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INFORM - N. 202 - 24 ottobre 2001

Settimana della Magna Grecia a Caracas. Un premio speciale a Mirko Tremaglia

ROMA - Prosegue il viaggio di Magna Grecia fra le comunità d’origine italiana che vivono nel mondo. Questa volta l’Associazione Internazionale Magna Grecia porta la sua "Settimana" di iniziative culturali e di incontri istituzionali in Venezuela, un altro paese del continente sudamericano.

Da lunedì 28 ottobre la quinta edizione della Settimana della Magna Grecia si svolgerà a Caracas, ancora una volta sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana. La manifestazione, che l’Associazione Internazionale Magna Grecia Onlus organizza ogni anno, vuole non solo diffondere nel mondo i valori della cultura sviluppatasi nelle aree degli antichi insediamenti magnogreci, ma anche rinsaldare, nel segno delle radici, i vincoli di cooperazione culturale ed economica fra l’Italia ed i paesi, dove forte è stata l’emigrazione italiana nel secolo passato e dove operano, spesso con risultati straordinari, importanti comunità di origine italiana, quei 60 milioni di italiani, che, come recitava il titolo della prima conferenza di Roma del dicembre 2000, non solo popolano ma "colorano" il mondo.

Dopo gli USA a New York, il Canada a Toronto, l’Argentina a Buenos Aires e l’anno scorso il Brasile a Rio de Janeiro, quest’anno, dunque, è la volta del Venezuela, un paese dove la comunità di origine italiana è assai numerosa ed ha conquistato un ruolo sociale di primo piano. La sua capitale, Caracas, ospiterà per una settimana le manifestazioni dell’Associazione Magna Grecia, che, con il suo presidente Nino Foti, porterà nel paese sudamericano una folta delegazione di uomini di governo e del Parlamento italiano, esponenti del mondo della produzione, del turismo e della cultura italiani, rappresentanti di Regioni ed enti locali, alti dirigenti dell’INPS, per un confronto a 360 gradi con le istituzioni politiche e culturali e con i settori più vitali della vita economica e sociale di quel paese.

Il Venezuela è paese di antica emigrazione dall’Italia. Al pari dell’Argentina e del Brasile, fin dall’800 ha accolto quanti dall’Italia, soprattutto dalle regioni del Mezzogiorno, che sono quelle in cui si è sviluppata la civiltà della Magna Grecia, si sono imbarcati sui vecchi bastimenti ed hanno attraversato l’oceano, alla ricerca di una nuova vita. Le partenze dall’Italia verso il Venezuela si sono intensificate alla fine degli anni 40 e nei primi anni 50, quando migliaia di contadini e braccianti del Sud hanno cercato oltre Atlantico la nuova frontiera per sé e per i propri figli.

L’ultimo censimento informa che sono 140 mila i cittadini con passaporto italiano che vivono in Venezuela e che sono più di un milione quelli di origine italiana su una popolazione di 23 milioni e mezzo di abitanti. Una comunità importante che opera, spesso con successo, in tutti i settori della vita economica e sociale del Venezuela. Una comunità assai apprezzata nel paese, tanto che il governo venezuelano recentemente ha reso obbligatorio nelle scuole del paese l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua dopo lo spagnolo. Ed è il primo paese straniero che ha raccolto un’antica aspirazione delle comunità degli italiani nel mondo per la salvaguardia della lingua d’origine.

Le manifestazioni della Settimana della Magna Grecia si concluderanno con la consegna dei Premi Internazionali Magna Grecia. A Caracas, quest’anno, i premi saranno consegnati al Centro Studi Emigrazione di Roma ed a Giuseppe Giannetto Pace, - i cui genitori emigrarono dalla Sicilia - rettore dell’Università Centrale del Venezuela, la più importante del paese. Un premio speciale verrà conferito al nuovo ministro per gli italiani all’estero Mirko Tremaglia, il parlamentare italiano che più di ogni altro si è battuto per anni per il voto agli italiani che vivono nel mondo e un altro all’orafo artista calabrese Gerardo Sacco. Saranno inoltre consegnati i premi di categoria della Confragricoltura, e della Confartigianato ad altrettanti operatori italo–venezuelani che si sono particolarmente distinti nei loro settori di attività. (Inform)


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