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INFORM - N. 201 - 23 ottobre 2001

Al Politecnico Federale di Zurigo il primo Convegno internazionale di studi "L’Umanesimo Latino in Svizzera"

Umanesimo Latino: terreno di incontro fra popoli diversi

ZURIGO - L'Umanesimo Latino nel mondo costituisce un fertile terreno d'incontro fra diverse concezioni sociali e politiche. E' questo il punto centrale emerso dal Convegno internazionale di Studi "L’Umanesimo Latino in Svizzera: aspetti storici, linguistici, culturali", che si è svolto sabato 20 ottobre al Politecnico Federale di Zurigo. La necessità di rilanciare il dialogo fra culture, popoli e religioni diverse è stata ribadita con forza da tutti i relatori durante i lavori. "Oggi come ieri - ha sottolineato Dino De Poli, Presidente della Fondazione Cassamarca - l'Umanesimo Latino, con la sua tolleranza e il suo rispetto per le diversità, si propone come spirito di apertura, di fratellanza, di solidarietà fra i popoli". In una terra come quella svizzera, da sempre ponte fra la cultura latina e quella germanica, sono state identificati durante il Convegno numerosi parallelismi fra il passato e la realtà attuale. "Anche durante l'assedio turco di Vienna, percepito come una terribile minaccia per la civiltà occidentale, vi erano umanisti che invitavano al dialogo e alla convivenza pacifica con l'Islam, ammonendo la cristianità che uccidere un uomo non significa uccidere un'idea, ma soltanto uccidere un uomo", ha ricordato Mariano Delgado dell'Université de Fribourg.

Di fronte a un folto e qualificato pubblico, il convegno organizzato dalla Fondazione Cassamarca di Treviso ha preso in considerazione le principali correnti di latinità in Svizzera e in Europa. Una prima parte della manifestazione ha affrontato il tema della cultura umanistica dal Medioevo ai giorni nostri e l’influenza del Rinascimento italiano. Punto centrale della seconda parte, inserita fra le iniziative della "Settimana della lingua italiana nel mondo", promossa dal Ministero degli Affari Esteri in collaborazione con l'Accademia della Crusca, è stato il contributo delle lingue neolatine alla produzione culturale e artistica della Confederazione Elvetica. Una terza parte ha esaminato il patrimonio culturale introdotto in Svizzera e in Europa dalla diaspora migratoria italiana a partire dalla seconda metà dell'Ottocento. Nei numerosi interventi del pubblico, sono stati inoltre ricordati i forti vincoli che la cultura latina presenta in questioni ed espressioni specifiche dell'uomo contemporaneo, come la politica e l'economia, il teatro e la letteratura, le arti e l'architettura. "Questo Convegno di Zurigo - ha concluso lo storico Luciano Trincia, coordinatore della manifestazione - dimostra come di fronte a scelte difficili per la storia dell'umanità lo spirito umanista non cessi di ricordare al mondo la necessità del dialogo e della convivenza pacifica fra popoli e culture diverse". (Inform)


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