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INFORM - N. 196 - 17 ottobre 2001

Presenza straniera in Svizzera. CEDIEM: La bellezza di perdere un primato

LUGANO - Sono stati pubblicati i numeri della presenza straniera in Svizzera secondo i rilevamenti statistici dello scorso agosto. Tutti i mass media hanno presentato le cifre rilevando una crescita globale di circa 27 mila unità: qualcosa che può fare sussultare una certa cerchia di popolazione, ma che a conti fatti garantisce l’economia del paese.

Tra i diversi modi di leggere una statistica, CEDIEM (Centro documentazione e informazione emigrazione) dà una sua lettura relativamente alle due componenti più grosse: comunità italiana (22,4 %) e comunità dei paesi dell’ex Jugoslavia (24,4 %).

Da tempo le statistiche rilevano una diminuzione della collettività italiana che - finalmente! dice il CEDIEM - perde il primato di rappresentatività a favore di un’altra etnia: due storie eguali ma con un prima e dopo che va misurato sulla lunghezza degli anni.

Il fenomeno migratorio va cambiando almeno per i primi contingenti: CEDIEM lo va dicendo da tempo ed ora arrivano anche i numeri a convalidarlo.

In questo campo perdere un primato è bello: significa infatti che la stabilità - che può essere espressione di crescita civile e sociale - sta dando i suoi frutti.

Gli italiani in Svizzera sono in fase di diminuzione almeno per tre motivi. Prima di tutto non sono più molti gli italiani che arrivano in Svizzera (o almeno le partenze sono superiori agli arrivi); in secondo luogo aumenta il numero di quelli che rientrano in patria (non solo pensionati, ma anche lavoratori nel pieno della loro attività che trovano in patria quell’occupazione che una volta mancava). Non c’è anche un progetto del ministro Tremaglia tendente a creare condizioni favorevoli al rientro in patria di italiani all’estero, che oltre al resto porterebbero nuove conoscenze tecniche e padronanza di lingue straniere?

Il terzo motivo per la diminuzione di italiani in Svizzera va sicuramente ricercato nel processo di naturalizzazione che sembra essere il traguardo finale della stabilità dell’emigrazione e la pagina più autentica e positiva del capitolo globalizzazione.

Il CEDIEM è convinto che la perdita di un primato, in questo caso, è un sicuro riferimento di qualità. (Inform)


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