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INFORM - N. 199 - 20 ottobre 2001

Buoni risultati dalla cooperazione italo-tunisina in campo archeologico

TUNISI - Su iniziativa dell'Ambasciata d'Italia ha avuto luogo un seminario che ha visto riuniti i responsabili delle missioni archeologiche italiane e tunisine nella sede dell'Insitut National du Patrimoine di Tunisi, diretto dal prof. Boubaker Ben Frej.

La riunione è stata dedicata all'esame dei risultati ottenuti dalla cooperazione italo-tunisina fino ad oggi in campo archeologico, i rapporti tra i ricercatori dei due paesi e le possibili prospettive future.

Le missioni archeologiche italo-tunisine, che operano sotto l'egida e con il contributo del Ministero degli Affari Esteri riguardano alcuni tra i siti archeologici più significativi del Nord Africa, dall'età fenicio-punica, all'età romana, all'età bizantina fino alle fasi di transizione verso la civiltà islamica.

A Cartagine sono coinvolte l'Università di Cosenza e la Regione Siciliana (cisterne della Malga) sotto la direzione del Prof. Di Stefano. Vi opera anche l'Istituto per la Civiltà Fenicia e Punica "Sabatino Moscati" del CNR, che progetta una indagine sia nell'area del Tophet di Cartagine , sia nella zona tra la collina di Byrsa ed i Porti Punici.

Lo stesso Istituto (sotto la direzione del Prof. Piero Bartoloni) è presente nell'area urbana dell'antica Zama Regia con la collaborazione del Dipartimento di Storia Antica dell'Università di Bologna.

Il Dipartimento di Scienze archeologiche e storico-artistiche dell'Università di Cagliari (sotto la direzione scientifica del Prof. Antonio Corda) svolge da 7 anni indagini elettromagnetiche e scavi archeologici mirati nell'area dell'antica Utina e prepara un'esposizione permanente nella struttura museale all'interno del Campidoglio della città romana.

Il Dipartimento di Storia dell'Università di Sassari (sotto la direzione del Prof. Attilio Mastino) opera nella colonia severiana di Uchi Maius (presso Dougga, nella Tunisia occcidentale), con la colllaborazione delle Università di Pisa (Prof. Marco Milanese), Venezia (Prof. Sauro Gelichi), Cassino (Prof. Cinzia Vismara). Sono altresì in corso (con la partecipazione di 50 studenti italiani e 8 tunisini) gli scavi nel foro, nella cittadella bizantina, nell'anfiteatro, nella basilica paleocristiana, con particolare attenzione per le fasi islamiche.

Il Seminario ha permesso di confermare che tutte le missioni godono della piena collaborazione dei colleghi tunisini, che partecipano alla direzione delle singole iniziative. E' stata inoltre l'occasione per fissare le basi dell'organizzazione di un prossimo, grande convegno teso ad illustrare, assieme ad una mostra, i risultati delle più recenti attività delle missioni archeologiche italiane, partendo da una ricostruzione della storia delle relazioni culturali tra Italia e Tunisia. Particolare spazio sarà dato, attraverso pubblicazioni e prodotti multimediali, alle principali figure dei pionieri della ricerca archeologica italiana nel Maghreb.

Il Convegno avrà luogo a partire dal 9 maggio 2002, sarà promosso dall'Ambasciata d'Italia in coincidenza con il Mese del Patrimonio e verrà seguito dalla visita ai principali siti archeologici della Tunisia oggetto delle ricerche italiane. (Inform)


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