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INFORM - N. 202 - 24 ottobre 2001

Il Ministro Marsili sulla politica culturale e scolastica a favore degli italiani all'estero

Ma nella Finanziaria 2002 gli stanziamenti sono diminuiti: si fa affidamento sul dibattito parlamentare.

ROMA - Alla riunione della Commissione continentale per l'Europa e l'Africa del Nord del CGIE, che si è tenuta a Peterborourgh il 18 e 19 ottobre, il ministro Carlo Marsili, direttore generale per gli Italiani all'estero e le Politiche migratorie del ministero degli Esteri, ha riferito sull'azione condotta dalla direzione generale in tema di politica culturale e scolastica a favore delle comunità italiane nel mondo.

"Voi del CGIE e noi della DGIT, ancora una volta insieme - ha detto Marsili - , abbiamo messo in atto una vera e propria rivoluzione ponendoci come obiettivo irrinunciabile, e ormai prossimo, i Piani Paese. Le schede finali dovranno pervenirci da tutte le Ambasciate entro il 15 dicembre. Potrà quindi successivamente mettersi al lavoro la Commissione mista Amministrazione-CGIE per ogni opportuna valutazione e per i seguiti. Arriveremo così in tempi auspicabilmente ravvicinati a gettare le basi concrete per mettere a punto la nostra politica culturale e scolastica a favore degli italiani all'estero con cadenza triennale".

Il ministro Marsili ha sostenuto l'opportunità di procedere quanto prima alla riforma della legge 153 e alla revisione della ormai obsoleta circolare n. 28, anche per tener conto da un lato delle modifiche intervenute nella legislazione e, dall'altro, del fatto che gli enti gestori operano in realtà locali in cui spesso la normativa di carattere amministrativo-contabile è diversa da quella italiana.

Sulla riforma della legge 153 "abbiamo già idee chiare", ha precisato Marsili. "Naturalmente ogni futuro progetto sarà sottoposto al vaglio e al contributo del CGIE e aperto alle osservazioni dei rappresentanti degli enti gestori. Noi come direzione generale stiamo ancora una volta assolutamente contrari a lasciare le cose come stanno".

Per quanto riguarda gli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana, il direttore generale ha affermato che essi "sono un dato di fatto, e salvo improbabili ripensamenti del legislatore, lo Stato continuerà ad astenersi dall'intervento diretto". Circa i ritardi nell'erogazione dei contributi, dopo gli interventi sul Tesoro "ci attendiamo di verificare la promessa riduzione dei passaggi burocratici e quindi dei tempi di erogazione dei fondi. Noi, come direzione generale, li rispetteremo".

Marsili ha definito "eccessiva" la proliferazione degli enti gestori: si deve procedere alla loro razionalizzazione che, a differenza della rete consolare, deve significare riduzione (a questo proposito, Marsili ha riferito per inciso che il ministro degli Esteri Ruggiero ha annullato la chiusura del Consolato di Smirne, prevista per dicembre, "ad ulteriore conferma che i Consolati non si chiudono più").

"Gli enti - ha proseguito il direttore generale - dovrebbero essere relativamente pochi, seri, dotati di strutture adeguate, disposti ad una sana concorrenza. Nonostante gli sforzi effettuati, sono ancora 340 in tutto il mondo. Noi dobbiamo procedere, attraverso i Piani Paese, ad un'opera di incisiva razionalizzazione. La loro capacità gestionale ed organizzativa andrà ulteriormente vagliata. Solamente gli enti che hanno solide strutture, una seria impostazione organizzativa ed un corretto sistema amministrativo possono attendere allo svolgimento dei loro compiti istituzionali. La Commissione mista sui Piani Paese dovrà pronunciarsi anche in questo settore e l'Amministrazione agirà di conseguenza".

Il ministro Marsili ha poi riferito che in Europa, "un'area prioritaria di rilancio delle iniziative linguistico-culturali italiane per le nostre collettività", nel 2000 sono state messe in atto 9.748 iniziative seguite da 106.443 utenti. La direzione generale ha erogato nel 2000 sul capitolo 3153 contributi complessivi per 21.171.800.000 di lire così distribuiti: Germania 47,6% del totale, Svizzera 29,7 %, Gran Bretagna 9%, Belgio 6,2 %, Francia 5%, Paesi Bassi 1,3%, Lussemburgo 0,3%; cifre minori sono state erogate a Croazia, Romania, Slovenia, Austria, Norvegia, Danimarca, Repubblica Ceca, Grecia, Irlanda, Turchia, Finlandia, Spagna e Svezia.

L'obiettivo fondamentale è sempre quello della piena integrazione dell'insegnamento della lingua e cultura italiana nei sistemi scolastici locali, con contemporanea valorizzazione culturale delle collettività e promozione del sistema Italia: è stato perseguito con un'attiva politica di accordi di cooperazione a livello regionale, sui quali il ministro Marsili ha riferito in modo particolareggiato, paese per paese.

Le dolenti note sono echeggiate nella parte conclusiva dell'intervento. La DGIT dispone per l'attività degli enti gestori del capitolo di bilancio n. 3153: per l'esercizio finanziario corrente esso presentava uno stanziamento iniziale di 44 miliardi, assestato a 50 miliardi. Per l'esercizio 2002 dal MAE è venuta una richiesta di 56 miliardi, quindi un aumento di 6 miliardi, volto a compensare tra l'altro la cessata disponibilità di fondi comunitari. Purtroppo, nonostante i ripetuti interventi del ministro degli Esteri Ruggiero e del ministro per gli Italiani nel mondo Tremaglia sul ministro dell'Economia Tremonti, sia per iscritto che in sede di Consiglio dei ministri, la Finanziaria ha assegnato al capitolo 45 miliardi.

Una decisione - ha affermato Marsili - che "contraddice non solo le nostre aspettative, ma anche l'impegno a potenziare le attività del ministero degli Esteri a favore degli italiani all'estero, di cui si era fatto stato nel Documento di programmazione economica e finanziaria. Auspichiamo che in sede di dibattito parlamentare si cerchi di accogliere la nostra posizione. Sia i ministri Ruggiero e Temaglia che il vice presidente della commissione Esteri del Senato Danieli si stanno muovendo in questa direzione. Occorre un appello forte anche da questa Commissione".

La Commissione, come già riferito, ha risposto con l'approvazione all'unanimità di un ordine del giorno con il quale "chiede che sia concretamente presa in considerazione la richiesta di 56 miliardi di lire per il 2002, avanzata dal CGIE anche per far fronte ai mutati rapporti di cambi e all’inflazione e che, pertanto, si provveda all’adeguamento della dotazione in sede parlamentare". (Inform)


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