* INFORM *

INFORM - N. 197 - 18 ottobre 2001

Il vicepresidente della Toscana Passaleva al "Colloquio sulla povertà" di Bruxelles

Solidarietà, è questo il nuovo nome dell’Europa. "Sul treno dello sviluppo verso un’economia globale deve esserci un posto per tutti"

BRUXELLES - Maggiore orientamento regionalista di tutte le politiche europee, riforma della politica agricola comune, revisione delle strategie delle reti europee del trasporto, nuova politica della ricerca e dello sviluppo tecnologico più legata al territorio e alle realtà produttive locali: sono queste le condizioni alle quali l’Europa può, nei fatti, rispondere alla grande sfida della povertà. Una sfida che si presenta sempre più pressante alla vigilia dell’allargamento dell’Unione a paesi ancora più poveri delle attuali aree meno sviluppate. Questo il senso dell’appello rivolto dal vicepresidente della Regione Toscana, Angelo Passaleva, all’apertura dei lavori del Colloquio europeo sulla povertà, promosso dalla Regione Bruxelles Capitale.

Per contrastare la povertà, una importanza fondamentale deve essere assegnata alle iniziative di sviluppo locale, a partire da quelle che si avvalgono dei fondi europei, che "devono individuare i soggetti più vulnerabili e gli strumenti più adatti a sostenere tutte le potenzialità dell’Europa. Bisogna ridurre le disparità – ha detto Passaleva - per accrescere il grado di coesione economica e sociale, per combattere l’arretratezza e gli squilibri. La solidarietà è oggi la grande opportunità per l’Europa: rinunciare a qualcosa di superfluo può consentire di cambiare in meglio gli stili di vita e restituire significato alle priorità dei valori".

Passaleva ha sottolineato come "l’esposizione al rischio di povertà e di esclusione sociale può coinvolgere anche persone che hanno una condizione di vita normale, ma che si trovano improvvisamente in passaggi difficili della propria esistenza", in un disagio che "è la spia non solo della povertà materiale, ma anche della povertà di relazioni umane".

La riduzione del tasso di povertà è un obiettivo prioritario dell’Europa, da Lisbona a Nizza, ma anche dell’Italia, dove l’11,9% delle famiglie si trovano in condizione di povertà relativa e il 4,8% di povertà assoluta. Ricordando la legge quadro sui servizi sociali recentemente approvata in Italia, Passaleva ha individuato nel "reddito minimo di inserimento" lo strumento base per una politica che voglia alleviare la povertà: uno strumento al quale vanno affiancate politiche di sostegno e incentivazione alla formazione dei giovani e alla riqualificazione degli adulti, di facilitazione all’accesso all’abitazione per le famiglie a basso reddito, all’utilizzo dei servizi sociali, formativi e sanitari dalle persone più vulnerabili.

Anche la Toscana sta svolgendo numerose azioni per contrastare la povertà, dallo studio delle nuove povertà alla diversificazione delle misure di sostegno e di accompagnamento sociale, in modo da facilitare un’autentica personalizzazione degli interventi contro la povertà. L’elemento qualificante dell’intervento regionale consiste nel collegare le erogazioni economiche con l’offerta di strumenti finalizzati al reinserimento sociale, tramite l’elaborazione di progetti individualizzati condivisi.

La globalizzazione, infine, è per Passaleva una opportunità ma anche un rischio, perché distribuisce benefici in maniera ineguale. Invece – ha concluso - "nel treno della trasformazione verso un’economia globale e solidale deve esserci posto per tutti". (Inform)


Vai a: