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INFORM - N. 202 - 24 ottobre 2001

A Parma Verdi e Visconti: l'epopea del melodramma, dalla musica al cinema

PARMA - A Palazzo Pigorini di Parma, dal 24 Novembre 2001 al 13 Gennaio 2002, una mostra sul grande regista di Ludwig e sui suoi rapporti con le opere verdiane. Un autore d'opere liriche entrato da vivo nella leggenda e caro al cuore degli abitanti di tutto il pianeta ed un regista dalla drammaturgia familiar-intimista che ha fatto scuola pur restando nell'aura mitica dell'inimitabilità.

Che cosa hanno in comune Giuseppe Verdi e Luchino Visconti? Il fatto che nella produzione artistica del secondo ha avuto una parte di rilievo quella del primo. Visconti ha prestato la propria opera di regista geniale, di autentico maestro della cinepresa, per realizzare una serie invidiabile di messe in scena verdiane. Il dramma come trait d'union e il genio come mezzo espressivo. Cosa desiderare di più. Era inevitabile che, pur a un secolo di distanza, il sentiero percorso da due caratteri che nella drammaturgia hanno trovato il loro terreno fertile giungesse a un bivio comune.

E così Luchino Visconti si è cimentato per ben tre volte nella direzione della Traviata, due in quella del Don Carlo, ancora due con il Trovatore e poi via con il Macbeth, il Falstaff e il Simon Boccanegra.

Gli Assessorati alla Cultura e alle Celebrazioni Verdiane del Comune di Parma e la Fondazione Monte di Parma, con il coordinamento della Cooperativa Edison, dedicano una mostra al regista e, tramite quest'ultimo, al Maestro dei maestri, Verdi. Anche questo "paso doble" artistico non deve apparire scontato, dal momento che lungo tutto il 2001 Parma celebra non solo il genio del melodramma, ma anche tutto ciò che ha ed ebbe a che fare con il musicista.

Il materiale disponibile è interessante perché consente di guardare all'artista Visconti da diverse angolazioni. La mostra a Palazzo Pigorini (Strada Repubblica 29), che s'intitola: "Viscontiana, il viaggio di Luchino Visconti nel melodramma verdiano", è curata da Caterina D'Amico, una veterana degli eventi espositivi viscontei, e si terrà dal 24 novembre 2001 al 13 gennaio 2002.

Si tratta di una serie piuttosto nutrita di reperti e documenti che testimoniano la produzione operistica del regista: scenografie, documentazioni fotografiche, bozzetti e disegni originali di scena (un passaggio particolarmente interessante, perché ci fa entrare direttamente nell'ottica dell'artista, proprio nel momento in cui immagina, organizza mentalmente e col tratto illustra agli altri la sua visione). Scopriamo che la creatività di Visconti si allarga al suggerimento dei costumi di scena, agli accessori, celebri per qualche sera e poi malinconicamente dimenticati nei magazzini dei costumisti. Alla documentazione cartacea si affianca quella ipermediatica delle immagini filmate: ecco quindi riprese televisive, con le interviste al personaggio Visconti, dichiarazioni che oggi, dopo la sua scomparsa, hanno il sapore di un testamento artistico; e una retrospettiva cinematografica delle pellicole restaurate, una selezione dei film in cui è evidente quel mutuo rapporto di scambio e interazione tra il suo cinema e il melodramma: "Senso", "Il Gattopardo", "Ludwig", "Morte a Venezia". La mostra ideale per affacciarsi oltre le cortine della genialità. Il catalogo è a cura di Mazzotta Editore (Milano). La mostra resta aperta dal 24 novembre 2001 al 13 gennaio 2002, tutti i giorni dalle ore 10 alle 18 tranne il lunedì. L'ingresso è gratuito. (Inform)


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