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INFORM - N. 200 - 22 ottobre 2001

Fini, ottimi i rapporti tra Italia e USA

ROMA - - Rientrando dalla visita di Stato negli USA vice presidente del Consiglio Giancarlo Fini ha sottolineato che tra l'Italia e gli Stati Uniti non ci sono mai stati rapporti tesi. Non solo tra il presidente Bush e la comunità italo-americana, numerosa e attiva, ma nemmeno tra Bush, la sua amministrazione e il governo italiano.

Nel corso della sua permanenza negli Stati Uniti, Fini si è incontrato con il vice presidente americano Dick Cheney e con il sindaco di New York Rudolph Giuliani, al quale ha consegnato la massima onorificenza, quella di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana. Dopo aver visitato il luogo dell'attentato alle Torri gemelle, è rientrato a Washington dove ha incontrato i giornalisti americani presso l'ambasciata d'Italia ed ha poi preso parte alla cena di gala offerta dalla Niaf, la National Italian American Foundation. Tra gli oltre duemila ospiti la vedova di Peter Ganci, il capo dei pompieri di New York morto nel crollo delle Torri, e il presidente della Regione Lazio, Francesco Storace invitato quest'anno quale ospite d'onore in rappresentanza delle Regioni italiane.

Nel suo intervento, il vice presidente del Consiglio Fini ha sottolineato che "la solidarietà del governo e del popolo italiano al nostro alleato e amico americano è totale". Ho poi ricordato che l'11 settembre, tra le vittime del terrorismo, vi erano tanti italiani e italo-americani. "Tra di loro - ha aggiunto - tanti vigili del fuoco guidati da Peter Ganci: un eroe moderno, morto nell'adempimento del dovere. Un simbolo che riempie d'orgoglio gli italiani dl'America".

Alla cena di gala della Niaf è giunto un messaggio in video del presidente Bush, assente perché in visita in Cina. "Fin dall'inizio del secolo - ha detto - gli italo-americani hanno dato un grande contributo alla crescita e alla grandezza del nostro Paese. Dopo l'11 settembre abbiamo visto il meglio dell'America, abbiamo assistito ad incredibili gesti di patriottismo da parte di molti italo-americani, a cominciare da pompieri e poliziotti. E gli italo-americani hanno già versato milioni di dollari per pagare gli studi ai figli delle vittime degli attentati". (Inform)


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