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INFORM - N. 202 - 24 ottobre 2001

ACLI-Germania: perché siamo stati presenti alla Marcia della Pace Perugia-Assisi

BERLINO - Tra i 250 mila che domenica 14 ottobre hanno marciato da Perugia ad Assisi c'erano pure 43 aclisti, tra i quali una decina di giovani e un amico curdo, provenienti da 5 Länder della Repubblica federale tedesca.

In luogo dell'usuale convegno d`autunno che ogni anno le ACLI tedesche organizzano per promuovere formazione politica - è detto in un comunicato delle Acli-Germania - si è scelto quest'anno di andare a Perugia per partecipare sabato 13 ottobre alla fase conclusiva dell'Assemblea dell'ONU dei popoli, per cogliere e capire le attese, le ansie, le paure, le speranze, i desideri, le rivendicazioni portate a questo tavolo dai rappresentanti di oltre 150 organizzazioni della società civile che sono attive nella varie nazioni e realtà del mondo, in riferimento alla globalizzazione e alla sua gestione per garantire attraverso una sua democratizzazione anche la globalizzazione dei diritti fondamentali per tutti i cittadini del mondo.

Il 14 ottobre insieme alle centinaia di migliaia di persone che hanno risposto all'iniziativa promossa dal tavolo per la pace abbiamo marciato per la pace . L'obiettivo non era direttamente collegato a quanto è successo in America e a quello che stanno facendo, con noi loro alleati, gli americani nell'Afganistan, anche se non condividiamo e contestiamo fermamente tali azioni di guerra, abbiamo marciato per la pace che è solo frutto di giustizia. Cibo, acqua e lavoro per tutti, era il motto di questa marcia.

Abbiamo manifestato insieme a migliaia di giovani che hanno animato il percorso con i loro motti vivaci pieni di speranza per un modo diverso, in maniera ordinata, serena, con grande convinzione, per esprimere solidarietà ai poveri del mondo che subiscono in maniera impietosa le conseguenze della globalizzazione condotta solo dalle leggi e forze della finanza. Abbiamo camminato insieme a migliaia e migliaia di persone collegate a tante associazioni della società civile, del volontariato, del tempo libero, delle comunità religiose, per protestare contro l'egoistica distribuzione dei beni e delle ricchezze della terra riservate ad una esigua minoranza di cui anche noi facciamo parte.

Abbiamo marciato per prendere coscienza che la convivenza e la pace tra le persone e tra i popoli del mondo passa attraverso l'acqua, il cibo, il lavoro, la salute distribuiti fra tutti. Con la nostra partecipazione abbiamo voluto sottolineare che siamo consapevoli che oltre le migliaia di morti delle torri muoiono anche 27.000 bambini al giorno per colpa della fame, che altre centinaia di miglia di bambini sono sfruttati e lavorano per garantire il nostro benessere, che i milioni di malati di AIDS potrebbero essere curati con gli spiccioli che restano dai nostri interessi bancari, che rimettere il debito ai paesi poveri non porta nessun cataclisma alle finanze degli stati ricchi.

Abbiamo marciato - così termina il comunicato delle Acli di Germania - per prendere coscienza, per esprimere solidarietà, per diventare una critica civile ma continua alle nostre politiche. (Inform)


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