiarato di voler assolvere alla sua parte del debito con l’Italia. Si tratta di 110 milioni di dollari che la ex Jugoslavia si era impegnata a pagare con il trattato di Osimo. Ereditati da Slovenia (65 milioni) e Croazia (45) che Lubiana ha quasi interamente versato su un conto lussemburghese. Ruggiero avrebbe affermato che parlare di restituzione dei beni è difficile aldilà di qualche gesto simbolico. Le reazioni delle comunità di fiumani-istriani-dalmati sparse per il mondo fanno eco a quelle degli esuli in terra d’America. "Siamo in stretta sintonia. La gente credeva che questo governo sarebbe passato dalle parole ai fatti, ma adesso si capisce che obbligheranno gli esuli ad un esilio perpetuo".

Avendo già assaporato l’amaro del tradimento il mese scorso, in concerto con le federazioni italiane e quelle dei profughi sparse nel mondo, gli esuli hanno deciso di passare al contrattacco.

"Abbiamo in cantiere manifestazioni di protesta davanti alle sedi diplomatiche in Usa e Canada contro questo governo truffaldino e traditore. Non soltanto nei confronti degli esuli, ma della giustizia e della patria. Nonostante la drammatica situazione qui negli Usa, non possiamo permettere al governo di utilizzare la tragedia per tradire gli esuli giuliani-dalmati, come hanno fatto nel ’49, nel ’54, con gli accordi romani dell’83 e con il trattato di Osimo nell’85, sempre con accordi sottobanco e presentando il piatto una volta già preparato. Questa volta, però, sbagliano di grosso".

L’avvocato De Pierro spera che il messaggio arrivi forte e chiaro al presidente del Consiglio. "Berlusconi deve capire che gli esuli non sono soltanto in Italia, ma sono sparsi in tutto il mondo e che stanno per partire le proteste, che si eserciterà sempre più pressione a livello di lobbyng presso i rappresentanti politici eletti nei Paesi in cui si trovano. Diremo una volta per tutte chi ha fatto promesse, chi ha mentito, chi ha tradito. Nessuno avrà più la possibilità di nascondersi. A Fini e Berlusconi voglio dire che se porteranno a termine il tradimento approntato da Ruggiero, non soltanto da ora inizieremo proteste negli Usa, ma stiamo già preparando una grandiosa manifestazione a Roma quando si appresteranno a scrivere l’ultimo atto di questo tradimento al parlamento italiano".

Da uno studio è risultato che con i 110 milioni stanziati per l’indennizzo non si pagherebbero neppure i beni di quei pochi esuli cacciati dalla striscia dei Colli di Muggia. "Secondo calcoli attendibili i beni degli esuli – stando a valori reali – superano i 15 mila miliardi di lire perché stiamo parlando dell’intera Istria, Fiume, delle isole del Quarnaro e della città di Zara, oltre alla valle dell’Isonzo. Parliamo di un’area che copriva oltre 8 mila chilometri quadrati, stiamo parlando di 350 mila esuli che avevano case, beni, terreni, esercizi commerciali. Quindi, se vogliamo parlare di numeri, citiamo quelli giusti".

Il rappresentante degli esuli di New York rincara la dose. "E’ incredibile che il governo italiano dica: esuli, nonostante abbiate pagato con altissimo prezzo la vostra italianità, perdendo familiari nelle stragi dopo l’esodo e l’esproprio dei propri beni, in violazione del trattato del ’47 sottoscritto da 21 paesi, accontentatevi e state zitti. Credo che Ruggiero e Fini e Berlusconi dovrebbero sottoporsi ad un corso accelerato di diritto internazionale perché non possono vendere una cosa per l’altra. Questo governo sarà ricordato come quello che ha tradito e reso i profughi, esuli per sempre. Proprio loro che per anni hanno parlato di patria, di valori nazionali, di difendere la dignità degli esuli, adesso con una faccia tosta che non si è mai vista, si stanno preparando per chiudere l’argomento come un’operazione da mano nera". (Riccardo Chion


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